Solidarietà: dormire, mangiare e lavarsi a Firenze

Anche a San Casciano un centro Sprar. A Lastra protocollo d’intesa per l’integrazione dei richiedenti asilo. Domani finale del torneo di calcio tra migranti e operatori dell'accoglienza. Lunedì 27 febbraio alle 17, presentazione del volume “La ‘rivoluzione’ di Don Momigli”, a palazzo del Pegaso. I richiedenti asilo a lavoro per la festa di carnevale di Fiesole


Firenze– Un'altra geografia, una “mappa” di Firenze che va al cuore della Città del Fiore, letteralmente e ne dà le coordinate: 19 luoghi dove mangiare (uno in più rispetto agli scorsi anni), 17 dove dormire, 6 dove lavarsi, 25 centri di ascolto, 8 luoghi dove curarsi oltre ospedali e ambulatori, 9 dove cercare consulenze legali. La Firenze solidale, che condivide in solido con chi non ce la fa, ha 17 centri per la distribuzione di vestiti (ben 6 in più rispetto a quelli registrati nella guida del 2016), 16 per i pacchi alimentari (4 in più) e 6 per informazioni sul lavoro (3 in più). La nuova edizione della guida 'Dove dormire, mangiare, lavarsi', curata dalla Comunità di Sant'Egidio e presentata ieri al Teatro della Pergola, indica anche 4 centri a cui le donne possono rivolgersi in caso di violenze e di tratta e 3 per piccoli prestiti (microcredito), 7 associazioni che portano assistenza in carcere e 6 residenze per chi lascia il penitenziario. Un dato particolarmente significativo è che nella patria di Dante, che fu esule e ora è testimone di chi fugge dalle guerre e richiede asilo, sono cresciute le scuole di italiano: sono 18, ben 4 in più rispetto a quelle segnalate nella guida dello scorso anno. Nel Saloncino del Teatro della Pergola, su invito della Comunità di Sant'Egidio e della Fondazione Teatro della Toscana, è stata sfogliata, raccontata, spiegata la guida 2017 'Dove dormire, mangiare, lavarsi', realizzata dalla Comunità di Sant'Egidio per i senza fissa dimora e per quanti sono in stato di necessità, come anche per operatori e volontari alla ricerca di informazioni utili sui servizi che si possono trovare a Firenze. Alla presentazione sono intervenuti don Marco Viola, priore della Basilica di San Lorenzo, dove quest'anno si è svolto il Pranzo di Natale di Sant'Egidio con 600 persone; Stefano Grifoni, Direttore del Pronto Soccorso di Careggi; Serena Fabbrini, coordinatrice delle attività della Comunità di Sant'Egidio rivolte ai senza fissa dimora; Donatella Carmi, Vice Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, e Sara Funaro, assessore alle Politiche sociali del Comune di Firenze. Quest'anno sono state stampate 2500 copie della guida – 1500 in più rispetto all'ultima edizione - che verrà diffusa gratuitamente tra chi ne ha bisogno e per gli operatori che sono alle prese quotidianamente con le domande che vengono dalla città debole. Questo obiettivo è stato conseguito grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio e anche al contributo dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Careggi e del Consolato Usa di Firenze. La Comunità di Sant'Egidio raggiunge 80 famiglie con diverse attività di sostegno, comprensive di vestiti e pacchi alimentari. Oltre 100 gli anziani che sono aiutati a rimanere a casa loro. Con la preparazione della cena per i senza fissa dimora, sono 15000 i pasti distribuiti in un anno. Cresciute in diversi quartieri le scuole di italiano rivolte particolarmente a immigrati e richiedenti asilo che le frequentano in numero di 400. Quest'anno la guida, in collaborazione con i responsabili e gli educatori del carcere di Sollicciano, sarà distribuita anche tra i detenuti che escono dal penitenziario e che si trovano in stato di indigenza o di particolare necessità. Ma la guida dice tra le righe anche un'altra cosa importante: circa 200 persone aiutano gratuitamente la Comunità di Sant'Egidio nel raggiungere chi ha bisogno. Sono persone di ogni provenienza: dallo studente al professionista, dal medico al muratore, dal pensionato all’insegnante, dall’impiegato al badante… E di ogni età, dai 15 ai 97 anni! Sono in aumento gli anziani (anche i cosiddetti “grandi anziani”) che aiutano in particolare nelle attività in carcere e nei centri di prima alfabetizzazione per richiedenti asilo. Per cogliere ulteriormente questi dati si deve tenere conto che aiutano persone di ogni provenienza: italiani, ma anche persone dell’America Latina, dell’Europa dell’Est, dell’Asia, del Medio Oriente, dell’Africa, studenti del Nord America, in particolare, chi ha maggiore dimestichezza con la lingua italiana, nei centri di prima alfabetizzazione per richiedenti asilo e tanti nella preparazione e distribuzione delle cene itineranti per i senza fissa dimora. Chi opera così, gratuitamente insieme a Sant'Egidio, diventa un vero e proprio “strumento” di integrazione non solo tra espressioni di popoli diversi, ma anche di generazioni differenti. Alcuni sono stati di grande aiuto nella promozione dei 'Corridoi umanitari'*, grazie ai quali sono potuti arrivare a Firenze alcuni giovani siriani ospitati dalla Comunità di Sant'Egidio in un appartamento messo a disposizione da una famiglia. Tutti possono aiutare: chi vuole può rivolgersi alla Comunità di Sant'Egidio telefonando al 055.234.27.12 o inviando una mail all'indirizzo santegidio_firenze@hotmail.com

