​Tav Firenze, la Stazione Foster tra lavoratori e comitati

Fillea-Cigil, Filca-Cisl e Feneal-Uil denunciano la mancanza di prospettive, i Comitati non mollano sull'opera 'inutile e dannosa'


Mentre Firenze continua ad aspettare, stamani un nuovo presidio, l'ennesimo negli ultimi anni, si è tenuto in via Circondaria.
"Ad oggi sono stati spesi quasi centinaia di milioni di soldi pubblici e abbiamo un cratere grande come uno stadio nel bel mezzo di Firenze e di fatto non sappiamo ancora se e come l'opera verrà realizzata" a dirlo non sono i cittadini ma gli operai impiegati sul cantiere.
Stavolta infatti sono stati i sindacati Fillea-Cgil Filca-Cisl e Feneal Uil a mettersi a braccia incrociate davanti al cantiere dell'Alta Velocità.

I sindacati hanno voluto denunciare con forza la mancanza di prospettive per i lavoratori a 4 mesi dagli incontri istituzionali in cui era stato garantito che sarebbe arrivata entro breve una soluzione per la continuità del cantiere della Stazione Foster e del sotto-attraversamento dei treni Alta Velocità. Ad oggi nessuna garanzia sarebbe arrivata i lavoratori.

"Da inizio aprile gli operai impiegati sono circa 35, molti meno dei 150 di un paio di mesi fa e ancora meno del numero medio necessario per realizzare l'opera. Gli operai di imprese in subappalto sono circa 10, mentre le maestranze di Nodavia sono state ridotte a 25. A inizio mese, a 12 operai non sono stati rinnovati i contratti di lavoro inerenti all’opera ma sono stati ricollocati in altri cantieri delle aziende del gruppo, alcuni dei quali sono dovuti andare a lavorare all’estero" fanno sapere i sindacati.

"Nessuno a partire da RFI, passando per il presidente della Regione e per finire al sindaco di Firenze dicono che questo cantiere si deve fermare, ma di fatto sta morendo - dicono Marco Benati (Fillea-Cgil), Stefano Tesi (Filca-Cisl) e Laura Zucchini (Feneal-Uil) - Ci era stato garantito che nel giro di pochi mesi sarebbe arrivata una soluzione e che comunque i lavoratori già coinvolti non avrebbero avuto conseguenze negative, a oggi questo non è accaduto".

"Fermare la Stazione Foster - aggiungono - significherebbe lasciare irrisolti i problemi che l'infrastruttura era chiamata a risolvere. Serve una decisione politica chiara a tutela dei cittadini, della mobilità di Firenze e di tutta la Toscana e dei lavoratori per un progetto di cui si è iniziato a parlare 23 anni fa. Ad oggi sono stati spesi quasi centinaia di milioni di soldi pubblici e abbiamo un cratere grande come uno stadio nel bel mezzo di Firenze e di fatto non sappiamo ancora se e come l'opera verrà realizzata".

Il Comitato No Tunnel TAV esprime solidarietà ai lavoratori dei cantieri TAV che temono per il loro posto di lavoro; "ciò che essi soffrono, la precarietà e la scarsità di lavoro e salario, è condivisa anche da molti attivisti. Lavoro e reddito sono un enorme problema sociale ed economico" commentano.

Ma c'è un però. "Vorremmo però ricordare ai lavoratori che oggi fanno un presidio presso il cantiere ai Macelli e soprattutto alle organizzazioni sindacali che li organizzano, che il lavoro, quello vero, di buona qualità, che dura, che produce ricchezza e la redistribuisce, non è quello delle grandi opere inutili come il Passante TAV fiorentino.
Firenze avrebbe bisogno di tanti interventi, le stesse ferrovie del nodo necessiterebbero di ammodernamento e velocizzazione; da oltre un decennio diciamo che sarebbe possibile realizzare binari in superficie sia per i treni a lunga percorrenza, sia per i treni regionali, da tempo sosteniamo la necessità di realizzare un trasporto metropolitano e suburbano in città e nei dintorni: per esempio nella Piana dove non esiste alcun trasporto pubblico, sull’anello del Mugello/Val di Sieve dove potrebbe esistere un trasporto di tipo metropolitano".

Il Comitato ricorda ai lavoratori che "i lavori da eseguire in superficie necessitano di molti più posti di lavoro che non quelli in sotterranea; scavare tunnel o stazioni garantisce profitti elevatissimi soprattutto ai costruttori, ma necessita di pochissimi posti di lavoro. Le grandi opere inutili sono oggi uno dei più gravi imbrogli per i cittadini che devono pagare questi lavori e per i lavoratori che sono troppo spesso costretti in contratti di appalto e subappalto che riducono salari e diritti. Lavori sani e utili sarebbero un sistema vero per far rinascere il nostro paese, le opere come quelle in cui siete costretti a lavorare sono una delle cause del disastro italiano".

Redazione Nove da Firenze