Terzo giorno di sciopero per gli autotrasportatori toscani

Si sono fermati autisti, facchini, corrieri; oggi presidio su Ponte alle Grazie a Firenze 


 Prima, si sono fermati gli autisti della distribuzione dei carburanti (venerdì scorso). Poi, hanno incrociato le braccia i lavoratori dell’intera filiera delle spedizioni e del trasporto (autisti, facchini e corrieri), causando ripercussioni su consegne e spedizioni: ieri mega corteo a Calenzano, oggi presidio a Firenze su Ponte alle Grazie (il “No delivery day”, con appello ai consumatori a non richiedere consegne per 24 ore).

E questi tre giorni di sciopero (che interessano circa 50mila addetti toscani) segnano una mobilitazione regionale senza precedenti in Toscana; si tratta di un’agitazione lanciata da Filt Cgil, Fit Cisl e UilTrasporti contro le “inaccettabili proposte” delle associazioni datoriali ai sindacati nel tavolo di trattativa sul rinnovo del Contratto nazionale “Logistica, Trasporto Merci e Spedizione”. Tra queste: eliminare la quattordicesima, ridurre le giornate di riposo, fermare gli scatti di anzianità, dimezzare indennità di trasferta, permessi, festività e Rol. “Il rinnovo di un contratto di lavoro non può essere raggiunto a detrimento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”, tuonano Filt Cgil, Fit Cisl e UilTrasporti.

Queste le tre iniziative unitarie svolte nei tre giorni di sciopero nel fiorentino:

- venerdì scorso, in occasione dello sciopero dei lavoratori della distribuzione carburanti, è stato effettuato un presidio a Calenzano presso il Deposito Eni in via Erbosa;

- ieri, in occasione dello sciopero dell’intera filiera delle spedizioni e del trasporto (autisti, facchini, corrieri), è stato fatto un corteo a Calenzano, con partenza alle ore 9:30 di fronte al bar “Viavai” in via del Pratignone e arrivo alle 12 davanti alla sede Sda in via Allende. Hanno partecipato oltre mille lavoratori. L’adesione allo sciopero è stata alta, con punte del 90%. “Questa manifestazione segna la storia locale nel settore, da qui è partito un messaggio chiaro alle controparti: serve un rinnovo del Contratto nazionale che non tolga diritti”, hanno detto Filt Cgil, Fit Cisl eUilTrasporti, soddisfatte dell’esito dell’agitazione;

- oggi, sempre in occasione dello sciopero dell’intera filiera delle spedizioni e del trasporto (autisti, facchini, corrieri), è stato effettuato un presidio alle 11:30 a Firenze sul Ponte alle Grazie. E’ stato il “No delivery day”: partito un appello ai consumatori a non ordinare consegne per 24 ore. “Questa agitazione di tre giorni segna la storia locale nel settore, da qui parte un messaggio chiaro alle controparti: serve un rinnovo del Contratto nazionale che non tolga diritti.La mobilitazione ora non si ferma: pronti altri due giorni di sciopero il 10 e 11 dicembre se dalle controparti non arriveranno risposte. Deve riaprirsi il tavolo nazionale di trattativa”, hanno detto Filt Cgil, Fit Cisl eUilTrasporti, soddisfatte della mobilitazione dei lavoratori.

Effettuate iniziative anche nel pisano (ieri presidio presso il magazzino Conad di Montopoli) e a Livorno (venerdì scorso presidio alla Raffineria Eni e al deposito Tosco Petrol; ieri e oggi, presìdi presso Terminal Darsena Toscana, varco Valessini, varco Galvani, interporto Amerigo Vespucci, Stazione marittima, rotatoria via Firenze/via Pian di Rota; nella mattina di domani 31 ottobre - alle 11 - sarà organizzata una conferenza stampa al presidio in Darsena Toscana).

LA TRATTATIVA SUL CONTRATTO NAZIONALE

Sono trascorsi circa due anni dall’inizio delle trattative per il rinnovo del Contratto Nazionale “Logistica, Trasporto Merci e Spedizione”. La discussione, iniziata nel settembre 2015, evidenziava da subito uno scenario complicato ed in forte cambiamento con posizioni ben definite tra i portatori di interessi, da una parte le associazioni datoriali divise al loro interno nei tre settori di appartenenza (cooperazione, autotrasporto, spedizioni e corrierato) dall'altra i sindacati con l'obiettivo di tenere unita la filiera della logistica per scongiurare la frammentazione del settore ed evitare l' inasprimento del conflitto tra i lavoratori più deboli aumentando il dumping contrattuale. La trattativa, seppur complessa, fino alla ripresa di settembre 2017 presentava degli avanzamenti che facevano sperare in una conclusione positiva dei negoziati ma, alla richiesta di Filt Cgil, Fir Cisl e UilTrasporti di adeguamenti retributivi congrui e garanzie di continuità lavorativa nei cambi appalto - autentica spina nel fianco dei lavoratori della logistica - si è arrivati al punto di rottura. “Riteniamo inaccettabile la proposta di introduzione di ulteriori elementi di flessibilità, organizzativa e salariale, all’interno del Contratto nazionale”, dicono i sindacati.

Redazione Nove da Firenze