Teatro dell'Opera: Firenze ci perde la faccia

Ma di chi è la colpa?


Se il Maggio Fiorentino iniziasse a mezzo servizio, senza costumi, senza attrezzisti, luci o altro sarebbe un grave danno di immagine. Ma di quale immagine parliamo? L'immagine di Firenze al momento vede una città costretta a far funzionare una Grande Opera (il termine risulta quanto mai appropriato) realizzata per i 150 anni dell'Unità d'Italia e forse troppo grande da gestire. Ad un anno dall'inaugurazione si cercano indicazioni sul futuro. Forse c'è qualcosa che non torna?

Matteo Renzi la presentava così: "Non sarà solo la nuova casa del Maggio musicale fiorentino ma diventerà una vera e propria “capitale della cultura” dove convivranno la grande Fondazione lirico sinfonica ma anche gli uffici culturali del Comune e il nuovo costituendo soggetto che raggrupperà i principali soggetti culturali cittadini. Sarà il cuore pulsante della gestione culturale di Firenze - diceva Renzi - nessuno immagina di non valorizzare più realtà come Uffizi o teatro della Pergola o i luoghi della fede, però qui, nel teatro dell’Opera sta avvenendo una rivoluzione: il 21 marzo inaugureremo la grande piazza di ingresso, 15 mila metri quadrati, che sarà una ‘porta’ di accesso anche per il parco delle Cascine; e a maggio ci sarà l’inaugurazione del teatro con un’opera lirica e non più solo concerti, grazie a una ‘macchina scenica’ all’avanguardia nel mondo, che servirà a quei rapidi cambi di scenografia che consentiranno al teatro di cambiare volto per accogliere un’opera o un congresso o un concerto. Un’operazione complessa, controllata elettronicamente da un sistema di motori a 40 metri di altezza che hanno una tecnologia innovativa a livello mondiale". Una operazione complessa, gestita elettronicamente. Quella necessità di cambiare volto, rapidamente.

Il 10 Maggio 2014 l'inaugurazione davanti all'allora vicesindaco Dario Nardella, al presidente toscano Enrico Rossi, al commissario Francesco Bianchi e persino davanti al cardinale Giuseppe Betori, tutti testimoni del messaggio di speranza per il futuro artistico della città espresso dal Premier e rilanciato dal futuro sindaco che nell'occasione parlò di una opportunità occupazionale per Firenze. Allora mancavano ancora 60 milioni al completamento.

Dopo un anno non si placa l'ira dei sindacati, che dovrebbero essere i primi a sostenere la sopravvivenza del nuovo contenitore tecnologicamente avanzato, mentre non perdono occasione di sottolinearne le falle e le carenze gestionali. Perché? Che ci sia qualcosa di realmente inspiegabile dietro le quinte? Si tratterebbe a detta degli addetti ai lavori di una macchina fin troppo complessa per Firenze che ancora non avrebbe ben chiaro cosa farne.

L'ultimo capitolo, ad oggi. I lavoratori hanno ritenuto inaccettabili le condizioni del passaggio alla società pubblica Ales Spa ed hanno proclamato lo sciopero contro la procedura prevista dalla normativa Franceschini L. 106/2014, chiedendo un tavolo di concertazione per il riassorbimento di circa 50 figure professionali.
La mobilitazione e le quattro giornate di sciopero paventate nascono non solo a seguito dell'incertezza occupazionale, ma sarebbero relative anche alla mancanza di un interlocutore chiaro visto che sussisterebbe un rimpallo di competenze che vede al centro i lavoratori.
I sindacati sono tornati a scioperare davanti al nuovo, innovativo e multifunzionale Teatro dell' Opera di Firenze.
Il 27 aprile 2015 alle 19 e 30 è prevista la prima del Fidelio, così presentato dall'autore: "Di tutte le mie creature, il Fidelio è quella la cui nascita mi è costata i più aspri dolori, quella che mi ha procurato i maggiori dispiaceri" parola di Ludwig van Beethoven, non iscritto alla Cgil, pare.

Contro la tirannia e alla ricerca della giustizia, Fidelio apre la stagione del Maggio Fiorentino, ma la rappresentazione potrebbe essere eseguita in forma di concerto. L'ultimo incontro utile tra le parti avverrà poco meno di 6 ore prima all'interno del Teatro. Intanto dalla Biglietteria avvertono: "Sarà possibile richiedere il cambio del biglietto oppure il rimborso da mercoledì 29 aprile a giovedì 7 maggio 2015 presentando il tagliando integro alla biglietteria dell'Opera di Firenze (aperta martedì-sabato, ore 10-18) oppure inviando una email a biglietteria@maggiofiorentino.com". Dal cambio di scena al cambio del biglietto, è tutto un attimo.

Una interrogazione urgente al Governo è stata presentata da Sinistra Ecologia e Libertà e sostiene che i licenziamenti siano illegittimi e vadano sospesi, sollecitando al contempo un tavolo tra i ministeri dei Beni culturali e del Lavoro per affrontare la questione dei presunti esuberi e soprattutto fare il punto sul futuro del Maggio musicale. Già, ma qual è il futuro del Maggio fiorentino?

Antonio Lenoci