Spari a Firenze, un morto: comunità senegalese in corteo a Palazzo Vecchio

La comunità senegalese fiorentina si è riunita spontaneamente presso il ponte Vespucci, luogo della sparatoria


La comunità senegalese fiorentina si ritrova sul luogo del delitto e marcia verso Palazzo Vecchio. Questo l'intervento dei portavoce della comunità: "Si parla di sicurezza in questa città, la sicurezza è per tutti non solo per alcuni. Non è possibile che ci sia la possibilità di girare armati e uccidere un senegalese così... Questa volta vogliamo una risposta. Non possiamo aspettare di finire così la nostra vita. Siamo arrabbiatissimi e ci aspettiamo delle risposte". 
"Non è un pazzo. Un razzista ha ammazzato un nero. Chiamiamo tutti ad una mobilitazione nazionale. Abbiamo già pianto cadaveri. Oggi ancora un cadavere a Firenze".

Il sindaco di Firenze commentando l'accaduto ha fatto sapere di essere in contatto con il Ministro Minniti e con la Questura "Invito la comunità senegalese a mantenere la calma - ha detto - il senegalese, immigrato regolare, ha l'unica colpa di essersi trovato a passare per caso dal ponte", si sarebbe dunque trovato nel momento sbagliato nel posto sbagliato. Il primo cittadino invita però gli inquirenti affinché "si faccia presto chiarezza sulla dinamica dell'omicidio".

"Ancora sangue e terrore. Capita a Firenze che un uomo armato e, come avrebbe dichiarato, intenzionato a suicidarsi, rivolge la sua arma contro un uomo senegalese, distruggendone la vita. La mentre corre subito al 13 dicembre 2011, alla strage razzista e fascista di piazza Dalmazia. Allora come ora ci stringiamo attorno alla comunità senegalese della Toscana con la massima fraternità e solidarietà". Così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, dopo l'omicidio di Idy Diene, a Firenze. "Chiedo – conclude Rossi - come cittadino e come rappresentante delle istituzioni una stretta maggiore sui porto d'armi e verifiche più accurate sulle condizioni psicofisiche dei possessori di pistole e fucili".

Dopo la sparatoria in centro storico a Firenze, mentre continua a circolare l'indiscrezione che "sarebbe da escludere l'odio razziale" alla base dell'uccisione di un senegalese di 50 anni, ferito da alcuni colpi di pistola, la comunità non ha dubbi e ricorda la strage del dicembre 2011.
La vittima odierna sarebbe parente di una delle vittime dell'agguato di 7 anni fa, Samb Modou, l'altro era Diop Mor.

Durante la riunione spontanea svoltasi sul ponte Vespucci è nata la decisione di recarsi in corteo verso Palazzo Vecchio, come avvenne la sera della strage nella quale Gianluca Casseri sparò per le strade di Firenze per poi togliersi la vita nel seminterrato del Mercato Centrale di San Lorenzo.

Foto e Video di Antonella Bundu

Redazione Nove da Firenze