Testamento biologico: l'appello di Gesualdi scuote il dibattito

Nardella e Renzi a favore di una riforma, sollecitata dall'ex presidente della Provincia, ora malato di Sla


(DIRE) FIRENZE, 3 nov. - La lettera di Michele Gesualdi, dal 1995 al 2004 presidente della Provincia di FIRENZE e oggi malato di Sla, quell'appello rivolto al Parlamento per una rapida approvazione della legge sul testamento biologico "mi ha molto colpito molto. Mi fa piacere che i due presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, abbiano risposto positivamente. Io sono d'accordo". Lo sottolinea intervenendo a Controradio il sindaco di FIRENZE Dario Nardella. "Andro' a visitarlo appena me ne verra' data la possibilita'. Gesualdi e' stato un amministratore importante della nostra realta'. Ma e' anche un cattolico allievo di don Milano: viene dalla tradizione del cattolicesimo progressista" e nella missiva "ha detto cose molto forti. Ha ribaltato il concetto, considerando la sopravvivenza a tutti i costi un accanimento che va contro Dio. Lui lo ha definito una sfida a Dio". La lettera di Gesuladi, conclude il primo cittadino, "non rinunciato ad un approccio spirituale e' ancora piu' forte, perche' ci mette davanti ai diritti umani ma anche alla liberta' e la responsabilita' dell'uomo".

"Michele Gesualdi e' stato il presidente della provincia di Firenze da cui ho ricevuto il testimone nel 2004. Un uomo tenace, allievo di don Lorenzo Milani, persona libera. Ha scritto questa lettera. Chi ha letto il libro 'Avanti' e ricorda la vicenda del mio amico, don Paolo Bargigia, sa che ho gia' scritto piu' volte sulla SLA, sul fine vita, sulla necessita' di essere umani fino all'ultimo istante. Mi piacerebbe che chi puo' leggesse la lettera di Michele. E ne parlassimo: matteo@matteorenzi.it". Lo scrive Matteo Renzi nella Enews. (Vid/ Dire)

Redazione Nove da Firenze