Spari a Firenze: preghiera per Idy Diene, giovedì 8 marzo alle 17:00

E sabato la manifestazione della Comunità africana. Ma Forza Italia chiede di vietarla. Il Consiglio comunale ha ricordato oggi il senegalese ucciso sul ponte Vespucci. L’assessore Funaro: “Momento di dolore, vogliamo verità e giustizia”. La sinistra fiorentina invoca una Giornata di lutto cittadino per i funerali, la collocazione di una targa commemorativa ed un sostegno concreto verso la famiglia. Ma il Partito democratico nega sostegno alla mozione


Firenze, 7 marzo 2018- "Amiamo la nostra città, chi ci vive, non lasciamo spazio ad alcuna violenza": giovedì 8 marzo, alle ore 17, la Comunità di Sant'Egidio aprirà la chiesa di San Pietro in Gattolino, a Firenze in via Romana 40, per una preghiera in memoria di Idy Diene, il senegalese ucciso su ponte Vespucci lunedì mattina. Idy era amico di alcuni dei giovani immigrati e richiedenti asilo che frequentano gratuitamente le scuole d'italiano della Comunità.

"La comunità senegalese e le autorità preposte ci diano rassicurazioni sulla manifestazione di sabato prossimo a Firenze promossa da immigrati, sinistra e centri sociali. Firenze e i fiorentini devono avere la garanzia che il corteo si svolgerà in maniera pacifica e che non ci saranno problemi di ordine pubblico. Altrimenti, l'evento va vietato preventivamente con la revoca dell'autorizzazione". E' quanto chiede il coordinatore fiorentino di Forza Italia, Marco Stella, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, in merito alla manifestazione di sabato prossimo convocata a Firenze a seguito dell'omicidio di un cittadino senegalese. "Le premesse sono decisamente negative - osserva Stella -. Lunedì decine di connazionali della vittima hanno devastato fioriere in centro e i cantieri della tramvia in piazza della Stazione. Ieri hanno provato a forzare il cordone delle forze dell'ordine e hanno aggredito il sindaco, spalleggiati dagli antagonisti. Stanno gettando benzina sul fuoco e creando in città un clima di tensione senza motivo, dal momento che anche gli inquirenti hanno stabilito che non ci sono motivi razziali dietro l'omicidio, che è invece il frutto di un raptus di follia del killer, che ha dichiarato a più riprese che voleva uccidere qualcuno a caso per andare in galera. Invito i soggetti coinvolti a tornare sui loro passi e a non esasperare la situazione. Tra l’altro siamo ancora in attesa di sapere chi pagherà i danni per gli atti vandalici dell'altro giorno".

Sabato 17 marzo, la sinistra fiorentina ha indetto un “corteo antifascista” che partirà a poche centinaia di metri dalla sede di Casaggì, ubicata in via Frusa, a pochi passi dallo stadio. Quel giorno -presso la sede dell'organizzazione di destra si terrà “Falange in marcia”, un’iniziativa nazionale di Azione Studentesca. “Lo scopo del “corteo antifascista” -denunciano i dirigenti di Casaggì e Fratelli d’Italia- è quello di alzare la tensione, strumentalizzando l’omicidio di Idy Diene, il senegalese ucciso da Roberto Pirrone. Nonostante quest’ultimo fosse uno squilibrato con idee di sinistra, senza alcun movente razziale, i centri sociali stanno aizzando la comunità senegalese allo scontro etnico, chiamando addirittura in causa le responsabilità morali di Salvini”. “Riteniamo opportuno convocare un presidio a Casaggì, dalle ore 16 fino a tarda notte, per tutelare la nostra sede è la nostra agibilità politica dall’odio giurassico e demenziale degli antifascisti. Tra conferenze, cena sociale e musica, presidieremo il nostro spazio e difenderemo la nostra agibilità politica, rifiutando con forza la strategia della tensione che l’estrema sinistra sta cercando di mettere in piedi e che, con forza e senza indugio, le Istituzioni democratiche dovrebbero condannare”.

Il Consiglio comunale, in apertura di seduta, ha osservato un minuto di raccoglimento per ricordare l’uccisione del venditore senegalese Idy Diene, lunedì mattina su Ponte Vespucci a Firenze, da parte del fiorentino Roberto Pirrone.

I capigruppo Amato, Grassi, Scaletti, Noferi, e Rossi chiedono al sindaco la giornata di lutto cittadino per la morte di Idy Dien con una mozione che sarà presentata in Consiglio comunale questo pomeriggio: "raccogliamo la richiesta già avanzata dalla comunità senegalese". Con la mozione viene anche espressa "la ferma e forte condanna dell'uccisione di Idy Diene che si connota come un atto di violenza razzista nella città di Firenze" e "la vicinanza alla compagna di Diene, Rokhaya, e la solidarietà alla comunità senegalese".

La consigliera Miriam Amato ha presentato in aula un atto in cui richiedeva il lutto cittadino per la tragica morte, sottoscritto anche dai capigruppo Scaletti, Grassi, Rossi, Noferi e Cellai (per permettere la presentazione e il voto come da prassi tra le forze di opposizione), ma il capogruppo PD Bassi si è rifiutato di sottoscrivere, impedendo quindi di presentarlo e votarlo in aula.

