Spari a Firenze: domani in piazza in ricordo di Idy Diene

Il Consiglio di Quartiere 1 chiede che sia proclamata una giornata di lutto cittadino e invia una lettera alla famiglia e alla comunità senegalese


E' in programma domani, sabato 10 marzo, a Firenze la manifestazione in ricordo Idy Diene, ucciso lunedì scorso. La manifestazione, promossa dalle associazioni senegalesi in Toscana, partirà da Piazza Santa Maria Novella, con raduno alle 14.30 e corteo dalle 15, per concludersi sul ponte Vespucci.

Anpi, Arcie Cgil di Firenze avevano già dato la propria adesione al presidio dello scorso martedì pomeriggio, proprio all’indomani dell’omicidio per mano di Roberto Pirrone: “Condividiamo il dolore dell'intera comunità senegalese per l’assassinio di Idy. Invitiamo i cittadini e le cittadine di Firenze a riunirsi attorno al suo ricordo e alla sua famiglia - dicono Anpi, Arci e Cgil di Firenze -. Non possiamo, e nessuno deve farlo, permettere che il clima di odio e tensione che si respira in Italia oggi si continui ad alimentare. Anche per questo saremo in piazza domani, per questo cammineremo accanto alla comunità senegalese. Condividiamo l'invito delle associazioni senegalesi a marciare pacificamente. Sarà un corteo che vuol ricostruire un tessuto cittadino capace di farsi carico di queste tragedie, analizzarne la portata e fare il possibile perché non si ripetano”.

“Scenderemo in piazza a fianco della comunità senegalese, colpita ancora una volta così duramente: non possiamo che condividere il loro dolore e i loro timori -dichiarano, per il coordinamento regionale di Liberi e Uguali, Serena Spinelli, Daniela Lastri, Filippo Fossati e Marco Sabatini- Piena solidarietà e un abbraccio forte a Rokhaya Kene Mbengue, vittima di una seconda tragedia e nuovamente vedova, dopo l’assassinio di Samb, suo marito, ucciso nella strage fascista del dicembre 2011 per mano di Gianluca Casseri. Non vogliamo assuefarci al clima di intolleranza e odio contro gli immigrati che da troppo tempo si respira in tutta Italia e che va contrastato pacificamente. Per questo domani è indispensabile esserci”.

"L’uccisione di Idy Diene a Firenze ha colpito, crudelmente, una famiglia già segnata dagli omicidi del 2011 compiuti dal neofascista Gianluca Casseri, la comunità senegalese di Firenze, tutta la città -si legge in un comunicato di Potere al Popolo firenze- parteciperemo alla manifestazione indetta dalla comunità senegalese: per testimoniare la nostra vicinanza e solidarietà, ma anche per affermare con forza un irriducibile rigetto di ogni forma di razzismo. Quello violento e feroce di piazza Dalmazia nel 2011, o di Macerata e di tutti i fatti simili che ormai si ripetono con frequenza preoccupante e inaccettabile; quello dei piccoli quotidiani gesti di ordinaria intolleranza, ormai troppo largamente diffuso; ma soprattutto quello che sta a monte di tutto seminato dai coltivatori di odio che per convenienza elettorale non esitano a disegnare un bersaglio sulla schiena del diverso di turno. L’omicidio di Idy Diene non può, non deve essere considerato solo come il gesto di uno squilibrato, non può essere un caso se “il primo che passa” non era in realtà il primo, ma aveva la pelle nera, non era un “pazzo” Casseri, non lo era Traini. Non possiamo accettare versioni di comodo e rassicuranti, così come non accettiamo la retorica della sicurezza e del decoro che colpisce sempre gli ultimi, gli esclusi, gli indesiderati, di fatto rendendoli sempre più marginali, e sempre più indifesi, mentre la nostra società diventa più diseguale e chi specula può continuare a farlo indisturbato, basti pensare all'ultimo caso dei licenziamenti Dada Register".

"Pirrone non è un fascista, a suo dire non era mosso da moventi razziali, ma ha scelto di sparare ad un uomo nero, come se la vita di Idy Dien, anche lui un lavoratore e un padre di famiglia, avesse meno valore -interviene Firenze Antifascista- Ha percorso 400 metri da casa sua a Ponte Vespucci, e Idy non è stato la prima persona che ha incontrato come emerso anche da alcune riprese. Ha ritenuto che la vita di un uomo nero potesse essere sacrificata al posto di quella di un bianco, non si è sparato, ha ammazzato una persona che, nella sua testa poteva essere uccisa. Questo rende quanto accaduto forse ancora più grave perché dimostra che quando odio, disperazione e frustrazione prevalgono è quasi automatico scagliarsi non contro chi ne è la vera causa, ma contro quei soggetti che da anni tutte le forze politiche, sostenute da mezzi stampa e Tv, indicano come causa di tutti i mali. La responsabilità politica di quanto accaduto a Idy è infatti di chi, in questi anni di crisi ha alimentato e continua a speculare su questo orrendo clima di paura ed emergenza, di chi ha utilizzato precarietà ed individualismo come leve con cui rompere legami di solidarietà, permettendo, in nome della sicurezza e della “lotta al degrado” di far crescere odio ed egoismo. Sono questi sentimenti, alimentati da Salvini con la sua retorica razzista fino a Minniti con le sue leggi antidegrado, che hanno causato la morte di un altro lavoratore prima del tempo".

