​Tav e Stazione Foster: comitati, lavoratori e sindacati in ansia

 Situazione di grande incertezza sulla continuità del cantiere


Tav e Stazione Foster di via Circondaria a Firenze, sul progetto del sottoattraversamento per l’Alta velocità pende un punto interrogativo che aumenta l'ansia di tutti i soggetti interessati.
Gli operai dei cantieri si sono riuniti in presidio ed hanno deciso di scrivere al Prefetto per chiedere un incontro urgente con tutte le parti in causa per capire il destino dell’opera e dei lavoratori, la stessa domanda che hanno rivolto e rivolgono i Comitati Cittadini da anni oramai.
I rappresentanti del comitato No tunnel Tav hanno presentato il solito studio dell'Università di Firenze che da circa 15 anni portano in piazze e locali della Toscana come fosse uno spettacolo teatrale ma del quale sembra che le istituzioni solo oggi prendano visione.

"Dei 150 operai che lavorano in via Circondaria quasi un terzo ha il contratto in scadenza già a fine novembre mentre col cantiere e il tunnel a regime ci sarebbe lavoro per 400-500 persone. Non possiamo accettare la mancanza di riscontri ed impegni da parte della committente Rfi e delle istituzioni locali - hanno spiegato Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil al presidio coi lavoratori in via Circondaria - la situazione non permette neanche di contrattare assunzioni degli edili disoccupati fiorentini".
“Devono dirci che progetto hanno e come vogliono portarlo avanti, ci troviamo in un ‘teatro dell’assurdo’, sono stati investiti centinaia di milioni di euro in un’opera di cui ora non si sa bene il futuro" a parlare sono sempre gli operai sostenuti da Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil pronte alla mobilitazione ad oltranza.

Intanto i Comitati sono stati ascoltati in commissione Territorio e ambiente. Il consigliere regionale Stefano Baccelli, presidente della Commissione Territorio e Ambiente ed ex presidente della Provincia di Lucca dichiara: “Se Rfi mette in discussione un progetto ventennale, è doveroso sentire altre ipotesi progettuali”.
Quale la reazione di Baccelli davanti al noto progetto alternativo che forse poteva andare bene quando Firenze era la California, ovvero tutta campagna, terra fertile sulla quale stendere binari per colonizzare il far West?
 “Ci è stato presentato questo progetto di alcuni professori dell’Università di Firenze – ha detto Stefano Baccelliabbiamo inteso sentirli perché, è ovvio, se Rfi mette in discussione un progetto ventennale è doveroso da parte della commissione Ambiente, laddove vengono delle richieste rispetto ad altre ipotesi progettuali, ascoltare, non necessariamente per condividere. È pacifico che Rfi, avendo rimesso in discussione il proprio progetto, dà spazio a considerazioni diverse”.
Baccelli si è detto per “un principio di continuità amministrativa rispetto alle opere pubbliche, di cercare di realizzarle. In questa fase, non audiamo Rfi perché sarebbe una sovrapposizione rispetto ad un lavoro che stanno portando avanti la Giunta regionale e il Comune.

Il progetto dei Comitati non punta su Campo di Marte ma sulla Stazione dello Statuto, vicina a Santa Maria Novella ma non troppo. Come unirle? Con il tapis roulant. Effetto Upim anni '80.
Tra i vantaggi? Ci sarebbe il fatto di trovare sullo stesso piano trasporto urbano, regionale ed alta velocità.
Questa stessa compresenza di mezzi è ritenuta lo svantaggio più grosso dai tecnici di Rfi costretti oggi, proprio a causa della presenza di treni lenti e veloci sullo stesso piano, a gestire il traffico ferroviario alla maniera del vigile urbano sulla rotatoria anni '60. 

Tommaso Fattori, capogruppo di Sì-Toscana a sinistra. ha chiesto chiarimenti sui rischi del vecchio progetto, andando al di là delle valutazioni di costi e tempi.Cosa significa scavare un tunnel in termini di stabilità degli edifici e del problema delle falde?”.

I rappresentanti del comitato hanno definito il progetto di sottoattraversamento fiorentino “Estremamente pericoloso per la sicurezza dei cittadini. Insostenibile da un punto di vista economico, ambientale, trasportistico con un volume dei cedimenti degli edifici sottostimato, con il problema dello smaltimento e della gestione delle terre di scavo e di interferenza con la falda”.

Alla richiesta del consigliere regionale Giacomo Giannarelli (Movimento 5 Stelle) se le opere fatte ad oggi possano essere integrate, la risposta è stata negativa, “Perché il progetto è troppo impattante e ormai appartiene ad un’altra epoca”.
E l'alternativa a che epoca appartiene?

Redazione Nove da Firenze