Toscana Aeroporti: sciopero l'8 settembre

​Sciopero di 4 ore per i lavoratori dell'Aeroporto di Firenze


Fissato per l'8 settembre prossimo è stato indetto dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, dopo la tentata trattativa con Toscana Aeroporti sulle ipotesi di esternalizzazioni delle attività dei cosiddetti 'trattorini' e 'nastri'.

I sindacati temono in caso di esternalizzazioni, la riduzione degli stipendi, degli organici e dei diritti dei lavoratori che svolgono tali attività.
“Chiediamo uno stipendio e diritti simili a fronte di un lavoro simile, per tutti i lavoratori operanti in modo diretto o indiretto in Toscana Aeroporti Firenze, un più regolato ed equo controllo di tutte le esternalizzazioni” dichiarano unitamente i sindacati, che invocano anche nuove assunzioni, “visto l'ampliamento del volume di traffico e dei passeggeri, sia a Firenze sia a Pisa”.

“In ballo – spiega Stefano Boni, segretario generale della Fit-Cisl Toscana –, ci sono il salario e il posto di lavoro per una ventina di persone, che da anni svolgono questa attività con contratti a termine e che rischiano di trovarsi senza lavoro. Toscana Aeroporti ha bandito una gara per l’affidamento del servizio all’esterno e c’è il rischio che chi vincerà l’appalto (l'aggiudicazione è prevista in autunno, ndr) voglia applicare il ‘multiservizi’, che significa 200-300 euro in meno di stipendio mensile”.
“L’azienda non ha voluto trovare mediazioni – commenta Boni- ed è stata elusiva nelle risposte. Ma noi non ci arrendiamo: non possiamo abbandonare questi lavoratori in mezzo alla strada.”

Spiega ancora Stefano Boni "L’aggiudicazione è prevista in autunno, il cambio di gestione a inizio 2018. Il rischio, molto concreto, è che ad aggiudicarsi l’appalto sia qualche cooperativa che ha già personale da impiegare. Il che significherebbe che chi da tempo, anche 4 anni in qualche caso, svolge questo lavoro con contratti rinnovati via via e nella speranza di una stabilizzazione, si trovi per strada all’improvviso.”

“Un altro aspetto che non convince - dice Roberto Iuorio, responsabile Fit-Cisl dell’aeroporto di Firenze – è che oggi ai lavoratori viene applicato il contratto del ‘trasporto aereo’, ma c’è il rischio che chi vincerà l’appalto voglia applicare il ‘multiservizi’, che significa 2 o 300 euro in meno di stipendio mensile.”
Temi su quali i sindacati hanno chiesto un impegno da parte di Toscana Aeroporti, “perché – riprende Boni – non è accettabile che chi lavora spalla a spalla e svolge attività simili non abbia stipendio e diritti simili; non ci possono essere figli di un dio minore tra quanti operano, in modo diretto o indiretto, per Toscana Aeroporti".

 Alessio Ammannati di Filt Cgil: “Toscana Aeroporti, con l’ampliamento della esternalizzazione, risparmierà in tre anni tra i 600 e gli 850mila euro. Chiediamo che una parte del risparmio vada ai lavoratori di quelle attività che non vedono applicato il Contratto nazionale del trasporto aereo e che quindi subiscono una decurtazione di salario. Inoltre, con questa politica di esternalizzazione noi temiamo che Toscana Aeroporti voglia diventare solamente una società di gestione aeroportuale, cioè una società leggera senza l’handling, quindi una società che - sia a Firenze che a Pisa - controlla solamente una sorta di suk che diventerebbero tutti i settori operativi dei due aeroporti”

Per i lavoratori turnisti, lo sciopero sarà dalle ore 16 alle 20, per i 'normalisti' per le ultime quattro ore della loro prestazione giornaliera.

Intanto contro l'ampliamento dello scalo fiorentino Alessandro Favilli Segretario Regionale PRC dichiara "Al peggio non c’è mai fine. In uno Stato (e anche in una città e in una regione) dove le norme paiono un optional che si può cambiare alla bisogna, dove l'interesse generale sembra scomparso da tempo, è necessaria una mobilitazione ancora più forte ed incisiva di tutti i cittadini – associazioni, ecc. - della Piana e non solo per fermare questo scempio. Ne va non soltanto del veder realizzare un'opera devastante dal punto di vista ambientale, sociale, economico e sostanzialmente inutile, ma del fatto che siamo di fronte ad un vero e proprio paradigma di quello che non si deve fare, tanto più in un periodo dove siccità, desertificazione, cambiamenti climatici, rendono evidente a tutti la necessità di un inversione di rotta. Invece qua siamo addirittura all’intervento del governo – con il decreto 104/2017 – con il quale il supposto ministro “dell’ambiente” Galletti pare imporre non soltanto l accettazione dello status quo (cioè fare il nuovo aeroporto) ma addirittura di fatto by passare così 142 prescrizioni alla procedura di VIA presentate, aprendo la strada – come pare abbia per altro suggerito un suo collega di governo di fiorentina provenienza – dando ad Enac la possibilità di ripresentare tout court il progetto,non più gravato da queste “scocciature ambientaliste”. Questo aprirebbe la strada alla cementificazione selvaggia (peggiore del progetto attuale, viste le prescrizioni) di numerose aeree verdi, del parco della piana ecc. In tutto questo, il presidente Rossi – quello del libro “Rivoluzione Socialista” – non ha niente da dire? E i parlamentari del suo movimento che questo governo sostengono? Senza dimenticare che oltre alle norme in questione ci sono pure decine e decine di milioni di euro pubblici per la realizzazione di quest’infamia. Più di così che cosa può mancare? Che si vedano esponenti di governo e regione a stendere il cemento per far ulteriormente risparmiare il privato (perché di privato si tratta) proprietario della società ? La nostra opposizione al progetto – con relativi voti contrari – nella scorsa legislatura in Regione è stata netta (come oggi da parte del Gruppo di Si Toscana a Sinistra) ma adesso o c’è uno scatto da parte di tutti o sarà sempre più difficile parare i colpi di istituzioni che dovrebbero andare a rileggersi la voce “interesse pubblico” e certo non ci troverebbero la realizzazione di quest’opera. Noi ci siamo e ci saremo".

Redazione Nove da Firenze