Taglio degli alberi: i pini di Piazza Stazione erano sani?

Noferi e Magni (M5S): "Dal sopralluogo di stamani: l’abbattimento è causato dal progetto della tramvia. L’ordinanza non è esposta sul sito del cantiere né on line". Amato (AL): "Vengono abbattuti gli alberi difettosi in modo preventivo, in classe C, che non prevede il taglio ma controlli periodici per possibili rischi di aggravamento di anomalie strutturali"


"Insieme alla collega Laura Magni, consigliera del quartiere 3, stamani siamo andate a fare un sopralluogo in piazza Stazione al cantiere che si sta occupando del taglio dei pini -dichiarano la capogruppo del Movimento 5 Stelle Silvia Noferi insieme alla consigliera al Q3 Laura Magni- Abbiamo potuto constatare che l’area intorno al pino che tre operai stavano abbattendo era delimitata da nastri bianchi e rossi ed erano presenti cartelli che indicavano il divieto di sosta in base all’ordinanza n.5997. Non era presente nessun altro cartello che indicasse la ditta che stava operando, l’importo dei lavori, i responsabili del cantiere e della sicurezza ecc. ecc. Un operatore con la sega era posizionato su una piattaforma mobile e tagliava i rami che cadevano nella carreggiata sottostante senza che la circolazione degli autoveicoli fosse stata fermata o deviata. I passanti, molti turisti, affaccendati con le loro valige e cartine, passavano a pochi metri dal taglio senza che i due addetti a terra potessero contenerli. Abbiamo chiamato la polizia municipale che è intervenuta subito e abbiamo esposto la nostra preoccupazione riguardo alla sicurezza ma anche alla mancanza delle informazioni sul cantiere in corso. I due vigili ci hanno detto che era tutto a posto e non servivano altri cartelli. Abbiamo fatto presente che l’ordinanza esposta sui pochi cartelli presenti non comprendeva l’abbattimento alberi di piazza Stazione quindi non era quella giusta. I vigili hanno chiesto agli operai la copia dell’ordinanza che li autorizzasse al taglio ed abbiamo scoperto che l’ordinanza giusta era la numero 6494 del 2017; peccato che non sia ancora on line e quindi non possiamo controllarla. Ora ci domandiamo, da un’amministrazione che incarica una ditta che non ha neanche la basi elementari di come si opera in un cantiere, sia a livello amministrativo (esponendo l’ordinanza sbagliata) sia per la sicurezza, cosa ci dobbiamo aspettare? Abbiamo controllato i resti degli alberi tagliati ieri e abbiamo potuto constatare che gli alberi erano sanissimi, non era presente alcuno scollamento delle radici né segni di malattie o necrosi nei tronchi. Nei giorni scorsi abbiamo depositato diverse interrogazioni e richieste di accesso atti per sapere chi fossero i tecnici che hanno redatto le schede di valutazione degli alberi, cosa ci fosse scritto in queste VTA, cosa avesse risposto la Soprintendenza (sia per piazza Stazione che per piazza S. Marco), tutta la documentazione che ha portato alla scelta della ditta incaricata e stiamo aspettando le risposte per poter valutare la possibilità di fare un esposto alla magistratura. Una cosa adesso è chiara: i pini di piazza Stazione non erano malati e il loro taglio è stato effettuato per far posto alla tranvia. Questa amministrazione sta cambiando il volto della città, non solo nelle periferie ma anche in centro storico. Ci domandiamo come sia possibile in una città Patrimonio Unesco, ma anche su questo l’Amministrazione dovrà rispondere entro il 4 settembre. Oltretutto la scelta di tagliare quasi trecento alberi tutti insieme (molti dei quali sani) per sostituirli con altri di specie non autoctone (come i peri cinesi) e molto più giovani, comporterà una sostanziale diminuzione della massa di foglie attive nella depurazione dell’aria con conseguente aggravio dell’inquinamento. Sarebbe stato più prudente e saggio provvedere ad una sostituzione graduale cominciando dall’abbattimento dei soli alberi malati e vecchi invece di procedere per interi filari. Tra l’altro, lo stesso Regolamento sul Patrimonio Arboreo, approvato pochi mesi fa, prevede che la sostituzione degli alberi malati sia fatta in modo da ripristinare la situazione precedente. Per questo (art. 5 comma 4) non dovrebbe essere possibile sostituire un platano o un pino di 16 metri con un alberello di pochi metri di specie diversa e non attinente alla tradizione della flora locale. Abbiamo già pronte altre interrogazioni per ottenere gli attestati previsti dal Testo Unico 81 sulla sicurezza e i patentini per potare gli alberi degli operai che stamani operavano in piazza Stazione. Controlleremo ogni minimo dettaglio di questa sciagurata gestione del verde pubblico".

"Per la verità questo Ordine di Servizio, a cui i cittadini hanno chiesto inutilmente per anni di poter accedere anche solo per visione, vista l'ambiguità dei dati pubblicati e le dichiarazioni, spesso in contrasto tra lor, dei vari funzionari addetti al verde, è sempre rimasto un oggetto misterioso" commentano dal comitato Cittadini per gli Alberi.

"Se l'amministrazione comunale continua ad abbattere gli alberi con i criteri adottati in queste settimane per viale Corsica, piazza Stazione e San Marco, si rischia di veder tagliare centinaia e centinaia di alberi nel giro di un anno: non si possono buttare giù alberi sani in classe B, o solo difettosi, in classe C, che non prevede il taglio ma controlli periodici per possibili rischi di aggravamento di anomalie strutturali". E' sconcertata Miriam Amato, consigliera di Alternativa Libera, dopo le ultime dichiarazioni del'assessore all'ambiente Bettini, secondo la quale gli alberi di piazza San Marco e piazza Stazione vengono abbattuti perché sono in categoria C, in quanto "propensi al cedimento", con le chiome danneggiate, o perché con la sostituzione degli alberi si deve dare uniformità ai filari o ripristinare un antico disegno progettuale. "Si abbia allora il coraggio e la responsabilità di dire - accusa Amato - che non si vuole più fare la manutenzione ordinaria sugli alberi e che si preferisce tagliare in modo generalizzato, come è stato fatto anche in viale Corsica con 20 alberi sani di classe B". La consigliera ricorda quanto riportò l'assessore all'ambiente in Consiglio comunale il 30 maggio 2014 dopo la tragica morte di due persone per il crollo di un albero alle Cascine: gli alberi in classe D devono essere sostituiti, mentre per gli alberi in classe C, secondo l'assessore, "si rende necessario un controllo strumentale periodico nei punti critici individuati e le tempistiche di ricontrollo possono variare a seconda della tipologia del danno, della specie e della posizione dell'albero", e per quelli in classe C/D con gravi difetti "l'abbattimento può essere evitato intervenendo con opportune operazioni finalizzate alla messa in sicurezza degli stessi (con riduzione della chioma, consolidamento, ecc.) ...con controllo strumentale a scadenza annuale". "L'abbattimento degli alberi deve essere solo l'ultima spiaggia - conclude Amato - ma l'amministrazione sta andando verso la sostituzione di migliaia di alberi, forse per tutelarsi dal rischio da cadute eccezionali di alberi".

Redazione Nove da Firenze