Terremoto a Firenze, quel David dalle caviglie fratturate

Preoccupano le microfratture riscontrate negli arti inferiori del David di Michelangelo, ma anche la tenuta della Galleria


A seguito dei numerosi dibattiti aperti in città in merito al rischio sismico ed a pochi giorni dal convegno fiorentino sulla microzonazione come elemento preventivo dell'evento sismico, torna a parlare di rischio anche l'esperto Fernando De Simone.

 "L'Università di Firenze da oltre un anno ha verificato e confermato che, se i visitatori si avvicinassero al David di Michelangelo in "fila indiana", le caviglie della statua, piene di microfratture, sarebbero meno sollecitate, e quindi si ridurrebbero i rischi di crollo. Il direttore Hollberg, potrebbe decidere di iniziare domani mattina "i lavori" di messa in sicurezza, e senza spendere un centesimo. Spero che il motivo non sia il timore che vadano meno visitatori, perché se poi la statua collassa, non andrà più nessuno".

"A luglio del 2015 - ricorda de Simone - i ricercatori dell'Università, hanno effettuato il monitoraggio radar del David alla Galleria dell'Accademia, per misurare gli spostamenti micrometrici della statua, in presenza dei visitatori e quando il museo era chiuso.
I movimenti del David sono risultati inferiori a 20 millesimi di millimetro al secondo. Un valore più basso di 100 volte rispetto alle soglie di attenzione indicate dalle linee guida europee. Non sarebbe chiaro il numero di visitatori presenti quando veniva effettuato il monitoraggio".

"I ricercatori hanno commentato che "è stato comunque interessante verificare che la presenza dei turisti incrementa le vibrazioni di circa il 60%, pur rimanendo su valori molto tranquillizzanti" sottolinea inoltre De Simone..

Esclama però l'architetto esperto di sismologia "Mi sembra che le soglie di attenzione indicate dalle linee guida europee, ed i valori molto tranquillizzanti, riguardino le statue integre e non quelle con le caviglie microfratturate, costantemente sottoposte alle vibrazioni provocate ogni anno da circa 1,4 milioni di visitatori. I latini dicevano "gutta cavat lapidem" la goccia perfora la pietra. Un gruppo di 60 persone, equivalente ad un peso concentrato di circa 4,5 Tonnellate, che si avvicina e si allontana rapidamente dal David molte volte al giorno, provoca maggiori oscillazioni e vibrazioni, nocive alla statua. Se i visitatori si avvicinassero al David, in "fila indiana", così come fanno nell'attesa di entrare, fuori dalla Galleria dell'Accademia e non in gruppi di 60 persone per volta, forse oggi le sue caviglie avrebbero qualche microfrattura in meno".

L'esperto pone poi un quesito "A cosa servono le sofisticatissime e costosissime apparecchiature, installate per controllare che all'interno del museo ci sia il giusto microclima, se poi nei giorni di pioggia, si permette l'ingresso ai visitatori con le scarpe infangate e con i vestiti e gli impermeabili di plastica, inzuppati di acqua meteorica inquinata, con un gocciolamento che aiutato dall'aria condizionata, si distribuisce ovunque? Un paio di copriscarpe monouso costa 10 centesimi. Anche una mascherina costa 10 centesimi, e dovrebbe essere utilizzata prima di entrare dove si trovano le opere più delicate. In tal modo le spese per i restauri, diminuirebbero notevolmente".

Un piedistallo. "La protezione del David di Michelangelo con una nuova base che attutisca le onde sismiche, è utile, ma non impedirà la caduta di un cornicione o del cupolino sulla statua, perché la Galleria dell'Accademia, non ha una struttura antisismica. Oltre ai rischi di scosse telluriche, se decideranno di continuare a scavare i 2 tunnel della Tav e quello per il tram, provocando nuove pericolosissime vibrazioni nel sottosuolo, prima che sia troppo tardi, non è preferibile spostare le opere d'arte più importanti, ad iniziare dal David di Michelangelo, in un nuovo museo antisismico?" conclude De Simone.

Redazione Nove da Firenze