Rubrica — Spettacolo

Teatro della Toscana: alla Pergola inizio d'anno all'insegna di Beckett

Con la Compagnia Mauri Sturno


Inizio d’anno per il Teatro della Toscana segnato da un nuovo ingresso nel cartellone degli spettacoli al Teatro della Pergola. Non è un gennaio come tutti gli altri: il 2018 segna l’avvio del nuovo triennio ministeriale, un tempo dettato dalle norme che si trasforma in un tempo progettuale.

Per marcare questo inizio, il 5 gennaio Glauco Mauri e Roberto Sturno presentano il percorso multimediale En Attendant Beckett che anticipa le rappresentazioni di un altro loro Beckett, Finale di partita (9-14 gennaio). Una serata in cui prendono vita opere forse meno conosciute accanto a grandi capolavori del premio Nobel irlandese come Atto senza parole e L’ultimo nastro di Krapp. Glauco Mauri, il primo Krapp italiano, dialoga, oggi, con la sua voce di trentenne, registrata nel silenzio notturno di un teatro oltre cinquant’anni fa.

“Ci siamo sentiti in dovere come uomini di teatro – afferma Mauri – di contribuire alla conoscenza, e quindi alla comprensione, di un grande autore come Beckett. Non è solo un celebre scrittore del ‘Teatro dell’Assurdo’, ma è anche un grandissimo poeta della difficoltà del vivere dell’uomo. Le sue ‘favole’, dove si ride e si piange, ci aiutano a meglio capire questa nostra difficile vita”.

Testo tra i più significativi dell’opera beckettiana nel parlare dell’insondabilità dell’universo e dell’umano, Finale di partita è un teatro di personaggi che si fissano nella memoria, vivi e palpitanti, più di tanti altri della cosiddetta drammaturgia di stampo realistico. Insieme a Glauco Mauri e Roberto Sturno sul palco della Pergola dal 9 al 14 gennaio ci sono Elisa Di Eusanio e Mauro Mandolini. La regia è di Andrea Baracco, che commenta: “È una parodia, l’unica forma che sbeffeggia le altre nell’epoca della loro impossibilità, incentrata intorno alla domanda: che cosa vuol dire esistere? Il teatro non può far altro che dichiarare la negatività del presente e avere una sua positività proprio nella dichiarazione del negativo”.

En Attendant Beckett è un percorso multimediale ideato da Glauco Mauri e Roberto Sturno con la collaborazione di Andrea Baracco e con le musiche originali eseguite dal vivo da Giacomo Vezzani. Una serata omaggio a Beckett prodotta dalla Compagnia Mauri Sturno che il 5 gennaio al Teatro della Pergola anticipa le recite di Finale di partita (9-14 gennaio), per offrire al pubblico un approfondimento sull’opera del grande autore irlandese, con poesie, brani letterari e con il capolavoro L’ultimo nastro di Krapp e il non meno celebre Atto senza parole.

Nello stupito, grottesco silenzio di Atto senza parole l’uomo beffato e ingannato dalla vita, che sembra sempre soccorrerlo, ma poi sempre lo delude, trova la sua commovente dignità nel rifiuto e nella voluta solitudine. In questo breve atto si può chiaramente comprendere la visione beckettiana dello scontro tra l’uomo e la vita.

Ne L’ultimo nastro il vecchio Krapp ascolta una bobina che ha registrato tanti anni fa: la sera del suo trentanovesimo compleanno. Tanti, tanti anni sono passati! Riaffiorano persone, visi ormai sbiaditi dal tempo, si riscoprono sentimenti … e tra questi – ormai dimenticata – una storia d’amore, “quando la felicità era forse ancora possibile”. Ma il giovane Krapp non l’aveva saputa afferrare.

La bobina finisce e Krapp rimane disperatamente solo nel buio della sua “vecchia tana” piena di bobine che raccontano la storia della sua vita ma che finiranno sempre col rimanere vuote, esaurite di ricordi. Glauco Mauri, il primo Krapp italiano, dialoga, oggi, con la sua voce di trentenne registrata nel silenzio notturno di un teatro oltre cinquant’anni fa. Era il 1961.

Redazione Nove da Firenze