Tav di Firenze e terre di scavo: nuova assemblea cittadina

 Saranno presenti gli urbanisti Alberto Ziparo e Giorgio Pizziolo, l’ingegner Massimo Perini per riassumere caratteristiche e rischi del progetto


Un incontro pubblico che deriva da "l'accelerazione che si è voluto dare a questo progetto nonostante i dubbi espressi, nell’estate scorsa, dal sindaco Dario Nardella e dall’AD delle FS Renato Mazzoncini" all'indomani dell'aggiornamento richiesto dal Ministero dell'Ambiente sul piano di utilizzo delle terre scavate.

La caratterizzazione delle terre torna dunque all'ordine del giorno dopo anni di dibattito ed una lunga fase di studio.

Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze ha organizzato una assemblea cittadina sabato 11 marzo 2017. L’incontro si terrà al circolo ARCI del quartiere Lippi, in via Pietro Fanfani 16 alle ore 15.30. Per i curiosi ci sarà anche la visita guidata, alle ore 15.00 e alle ore 19.00, al “sovrascavalcamento ferroviario a farfalla” dalla passerella sopra la ferrovia nei pressi del circolo.

"L’importanza di fare questa assemblea è confermata dalla notizia che il Ministero dell’Ambiente “avrebbe richiesto un aggiornamento” sul piano di utilizzo delle terre di scavo prodotte dalla fresa. La “richiesta di aggiornamento” è sostanzialmente una solenne bocciatura del progetto stesso che prevederebbe il trasporto delle terre provenienti dalle gallerie a Santa Barbara, nel comune di Cavriglia.
Il problema è la caratterizzazione delle terre stesse che ci si accanisce a voler utilizzare come terre per un risanamento ambientale, ma che a tutti gli effetti sono contaminate, instabili, da considerare rifiuti.
L’alternativa di conferire gli oltre 2 milioni di metri cubi di terra previsti in discarica farebbe saltare i costi a livelli insostenibili" sostengono i membri del Comitato.

"Se a questo aggiungiamo il fatto che questa infrastruttura, per poter essere sostenibile nella futura gestione, dovrebbe trasformarsi in una stazione di bus, rende tutto questo una pazzesca farsa in cui sta sprofondando da tempo la credibilità della politica e delle istituzioni" aggiungono.

Il Comitato ricorda "gli atti dell’inchiesta della magistratura denominata “sistema” da cui si vede chiaramente come le strutture del Ministero dei Trasporti fosse diventato solo un enorme appaltificio a esclusivo beneficio delle grandi imprese parassitarie e della élite politico/mafiosa che ne garantisce la sopravvivenza.
Il Comitato ritiene forse inutile fare un nuovo appello al buon senso perché si decida di chiudere subito questa partita impossibile: i decisori forse non sono più in grado di capire cosa stanno maneggiando. O cambia la politica dei lavori pubblici in Toscana e in Italia o sarà soltanto una serie ininterrotta di disastri economici ed ambientali".

Redazione Nove da Firenze