L’omicidio di Idy Diene “è stato un atto drammatico, un momento di grande dolore per l’amministrazione e tutta Firenze. Vogliamo che sia fatta verità e giustizia sulla sua morte. Nello stesso tempo non vogliamo che Firenze sia associata a immagini intolleranti come quelle a cui abbiamo assistito ieri sul Ponte Vespucci, immagini ed azioni che condanniamo senza se e senza ma e invitiamo a una condanna corale di tutte le forze politiche”. Lo ha detto l’assessore al welfare Sara Funaro, nella sua comunicazione in consiglio comunale. Funaro ha ricordato gli omicidi di Piazza Dalmazia, nel dicembre 2011, e di come Idy, che era cugino di una della due vittime, Samb, si fosse preso cura della vedova, Rokhaya Kene Mbengue, e della loro figlia. La donna è poi venuta in Italia, è stata accolta dal Comune in un percorso di integrazione che è culminato nella cittadinanza italiana, il 26 dicembre 2018, e il nuovo matrimonio proprio con Idy Diene. “Idy – ha detto Funaro – era una figura mite e silenziosa, un uomo di infinita dolcezza e dignità, sempre in cerca del dialogo con tutti, gioioso del percorso di Kene. La sua morte sul Ponte Vespucci è stata un atto drammatico che va condannato senza se e senza ma, una ferita per la città, per l’amministrazione tutta, per me che lo conoscevo anche personale e più grossa”. “Da subito – ha continuato Funaro - siamo entrati in contatto con la comunità senegalese, con la presidente, con l’imam di Firenze, per esprimer loro tutta la nostra vicinanza e per capire come sostenerli e per aiutarli. Abbiamo incontrato una delegazione della comunità nel giorno stesso dell’omicidio. Purtroppo una parte delle persone rimaste sotto Palazzo Vecchio ha improvvisato una manifestazione ed è successo qualcosa che era meglio non fosse successo: un gruppo di ragazzi – non solo senegalesi ma anche ragazzi provenienti da varie realtà della nostra città – ha devastato via Calzaiuoli. Come amministrazione non possiamo accettarlo, è una cosa da condannare. La violenza genera violenza e intolleranza, fenomeni pericolosi, e bisogna avere rispetto per i nostri beni comuni”. “Ma noi siamo tornati a concentrarci sul dolore per Idy – ha proseguito -, un dolore anche della comunità fiorentina, di cui Idy faceva parte. Siamo rimasti vicini a Kene, che è stata portata a Pontedera. Abbiamo cercato di non farla sentire sola, di farle sentire il calore di Firenze. E’ stato deciso dalla comunità senegalese di organizzare un presidio, ieri, sul Ponte Vespucci. Era stato richiesto un momento di incontro pacifico, calmo, rispettoso della morte di Idy ed erano state invitate tutte le autorità cittadine. Così non è stato. Ci sono stati dei fatti che mi dispiace anche solo doverli raccontare, ma dobbiamo condannarli per rispetto al sindaco, alla città e alla morte di Idy e alla comunità senegalese. Alcune persone, rappresentanti dei centri sociali estremisti, si sono scagliati contro il sindaco sputandogli in faccia. Queste persone sono state poi denunciate ma in quel momento hanno iniziato a aizzare la folla e si sono creati momenti di tensione e ingiurie. Il sindaco allora, per evitare tensioni ulteriori, si è allontanano per calmare gli animi”. “Quello che è successo – ha sottolineato Funaro – è stato inaccettabile e irresponsabile, non si utilizzano momenti di cordoglio, disperazione e dolore per strumentalizzazioni politiche. Quando si è così estremisti e non si riesce a capire che un momento come questo deve essere rispettato non solo non si ha rispetto del sindaco e della città ma anche della comunità senegalese. Qualsiasi atto estremista sia di destra o sinistra va fermamente condannato. Sono fenomeni fuori dalla democrazia che ampliano ancora di più intolleranza e razzismo. Queste persone non hanno onorato la comunità senegalese, né Idy Diene e non hanno rispetto per le istituzioni. Non ho parole per classificarli”. Funaro ha poi ricordato che fin dal giorno dell’omicidio il Comune ha deciso di costituirsi parte civile nel processo e che il sindaco, d’accordo con i referenti religiosi cittadini, proporrà una cerimonia funebre con un momento interreligioso di preghiera per lanciare un messaggio ben preciso: Firenze è tutta con Idy e la comunità senegalese. Capiamo e comprendiamo rabbia, dolore, sconforto e paura. Non deve passare l’idea, pericolosissima, che una vita di uno straniero è di serie B: tutti i nostri cittadini, indipendentemente dal colore della pelle o dalla religione, sono cittadini di serie A. Firenze è da sempre una città accogliente ed inclusiva e ha nel suo dna l’integrazione. Questa è l’immagine di Firenze e noi condanniamo chi vuole far passare un messaggio differente”.

Redazione Nove da Firenze