Rubrica — In cucina

​Tartufo: consigli utili per comprare in sicurezza

Sotto una quercia può nascondersi un tesoro, ma quanto vale per i consumatori?


 La truffa è dietro l'angolo, odore e peso sono facilmente alterabili da parte di rivenditori disonesti. Molto spesso la provenienza del prodotto è fonte di fraintendimento, meglio accertarsi personalmente delle 'referenze' del venditore.
 "Prezzo elevatissimo, scarso potere alimentare, profumo intenso" queste le caratteristiche che Aduc, l'associazione dei consumatori attribuisce al fungo sotterraneo che si sviluppa in corrispondenza delle radici degli alberi.

"Può essere individuato grazie all'utilizzo di cani addestrati ed anticamente gli venivano attribuite proprietà afrodisiache - ricorda Primo Mastrantoni -  era stato dedicato a Venere. Quello più pregiato è il bianco di Alba (Cuneo) ma ce ne sono di varietà meno costose come il nero di Norcia (Perugia). Il prezzo elevato, anche 3.000 euro al kilo, induce i disonesti a truffare i consumatori. Ci sono tartufi provenienti dall'Asia senza alcuna particolare qualità organolettica, che non sanno di nulla e non profumano ma che vengono commercializzati come nostrani; i prezzi di importazione sono, ovviamente, stracciati rispetto a quelli di vendita nel nostro Paese.
Difficile, per i profani, distinguere l'uno dall'altro anche perché, furbescamente, si uniscono a quelli italiani per farne assumere l'odore. A volte si aggiungono pietruzze nelle screpolature per aumentarne il peso o si incollano quelli piccolissimi tra loro (il tartufo più grande è più è costoso) o si mescolano specie più e meno pregiate. Insomma, attenzione alle truffe che, in questo caso, sono particolarmente onerose; individuare un venditore di fiducia ci pare cosa utile" conclude Primo Mastrantoni, segretario Aduc

Redazione Nove da Firenze