Un carnevale speciale, a ritmo di tamburi, con una grande fenice di cartapesta da bruciare in piazza. Tra maschere e sfilate, il prossimo sabato 25 febbraio, Fiesole sarà ancora più colorata grazie alla partecipazione dei richiedenti asilo ospiti della struttura di Borgunto gestita dalla cooperativa Il Cenacolo. Sarà una festa dell’integrazione, preparata e organizzata dall’associazione “La Barchetta di Fiesole” in collaborazione con la Misericordia di Fiesole, la Pro loco e la Casa del Popolo di Fiesole, con l’aiuto dei giovani migranti. I ragazzi hanno infatti collaborato alla costruzione della grande maschera, una fenice, che verrà poi bruciata nel giardino della Misericordia in segno di rinascita. Sarà a cura dei migranti anche la musica, con i loro tamburi che scandiranno il ritmo della festa. I 52 richiedenti asilo, arrivati nel comune di Fiesole la scorsa estate, giorno dopo giorno si sono inseriti nelle abitudini della comunità, grazie a un rapporto diretto e costante con il Comune e le associazioni del territorio. La generosità dei cittadini si concretizza in valanghe di vestiti, libri, dizionari, macchine da cucire e stoffe portate in struttura per i migranti. Una tale quantità di regali che sta rendendo necessario la predisposizione di un magazzino. E se il ritmo delle offerte restasse questo, “saremo in grado di cedere parte di questi regali anche alle strutture di altri comuni”, ha aggiunto il presidente.

Gran finale domani, sabato 25 febbraio, per il torneo di calcio a 5 “Un goal per la solidarietà e la fraternità”, che ha visto affrontarsi, da dicembre scorso, sedici squadre composte da migranti e operatori impegnati nell’accoglienza provenienti dalle province di Firenze e Pistoia. Un torneo ‘internazionale’ dunque, promosso dalla Federazione regionale delle Misericordie della Toscanae dalla ASD Ponte Rondinella Marzocco per superare le barriere e cementare l’amicizia come solo lo sport sa fare. E toccherà proprio ad una squadra del Ponte-Rondinella difendere l’onore ‘patrio’, visto che è l’unica formazione composta da italiani giunta alla fase finale, mentre le altre tre finaliste sono tutte composte da migranti. Il torneo si è articolato in 4 gironi da 4 squadre ciascuno che si sono affrontate ogni sabato, sempre sul campo dell’ASD Ponte Rondinella Marzocco, prima in gironcini all’italiana e poi ad eliminazione diretta. Le 16 squadre erano composte in alcuni casi da giovani migranti, in altre da operatori delle Misericordie della Toscana e del Gruppo Coeso, oltre a 2 formazioni di Ponte a Greve. L’appuntamento è per sabato 25 febbraio a Ponte a Greve, sul campo dell’ASD Ponte Rondinella Marzocco (via Edoardo Detti, accanto al centro commerciale di Ponte a Greve), a partire dalle ore 10, quando si disputerà la finale del 3°/4° posto tra Firenze CO&SO 1 e Abetone 1. A seguire, alle 11,00, la finalissima per il primo posto tra Ponte Rondinella 2 e Pistoia CO&SO 2. Al termine, si svolgerà la premiazione delle squadre finaliste e poi tutti a pranzo, con una grande tavolata finale, nel segno della fraternità e della convivialità.

La storia di un parroco coraggioso e fuori dagli schemi. A raccontarla è Luigi Ceccherini nel volume “La ‘rivoluzione’ di Don Momigli, ‘Come un ex sindacalista salvò un paese da Chinatown La via fiorentina all’inte(g)razione”. Il libro, una riflessione sui grandi temi dell’immigrazione e dell’accoglienza, viene presentato in sala Gonfalone a palazzo del Pegaso (via Cavour 4), lunedì 27 febbraio alle 17. L’autore racconta la trasformazione, negli anni Novanta, di San Donnino, alla periferia di Firenze, in “San Pechino” in seguito alla ‘invasione’ e al successivo insediamento di oltre tremila migranti di origine cinese. Protagonista del volume è il parroco, ex sindacalista, che cercò di richiamare l’attenzione delle istituzioni su una situazione drammatica: nel paese da un lato si vedevano gli speculatori fare affari sotto gli occhi di amministratori assenti; dall’altro gli immigrati lavorare a ritmi continui nei capannoni. In uno scenario di cortei, accuse e scontri quotidiani Don Momigli riuscì a conquistarsi la fiducia della comunità cinese, diventando un simbolo dell’integrazione. All’iniziativa intervengono, oltre all’autore, il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, la consigliera regionale Monia Monni, l’assessore alla salute Stefania Saccardi, il presidente dell’associazione delle istituzioni di cultura italiane (Aici) Valdo Spini, il direttore di Testimonianze Severino Saccardi e Chang Shao Wu, esponente della comunità cinese.

