Stop Tav, talpa in letargo: forse scavo a marzo

Il Ministero dell'Ambiente chiede un nuovo piano di utilizzo delle terre


Il cantiere doveva ripartire a luglio con il tunnel da Campo di Marte agli ex Macelli di via Circondaria, la Stazione Foster rimodulata in Hub e mantenendo centrale il ruolo di Santa Maria Novella da raggiungere facilmente con la Tramvia Linea 2 o in altro modo. Adesso tutto slitta alla primavera 2018.
A confermarlo è l'AD di Ferrovie Maurizio Gentile durante il forum internazionale di Conftrasporto a Cernobbio parlando di "qualche difficoltà per quanto riguarda le autorizzazioni ambientali". 

La terra, questo il problema che da anni blocca l'avanzamento del sottoattraversamento fiorentino con grande allarme su tutto il sistema a detta della Rete ferroviaria italiana che vede in Firenze l'ostacolo insormontabile. Un binario di "fine corsa del treno" che di fatto vanificherebbe le potenzialità dei convogli veloci.

La terra scavata dalla talpa, quella nuova arrivata in sostituzione della Monna Lisa, è un elemento naturale da poter mettere a dimora in un contesto rurale ad esempio nuove colline paesaggistiche, oppure si tratta di un rifiuto speciale ottenuto attraverso una trasformazione chimica come sostengono da anni i Comitati?
La partita si gioca sulla caratterizzazione mentre del resto del progetto, del modo in cui si intende scavare, delle ripercussioni sul traffico ferroviario, del volume di passeggeri interessati, fatta eccezione per i tavoli romani, parlano solo le note periodiche diramate alla stampa dai cittadini che nel corso del tempo si sono specializzati al fianco di ingegneri ed urbanisti.

La risposta del Ministero è vederci chiaro, anche questo un obiettivo pressoché identico negli anni che si rincorre a suon di valutazione tecniche e schede di dettaglio. Il Put o Piano utilizzo delle terre tiene sotto scacco la grande opera.

Redazione Nove da Firenze