Spari a Firenze: morto un uomo di colore in centro storico

Fermato, dai militari dell'Esercito, un italiano di 65 anni


Verso mezzogiorno un uomo è stato raggiunto da alcuni colpi di arma da fuoco all'altezza del Ponte Vespucci, nel pieno centro di Firenze a pochi passi dall'Ambasciata Americana. Militari dell’Esercito, impegnati nell’Operazione Strade Sicure, hanno individuato e fermato un uomo armato nei pressi del consolato Usa sul lungarno.

L’intervento della pattuglia dell’Esercito, formata da personale del 186° reggimento paracadutisti Folgore, ha permesso il riconoscimento, il disarmo e il fermo dell'indiziato del ferimento a colpi d’arma da fuoco.

L'uomo, un residente di 65 anni, avrebbe già raccontato la propria versione durante un primo interrogatorio.
Sarebbe uscito in strada con l'intenzione di togliersi la vita, pare per motivi economici, ma avrebbe poi puntato l'arma verso un passante.

La vittima è una persona di colore di circa 70 anni. In attesa di chiarire la dinamica della vicenda, l'episodio non manca di suscitare apprensione per l'area in cui si sono svolti i fatti, molto controllata e centralissima, ma anche per la possibile dinamica.

L'uomo che ha sparato sarebbe, infatti - stando ad una ricostruzione ancora sommaria e da verificare - sceso in strada armato con l'intenzione di usare la pistola contro se stesso, così come avrebbe lasciato scritto in una lettera ritrovata nel suo appartamento, ma poi avrebbe desistito.
Nel suo tragitto da via Melegano al ponte Vespucci non avrebbe dunque incontrato nessuno, tra commercianti, residenti o passanti, fino alla vittima raggiunta poi dagli spari? Sembrerebbe aver incrociato una famiglia, prima dell'uomo contro il quale ha sparato.

Per l'episodio al momento sarebbe esclusa la matrice dell'odio razziale, ma i fatti di Macerata, anche alla luce delle elezioni, gettano un velo di apprensione nell'opinione pubblica che si interroga sul gesto.

Redazione Nove da Firenze