Da un sistema di prima accoglienza, destinato a far fronte all’emergenza straordinaria, ad un sistema e ad un progetto articolato, gestito in maniera autonoma dall’amministrazione comunale, atto ad accogliere migranti con lo status di rifugiato. Il Comune di San Casciano punta a compiere un salto di qualità in tema di immigrazione. La giunta Pescini ha pubblicato un bando per la coprogettazione, l’organizzazione e la gestione dei servizi di accoglienza integrata nel territorio. Considerata l’imminenza della scadenza delle convenzioni in atto con la Prefettura di Firenze, il Comune prova a lanciare una nuova carta che corrisponde ad un’alternativa strutturata in materia di accoglienza. “L’obiettivo - annuncia il sindaco Massimiliano Pescini - è quello di realizzare il servizio di accoglienza, integrazione, tutela in favore dei migranti attraverso la creazione sul territorio di una struttura Sprar nell’ambito del progetto territoriale aderente al Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati”. Una nuova realtà che non si limiti a svolgere una funzione temporanea volta a sostenere l’emergenza straordinaria ma eroghi interventi, rivolti a coloro che già possiedono lo status di rifugiato politico, progettati e attuati in maniera autonoma dal Comune in collaborazione con il Terzo Settore. “Quando pensiamo ai percorsi di accoglienza più efficaci - dichiara l’assessore alle Politiche per l’integrazione Consuelo Cavallini - immaginiamo un sistema strutturato che permetta e promuova l’integrazione in favore dei migranti ai quali è stata concessa l’autorizzazione a rimanere in Italia, avendo già ottenuto la protezione internazionale. Stiamo parlando del passaggio successivo a quello attuale, denominato Sprar. Si tratta nello specifico del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, costituito dalla rete degli enti locali che attinge al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata”. L’impegno dello Sprar assicura a livello territoriale, grazie al supporto e alla collaborazione della rete di associazioni locali, interventi di accoglienza integrata. Le azioni previste vanno oltre la sola distribuzione di vitto e alloggio e sono mirate alla realizzazione di misure di integrazione complementari che alternano formazione, inserimento lavorativo, accompagnamento verso l'autonomia abitativa, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.

E' stato siglato il nuovo protocollo d’intesa “Lastra senza confini” ideato dall’amministrazione comunale e promosso insieme alle associazioni di volontariato Misericordia e Auser Solidarietà ambiente e cultura, con la coordinazione della Cooperativa sociale Albatros 1973. Il progetto, originariamente avviato a maggio del 2015, è dedicato ai richiedenti asilo che vivono sul territorio di Lastra a Signa, in tutto 140 persone originarie, in prevalenza, del Mali, Nigeria, Ghana e Gambia, e ospitate all’interno di strutture ricettive private. Il nuovo protocollo ha un margine operativo più ampio ed è in linea con le più recenti normative in ambito di protezione internazionale. Nello specifico, e in continuità con gli anni precedenti, i richiedenti asilo che parteciperanno al progetto saranno impegnati in attività socialmente utili, eseguendo piccoli lavoretti di manutenzione e pulizia delle aree verdi, oltre a collaborare allo svolgimento dei servizi di trasporto sociale, acquisendo competenze spendibili per un futuro lavorativo e operando a favore della comunità. Ogni attività sarà programmata e organizzata dalle associazioni stesse, in accordo con l’amministrazione comunale, e ogni gruppo di volontari sarà riconoscibile tramite un indumento che riporta il logo del progetto. A queste attività si aggiunge, con il nuovo protocollo, l’opportunità di partecipare a corsi promossi dalle associazioni firmatarie e pensati per fornire ai richiedenti asilo conoscenze di base, in ambiti quali la storia dell’arte e l’informatica. Come di consueto, i richiedenti asilo potranno collaborare anche alla normale attività associativa, e quindi nell’organizzazione di iniziative di volontariato e sociali. Tutte le associazioni aderenti hanno espresso soddisfazione per il percorso avviato in precedenza e per le opportunità offerte dal nuovo protocollo d’intesa, sottolineando che le attività previste da “Lastra senza confini” sono state e saranno un’occasione di conoscenza e arricchimento reciproci. Tra queste, la Cooperativa Albatros 1973, che subentra alla Cooperativa Il Cenacolo per la funzione di coordinamento, avrà ruolo centrale di mediazione e collaborazione tra i soggetti che sottoscrivono il protocollo e i richiedenti asilo.

Redazione Nove da Firenze