Spesa della domenica: rivoluzione Coop, cambio di strategia

​Unicoop Firenze cambia il modo di vivere la domenica dei soci e dei consumatori


 Apertura limitata alla domenica mattina (8:30 - 13:30) e chiusura nelle festività religiose e laiche tranne 1 Novembre ed 8 Dicembre.

La nuova proposta, che si presenta a Firenze come modello nazionale per altre catene di vendita ed altre città, è stata esposta ai presidenti delle 38 sezioni soci.
Alla base della rivoluzione c'è un dibattito interno alla cooperativa, ma anche la lettura dei dati di mercato che non hanno registrato un aumento dei consumi o dei ricavi, ed un sondaggio tra oltre 1000 consumatori che ha rivelato una maggioranza contraria alle aperture festive, tra questi giovani, anziani e molte donne, in controtendenza lavoratori autonomi ed imprenditori. 

Di "ristagno dei consumi" ha parlato a Firenze Daniela Mori presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze, che deve essere smosso attraverso un servizio qualitativamente migliore e mirato.
Per la presidente non reggerebbe oggi il confronto tra la vendita online di prodotti h24 con la consegna a domicilio e la vendita su strada, quindi la competitività deve essere trovata altrove migliorando ad esempio la fruibilità del punto vendita durante i giorni feriali.

La domenica non paga? "I risultati ci sono.. non è che la domenica non ci siano clienti. Il fatturato che abbiamo realizzato - ha spiegato Mori - non ha prodotto valore economico perché il costo del lavoro ha una maggiorazione nei festivi oltre ad altri elementi come la qualità del servizio che non possono essere riassunti nell'andamento delle vendite".

Ci sarebbe poi il paradosso di essere aperti nei giorni festivi, ma non avere prodotti freschi perché la filiera è chiusa "La domenica c'è una diminuzione del servizio e se uno si mette in testa di aprire sempre occorre fornire un servizio adeguato. Questo significa rimettere in moto tutto con le conseguenze che ci sono anche in termini di sostenibilità ambientale e quindi credo sia giusto porre dei limiti e lo diciamo noi che non siamo un soggetto fuori dall'economia locale. Credo che quanto intendiamo fare possa essere di esempio per qualcuno e può portare a fare scelte più consapevoli e rispettose per la qualità della vita delle persone".

Cosa prevede la nuova politica? Partirà domenica 11 giugno 2017 e prevede il rispetto della chiusura garantita nelle dieci festività “comandate” religiose e civili e l’apertura domenicale limitata alla sola mattina nel 40% dei punti della rete di vendita, con relativa chiusura dell’intera giornata dell’altro 60% dei punti di vendita.

Limitare le aperture dei punti vendita nei giorni festivi. L'intenzione è di andare contro la concezione del lavoro continuo e del servizio continuo, un modello che "crea conflitto fra chi produce e chi consuma e relega all’ultimo posto la socialità e le relazioni".

Dalla liberalizzazione nel 2011, Unicoop Firenze ha dato vita a diverse proposte: fra queste, l’iniziativa promossa da Confesercenti per la proposta di legge popolare “Libera la domenica” nell’aprile del 2013 con la raccolta di 23.000 firme, e il progetto Il Dìdifesta per la promozione di attività alternative per il tempo libero.

La politica di “soddisfare i bisogni senza forzare i consumi” vuole "rispondere in primo luogo alle necessità dei soci che, con i nuovi ritmi di vita, incontrano maggiori difficoltà a concentrare la spesa nei giorni feriali, senza però forzare i consumi e offrendo a chi lavora maggiori opportunità di vivere la festività come momento di relazione con la propria famiglia".

Il punto di equilibrio. Le principali variabili: la qualità del servizio al socio, con il punto di vendita aperto oltre gli orari tradizionali e una selezione dei quelli aperti in modo da permette a tutti i soci di fare la spesa in un raggio abbastanza circoscritto di chilometri, l’aspetto etico e sociale

L'Esecutivo, il Coordinamento e le Organizzazioni Sindacali regionali hanno espresso un giudizio positivo sulla decisione, dando atto alla Cooperativa di aver ricercato un equilibrio tra le esigenze dei soci e quelle dei lavoratori. “Rispetto al contesto generale della Distribuzione Commerciale e della concorrenza, che ha sposato il ‘sempre aperto’ H24, quella di Unicoop Firenze è una scelta in controtendenza e col segno della distintività. Scelta per certi versi storica, che va incontro a parte delle nostre richieste e convinzioni. Unicoop Firenze dimostra così che si può fare commercio anche con logiche diverse: chiediamo agli altri grandi marchi della grande distribuzione privata e cooperativa di seguire questo modello che non prevede il ‘sempre aperto’. Chiediamo inoltre di estendere la chiusura nel pomeriggio anche a tutti i negozi dei centri commerciali dove opera Unicoop Firenze, dice Cinzia Bernardini, segretaria generale Filcams Cgil Toscana.

Antonio Lenoci