Spari a Firenze: console del Senegal ospite a Radio Fiesole

L'avvocato Eraldo Stefani commenta l'uccisione di Idy Diene


Il caso della morte di Idy Diene non sembra essere ancora concluso, c'è chi chiede maggiori indagini sull'accaduto ed a farlo è una voce autorevole del panorama giudiziario ed investigativo italiano, l'avvocato Eraldo Stefani è noto, infatti, per essere esperto di investigazioni tanto da aver contribuito a creare quella corrente di formazione professionale che oggi rappresentata da esperti di criminologia che svolgono consulenze per gli addetti ai lavori.

L'Avvocato Eraldo Stefani è il console onorario del Senegal, le funzioni di Console gli sono state conferite con lettere patenti dal Presidente della Repubblica del Senegal, S. E. Abdou Diouf, nel '95, con exequatur del Presidente della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro nel '96.

Stefani intervenendo a Radio Fiesole sul caso spiega agli ascoltatori: "Dopo l'uccisione c'è stata da parte della comunità senegalese una risposta dovuta a sentimenti di paura e terrore. Come Console condanno i danneggiamenti, perché non si risponde alla violenza con la violenza, ma conosco i senegalesi di Firenze da 22 anni e posso dire che hanno sempre manifestato correttamente con rispetto degli altri, presumo ci siano state pertanto persone, non senegalesi, che hanno portato a quei danneggiamenti. Tutto questo comunque non doveva accadere e non deve ripetersi. Il fatto accaduto è gravissimo e segue il caso di piazza Dalmazia. E' vero che l'autore dell'omicidio è stato arrestato, ma è diritto di tutti conoscere la personalità del fermato, sulla base delle indagini che sta conducendo l'autorità giudiziaria, e sapere chi è questa persona e se l'incontro sia stato realmente casuale o meno. I fatti di piazza Dalmazia sono rimasti nella memoria di tutti e la persona uccisa, annualmente è stata sempre presente alle celebrazioni e faceva sempre una lettura proprio perché legato profondamente alle persone uccise. Dobbiamo proseguire nel dialogo profondo.. intanto l'attività investigativa deve andare avanti ed accertare che non vi siano altri aspetti che oggi ancora non conosciamo". 

Durante la puntata è intervenuto anche Andi Nganso, il medico di Cantù che è stato oggetto di offese a sfondo razziale ed è noto alla cronaca italiana perché una paziente della Guardia Medica ha dichiarato di non volersi fare visitare da un medico di colore

Andi ha rivolto tramite i social un messaggio di solidarietà alla vedova di Idy toccata doppiamente dal lutto: "Abbiamo un problema. c'è una parola che dobbiamo coniare forse: afrofobia. Oramai nella mente di tutti l'unica cosa che risalta è il nero. Razzismo e afrofobia diventano fenomeni da combattere perché nel 2018 è inaccettabile il livello di ignoranza e di chiusura tra vantaggi e svantaggi della globalizzazione. Non possiamo trovare alibi. Negli ultimi eventi vediamo che tendiamo sempre a sminuire. 
Nessuno ha detto che i fiorentini sono razzisti. Ma c'è un problema. Da non generalizzare, ma neppure nascondere. Dobbiamo capire i motivi che sono dietro alcuni episodi. Dispiace dirlo, ma l'intervento del sindaco Nardella è stato allucinante, non puoi mettere nella stessa frase alcune cose, devi condannare ed offrire la solidarietà della città. Poi occorre ripartire dalla cultura, perché una civiltà che chiude gli occhi davanti ai problemi è pericolosa
".  

Redazione Nove da Firenze