Il Consiglio di Quartiere 1 chiede con forza che sia proclamata una giornata di lutto cittadino in ricordo di Idy Diene. Inoltre, invia una lettera di solidarietà e vicinanza alla famiglia di Idy colpita al cuore due volte, a distanza di pochi anni, nella nostra Firenze. Approvate due mozioni promosse dai Consiglieri Serena Jaff e Mauro Sanfoni (SI) e Costanza Tortú (MDP): "La prima, approvata con la sola astensione del Consigliere Alessandro Delfino di Forza Italia, esortava l’amministrazione a istituire una giornata di lutto cittadino per la morte di Idy mentre la seconda, che ha ricevuto il voto contrario di Forza Italia e l'astensione del Consigliere Evi Gabri del M5S e del Consigliere Marcone Paolo del gruppo Sostieni Firenze, invitava da parte del Consiglio, una lettera di solidarietà e condoglianze alla famiglia di Idy e alla comunità senegalese. Il Consiglio di Quartiere 1 chiede con forza che sia proclamata una giornata di lutto cittadino in ricordo di Idy Diene e invia una lettera di solidarietà e vicinanza alla famiglia di Idy colpita al cuore due volte, a distanza di pochi anni, nella nostra Firenze." - affermano i Consiglieri Serena Jaff e Mauro Sanfoni (SI) e Costanza Tortú (MDP) insieme ai Consiglieri comunali Tommaso Grassi, Giacomo Trombi e alla Consigliera Donella Verdi del gruppo Firenze riparte a sinistra e al Consigliere Alessio Rossi e alla Consigliera Stefania Collesei "In Palazzo Vecchio queste stesse richieste sono state, nello scorso consiglio comunale, respinte dal Partito Democratico che ha impedito di discutere gli atti. La motivazione politica reale di questa presa di posizione da parte della maggioranza e del Sindaco non è nota. Saranno state forse due fioriere rotte - il cui danno verrà per altro risarcito dalla stessa comunità senegalese - ad aver fatto vacillare lo spirito di solidarietà del sindaco Nardella? Due fioriere, rotte per la rabbia di una comunità sconvolta dalla terza perdita in pochi anni, valgono più della memoria della vita di una persona uccisa a sangue freddo in pieno giorno?"

Anche l'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione esprime il proprio dolore per la uccisione del cittadino senegalese: "Idy, presente in Italia da molti anni, viveva a Pontedera, insieme alla moglie e si trovava a Firenze per svolgere l’attività di venditore ambulante.L’omicidio di Idy riapre nella città fiorentina una ferita ancora aperta. Idy, infatti, oltre a essere cugino di Samb Modou, ucciso nel dicembre 2011 da un simpatizzante di Casapound, aveva deciso di prendersi cura della figlia pagandole gli studi in Senegal dopo la morte del padre. Seppure secondo le autorità ad oggi non sia emerso in modo chiaro un movente d’odio razziale, non si può non sottolineare come, ancora una volta, la vittima di una sparatoria sia uno straniero dalla pelle nera e come questo fatto vada ad aggiungersi a quelli di Macerata, inserendosi nel clima di razzismo e di discorsi di odio diffusi sul territorio italiano che hanno accompagnato la campagna elettorale. Sottovalutare questi episodi, negare il giusto peso alla voce di chi, in prima persona, si è sentito colpito e che manifesta il proprio dolore e la propria paura, significa agire con una miopia che rischia di essere pericolosa. L’ASGI esprime la propria solidarietà e il proprio sostegno alla famiglia di Idy e a tutta la comunità senegalese ed invita il Comune di Firenze a farsi carico di tutte le spese per il rimpatrio della salma, a offrire un concreto sostegno ai componenti della famiglia e ad accogliere le richieste che arrivano da tutti coloro che erano più vicini a Idy Diene, consentendo anche lo svolgimento della manifestazione di sabato 10 marzo". ASGI chiede ai rappresentanti delle istituzioni, locali e nazionali che, oltre a condannare con fermezza qualsiasi episodio di violenza a sfondo razziale, s'impegnino in azioni volte a rafforzare la coesione sociale propria di città come Firenze e dell'Italia, favorendo la convivenza pacifica tra culture, religioni e lingue in un clima di legalità e di rispetto dei diritti fondamentali. Chiede altresì un impegno delle autorità preposte a perseguire nelle sedi pertinenti ogni azione che diffonde odio affinché i fatti accaduti a Macerata e a Firenze rimangano casi unici e isolati 

Redazione Nove da Firenze