Trasporto locale, la tregua dura poco: sarà ancora sciopero?

A meno di 24 ore dalla "soddisfazione" espressa per l'accordo siglato con Palazzo Vecchio Ataf torna nella bufera


All'indomani della presentazione a Palazzo Vecchio dell'accordo siglato con il Comune di Firenze per migliorare il servizio nel capoluogo toscano, si è svolto in Ataf l’incontro previsto dalla Legge 146/90 sulla regolamentazione dello sciopero.

La rappresentanza sindacale, riunitasi in presidio in piazza della Signoria, scettica sulla distensione dei rapporti interni all'Azienda e desiderosa di mettere alla prova Palazzo Vecchio sulle numerose promesse strappate in sede di trattativa istituzionale, torna già all'attacco. Il tema del contendere sono le condizioni lavorative e la sicurezza a bordo dei mezzi che i dipendenti sottolineano essere alla base del sistema.
Difficile immaginare, infatti, un servizio pubblico eccellente con ztl, corsie preferenziali, frequenze impeccabili dove però gli autisti lamentano problematiche operative "gravi ed urgenti". 

"Nonostante la recente intesa sottoscritta con il Sindaco di Firenze, nella quale le parti hanno confermato il ruolo centrale del trasporto pubblico e hanno condiviso una serie di iniziative per migliorarlo, l’azienda Ataf in questa sede non ha avuto un atteggiamento costruttivo. Infatti, sui temi messi in evidenza dalla RSU nelle procedure di raffreddamento, in particolare sulle condizioni di lavoro (ivi compresi raggiungimenti e tempi di percorrenza) e sulla sicurezza a bordo, non ci sono state risposte concrete e nemmeno proposte su cui lavorare. L’unica proposta aziendale è stata quella di fissare un ulteriore incontro (senza nessuna certezza) a distanza di 7-10 giorni, che a questa RSU è sembrata eccessiva e provocatoria, visto l’alto numero di incontri già effettuati senza nessun passo in avanti" spiega la RSU che ha portato al tavolo i problemi del personale.

"L’azienda ha dimostrato ampiamente di non avere nessuna urgenza nel risolvere i problemi segnalati, nonostante vadano ad incidere pesantemente sulla qualità lavorativa di centinaia di Lavoratori e sulla reale efficienza del servizio. Pertanto le procedure di raffreddamento continueranno in Prefettura, entro 10 giorni, con l’incontro previsto dalla Legge" conclude la rappresentanza sindacale della quale fanno parte Gianluca Mannucci e Massimo Milli che così commentano l'ennesimo strappo "Abbiamo chiesto all'azienda di risolvere alcuni dei problemi che affliggono i lavoratori da molto tempo a questa parte, ricevendo dalla Dirigenza la richiesta poco convinta di un ulteriore incontro, senza nessuna certezza, senza nessuna proposta e senza nessuna garanzia. Vista l'urgenza e l'importanza dei punti che abbiamo messo in evidenza, un ulteriore rinvio ci è sembrato provocatorio. Ci bastava se ne cominciasse a risolvere almeno uno da subito, per dimostrare la buona volontà. Dopo l'incontro in Comune e l'intesa raggiunta con il Sindaco, ci sembrava un percorso naturale continuarne in azienda gli effetti, soprattutto per il bene del servizio. Non è stato così ed è stata una grande delusione. Ci vedremo in Prefettura" sottolinea Gianluca Mannucci, della FIT-CISL e viceccordinatore RSU.
Mentre Massimo Milli RSU Faisa Cisal Ataf ritiene adesso "Fondamentale la presenza del Prefetto quale garante di un ipotetico accordo".

Redazione Nove da Firenze