Terremoto in Toscana: una regione ad elevata pericolosità sismica

L'ingegneria viene subito dopo la geologia. Difficile costruire strutture solide se il terreno non resiste alle sollecitazioni


Amministrazioni locali rappresentate da sindaci e tecnici, Ordini professionali, in particolare l'Ordine dei Geologi della Toscana, e la comunità scientifica toscana rappresentata dalle Università ed Enti di ricerca. Questi i soggetti presenti nell'Auditorium di Santa Apollonia a Firenze per "La microzonazione sismica di terzo livello per la pianificazione territoriale e la progettazione edilizia", un convegno che non ha colto impreparati i geologi che da anni oramai chiedono maggiore considerazione e spazio all'interno delle amministrazioni locali per effettuare verifiche e contribuire alla gestione del territorio da parte degli amministratori.
Una occasione, l'ha definita la Regione, per "illustrare il quadro completo delle attività di microzonazione sismica svolte in Toscana nell'ambito delle politiche di prevenzione sismica che da diversi anni sono messe in atto"

La Regiona Toscana, per voce dei responsabili del Settore Sismica, spiega: "Stiamo portando avanti, tramite finanziamenti regionali rivolti alle Amministrazioni, numerose iniziative finalizzate a promuovere una adeguata politica di prevenzione e di riduzione del rischio sismico, tenuto conto anche degli elevati livelli di pericolosità sismica di talune aree del territorio toscano. Tra queste rientrano soprattutto le molteplici attività connesse con la realizzazione delle indagini e studi di microzonazione sismica, finalizzate a definire all'interno del territorio le modificazioni apportate allo scuotimento del suolo dalle condizioni geologico-tecniche e dalle condizioni topografiche locali. Tali studi, avviati obbligatoriamente in Toscana mediante il regolamento regionale ed incentivati tramite co-finanziamenti rivolti ai comuni, costituiscono ormai un valido, consolidato e riconosciuto strumento per analizzare la pericolosità sismica locale applicabile sia in fase di pianificazione urbanistica, sia in fase di progettazione sia in fase emergenziale".

Ad oggi quasi il 60% del territorio regionale disporrebbe di studi ed indagini di microzonazione sismica già certificati o in fase di realizzazione, ma il patrimonio immobiliare è al 70% indifferente dall'applicazione dei criteri antisismici.

All'ingresso del Convegno troviamo predisposta una cartellonistica dove spiccano termini quali "Informare e Conoscere" prima di "Pianificare ed Intervenire". "E' auspicabile e necessario - spiega il Dirigente regionale Franco Gallori a Nove da Firenze - che vengano promosse iniziative comuni tra pubbliche amministrazioni ed anche Vigili del Fuoco.. chiunque abbia conoscenza in materia per spiegare cosa può e deve essere fatto in caso di terremoto perché tanto si può fare, con poco, per tutelare la sicurezza delle persone".

Ma intervenendo, è possibile salvare delle vite umane? "Oltre la normativa possiamo fare valutazioni più precise di come peculiari situazioni geo-morfologiche possono amplificare le azioni sismiche. Non so cosa sia stato fatto nei luoghi colpiti dal terremoto. L'esempio toscano degli studi fatti su Fivizzano mostra però delle amplificazioni che non sarebbe stato possibile prevedere a priori. Dunque deve esserci una sensibilità ed un forte invito a conoscere perché quando poi un terremoto si verifica si piangono i morti.. e questo non è giusto".

Marco Bartoloni, presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Firenze ci spiega che "Il dato che emerge sicuramente da quanto accaduto recentemente è che circa il 70% degli edifici italiani sono stati costruiti senza criteri antisismici, poiché realizzati prima della normativa in materia, e questo la dice lunga su quelli che sono i danni che subiscono in caso di un terremoto, neanche particolarmente intenso, come può essere un quinto sesto grado della scala Richter".

Dopo la scossa ed il dolore, iniziano le accuse, il dito viene puntato anche sugli ingegneri. "La cosa che come categoria ci infastidisce è il fatto di andare a coinvolgere i professionisti nella ricerca di responsabilità o come progettisti o come direttori dei lavori sul perché avvengano i crolli. Possono esserci casi specifici che devono essere approfonditi e nel caso sanzionati perché chi ha sbagliato deve pagare, ma generalizzare la cosa sicuramente non è accettabile".

Si possono studiare fenomeni e probabilità, ma l'anzianità degli edifici è recuperabile? "L'idea di andare a salvaguardare il patrimonio edilizio esistente è una utopia servirebbero centinaia di miliardi e nell'immediato e non è ipotizzabile, sarebbe invece opportuno prendere consapevolezza della effettiva vulnerabilità sismica del nostro patrimonio per andare a mirare gli interventi prioritari ed utilizzare per questi le risorse disponibili".

Le immagini dall'alto dei comuni colpiti ci hanno mostrato con cinismo palazzi intatti ed abitazioni sbriciolate: vogliamo spiegare il concetto di microzonazione? "Si tratta di una sorta di approfondimento della situazione sismica nazionale per determinare se vi siano amplificazioni degli effetti del sisma sul territorio ed è molto importante in prospettiva per poter valutare in maniera più adeguata la conoscenza del nostro sottosuolo".

Cosa possono fare i cittadini per conoscere le caratteristiche della propria abitazione?
"Se è vero che è difficile pensare di poter adeguare il patrimonio esistente, è vero anche che sarebbe facile cominciare a dare ai cittadini la possibilità di capire il rischio rappresentato dalla propria abitazione con degli strumenti già tirati fuori in passato e che poi per motivi di carattere politico si è preferito non portare avanti. Mi riferisco al fascicolo di fabbricato o alla certificazione sismica che analogamente alla certificazione energetica dovrebbe garantire in base ad una scala graduata di capire quale sia il rischio effettivo e questo potrebbe aiutare molto a capire che la sicurezza sismica di un edificio è un valore aggiunto che deve essere opportunamente valorizzato".

L'Ordine dei Geologi della Toscana propone un team di esperti suddivisi per competenza territoriale a disposizione dei comuni. Sostenete questa proposta? "Sarebbe una iniziativa da portare avanti anche perché ingegneri, geologi ed architetti sono figure che hanno competenze professionali specifiche e lavorare in sinergia sarebbe determinante per il bene delle amministrazioni locali e soprattutto dei cittadini".

Antonio Lenoci