TAV a Firenze: capoluogo toscano in ansia per le scelte di Roma

Comunicazione sui lavori TAV nella seduta di lunedì 24 ottobre


Il sindaco Dario Nardella sarà a Roma domani pomeriggio per vedere i nuovi disegni proposti dai tecnici di Ferrovie.
A Palazzo Vecchio intanto la conferenza dei capigruppo riunitasi nel corso dell’odierno Consiglio comunale ha deciso di rinviare la seduta già in programma per giovedì 20 ottobre per impegni istituzionali del sindaco. E’ stato altresì deciso di prevedere una comunicazione del sindaco Dario Nardella sui lavori TAV a Firenze per la seduta di lunedì 24 ottobre

L'ex assessore regionale, oggi sottosegretario ai Trasporti, Riccardo Nencini, nei giorni scorsi ha parlato di "Revisione" per il Progetto Tav del nodo fiorentino che continua a tenere con il fiato sospeso i fiorentini. Mentre sembra oramai certo l'abbandono della costruzione della Stazione Foster agli ex Macelli, per il resto del passante tutto sembra essere in forse.

Il Comune di Firenze ha preferito intervenire solo dopo che Mazzoncini, AD di Ferrovie, avrà descritto i nuovi piani operativi, ma la Regione Toscana guidata da Enrico Rossi ha riunito un tavolo di concertazione e dettato alcuni punti fermi.
Univoca la posizione uscita dall'incontro convocato dalla Regione Toscana ed al quale hanno partecipato, assieme all'assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli ed al sindaco di Firenze Dario Nardella, oltre 20 Comuni dell'area metropolitana fiorentina ed oltre, fino alle città di Prato e Pistoia.

Le istituzioni della Toscana hanno fissato alcune condizioni che "debbono assolutamente essere salvaguardate".
Quali? "La prima è la centralità del trasporto regionale. Resta fondamentale la separazione tra i flussi dei treni AV e quelli dei pendolari, due servizi tra i quali deve essere comunque garantita una forte e facile connessione. Questa è una condizione necessaria per poter liberare binari, migliorare il servizio, costruire un trasporti regionale su ferro affidabile, puntuale, davvero competitivo con l'auto. In quest'ottica è fondamentale anche l'integrazione tra mezzi ed è importante che le evoluzioni progettuali favoriscano l'intermodalità treno/tram/gomma".
Inoltre la richiesta di "Avere tempi certi e ragionevoli, senza ulteriori allungamenti, dato che da troppi anni questa questione è irrisolta".

Dopo aver definito la vicenda TAV a Firenze “paradigmatica del peggio possibile in Italia”, il presidente dell’Autorità Anticorruzione Raffele Cantone aveva incoraggiato ad agosto l’associazione di volontariato ecologista Idra, audita a Roma presso l’ANAC, a cogliere l’occasione storica che si profila con la revisione del progetto annunciata dal sindaco di Firenze Dario Nardella.

L'Associazione di Firenze, Idra ha raccolto l’invito, e ha scritto due volte in queste settimane al sindaco Nardella, chiedendo udienza e proponendo una metodologia per uscire dalla clamorosa impasse del Nodo TAV a Firenze: unaproposta di approccio ispirata alla migliore prassi internazionale, di cui si è fatto latore per l’Amministrazione comunale di Firenze il prof. Marco Ponti, ordinario di Economia Applicata al Politecnico di Milano e membro della Società Italiana degli Economisti dei Trasporti.

Ancora una volta, però, la richiesta di ascolto da parte di una realtà attiva dal 1994 sul tema TAV è stata ignorata. Nessun riscontro da Palazzo Vecchio. Così come nessun riscontro è arrivato dall’Osservatorio Ambientale per il Nodo AV di Firenze, presieduto da un esponente dell’Amministrazione comunale di Firenze, a una richiesta di documentazione inoltrata il 21 settembre scorso. “Constatiamo piuttosto – scriveIdra a Cantone - la perdurante prosecuzione dei lavori nei cantieri della stazione Foster, a dispetto di ogni apparente buon senso!. E aggiunge: “Osserviamo che tale insistita mancata considerazione della società civile da parte della politica si sta confermando proprio mentre i responsabili delle precedenti fallimentari scelte progettuali sul Nodo ferroviario di Firenze, FSI e istituzioni centrali e locali,ammettono di dover rinunciare a uno sciagurato progetto di stazione, che però è già venuto a costare centinaia di milioni di euro pubblici, al netto della cifra che sarà necessario impiegare per la ‘riconversione’ a nuova destinazione della mega-voragine già scavata e impermeabilizzata, e della cifra che servirà a quanto meno mitigare nei prossimi decenni l’impatto consumato sulla falda acquifera, i cui effetti incombono minacciosamente sul soprastante tessuto urbano”.

Nella missiva al presidente dell’ANAC, c’è spazio anche per un’osservazione sul tema di massima attualità politica: “Riflettevamo sul fatto che oggi il dibattito politico e sociale pare incentrarsi sul referendum costituzionale, i cui esiti rischiano di evocare – secondo alcuni - derive autoritarie. Non intendiamo entrare nel merito, in questa sede. Osserviamo solo che la deriva autoritaria, saldata a un manifesto mal governo della cosa pubblica e all’indifferenza per gli impatti ambientali delle scelte progettuali, è già ampiamente in corso da lunga pezza, come tristemente attesta la vicenda delle cantierizzazioni TAV a Firenze, in Toscana e altrove in Italia”.

Così conclude Idra a proposito dell’imminente vertice a Roma sulla TAV a Firenze: “Sembra profilarsi dunque l’adozione, domani, di una scelta – quale che sia - ancora una volta avulsa, nel metodo e nel merito, dal confronto con la cittadinanza”.

Redazione Nove da Firenze