Trespiano, ogni giorno si rischia la vita: una prece per il marciapiede

Dopo anni di attesa arriva una rampettina per il porticato, ma mancano i marciapiedi per i collegamenti urbani


Tra la fine di ottobre ed i primi di novembre qualche fiorentino in più sale o scende in direzione di Trespiano: fateci caso, manca il marciapiede.
Sulla via Bolognese, all'altezza di Trespiano, c'è il cimitero di Firenze con annesso piazzale per la sosta. Un parcheggio usato durante l'anno anche come Scambiatore, mancando un limite orario ed una specifica regolamentazione risulta infatti utile per lo scambio auto-bus.
A pochi metri, per i frequentatori effettivi del cimitero e per i residenti, c'è un'area privata, a pagamento: 1 Euro per sostare l'intera giornata.
 Tra le due aree di sosta non c'è un collegamento, c'è invece una strettoia frastagliata di detriti (che cadono da una parete lato strada), dove si incontrano le auto in corsa che salgono da Firenze o scendono dal Mugello.
Il pedone deve arrangiarsi, pregando.

Il problema però non è limitato alle aree parcheggio, uscendo da un'ottica autocentrica, la difficoltà logistica riguarda l'intero abitato di Trespiano e del Pian di San Bartolo dove ci sono cittadini, come tutti gli altri, che vorrebbero poter circolare a piedi, senza rischi.

Nel 2012 in Palazzo Vecchio l'allora consigliere Marco Stella, oggi vicepresidente del Consiglio regionale presentava una Mozione che esordiva con un "Considerate le ripetute richieste avanzate dai cittadini di via Bolognese per la carenza di marciapiedi con conseguenti disagi e rischi per i residenti, in particolar modo anziani e bambini che ne avvertono più pesantemente le conseguenze aggravate dalla carenza di segnaletica e di pubblica illuminazione" e chiedeva al sindaco di predisporre "un progetto unitario di riqualificazione di via Bolognese da via del Ponte Rosso fino al confine di Pian di San Bartolo, anche in coordinamento con la Provincia di Firenze". C'era la Provincia di Firenze.

Un luogo della memoria. Ricordano i cittadini di aver incontrato prima l'assessore alla Mobilità fiorentina Massimo Mattei e poi il suo successore Stefano Giorgetti, senza però riuscire a risolvere il problema dei collegamenti, né quello della rampettina che consentisse a disabili ed anziani l'accesso facile al porticato diventato negli anni sempre più commerciale, né quello del camminamento in sicurezza.
Ricordano ancora i cittadini di aver visto un progetto che però non sarebbe risultato fattibile per questioni di "impatto ambientale". Non dicono "impatto tra veicoli e pedoni", e neppure "barriere architettoniche", dicono proprio "impatto ambientale".
  Chi abbia elaborato quel progetto, quanto sia costato e perché non sia stato poi modificato per adattarlo all'esigenza della strada sono tutte domande che i residenti ancora rivolgono verso la Torre di Arnolfo di Cambio, in lontananza.

Nel Gennaio 2016 a Villa Arrivabene, sede del Quartiere 2, viene discussa l'approvazione di un atto, si tratta del Documento Unico di Programmazione 2016 ‐2018.
Ottiene esito favorevole il testo che contiene anche questo passaggio alla voce Mobilità e Infrastrutture "Si chiede infine l’installazione di una telecamera per il controllo degli accessi alla ZTL di Via Bolognese Vecchia e il rifacimento del piazzale di Trespiano e la costruzione del marciapiede che collega il piazzale di Trespiano al paese di Pian di San Bartolo".

 A fine 2017 arriva, per mano privata di Silve concessionaria del servizio di illuminazione votiva, la rampa per disabili che consentirà adesso l'accesso al porticato commerciale, ma del marciapiede nessuna notizia.
Occorre ancora aspettare e forse in questi giorni (la Municipale ha predisposto oggi la cartellonistica provvisoria in vista delle festività), qualcuno, percorrendo la strada, si porrà il problema.

Non solo Trespiano. Da anni i cittadini della via Bolognese segnalano la pericolosità di vari tratti stradali (abbiamo affrontato l'argomento nel dicembre 2015) dovuta alla presenza dei muretti a secco che crollano con la pioggia ad un irregolare deflusso delle acque e ad una mancata presenza di arredo urbano ad iniziare da elementi basilari come i marciapiedi.
Marciapiedi che mancano in prossimità delle fermate del trasporto pubblico come sanno bene gli autisti cui "tremano le mani" nell'aprire e chiudere le porte ed i passeggeri che rischiano di essere investiti e gli automobilisti che rischiano di investire coloro che salgono e scendono dai mezzi urbani ed extraurbani.

Antonio Lenoci