Sistema Banche in Toscana: crisi del credito ed esuberi

Si prospetta un ridimensionamento per 15.000 lavoratori interessati


Riunione oggi, convocata dal Presidente Rossi, nell’ambito del tavolo di monitoraggio sulla crisi del credito in Toscana. 
Tre le situazioni che sono al centro del vortice di cambiamenti: i nuovi assetti dell'ex Banca Etruria (con la nuova proprietà di Ubi Banca), le ripercussioni anche in Toscana del crac delle banche venete (con conseguenze in particolare per CariPrato), il piano di salvataggio del Monte dei Paschi di Siena.
Le criticità riguardano, secondo la stima dei sindacati, ben 15.000 lavoratori in Toscana (su un totale di 24.000). Circa 4.000 i lavoratori che, in seguito a questi processi, potrebbero uscire dal perimetro produttivo, in larga misura con provvedimenti di prepensionamento.

Le organizzazioni Sindacali hanno brevemente illustrato la situazione delle banche oggetto di riorganizzazione "Migliaia i lavoratori che saranno oggetto di procedura che li accompagnerà fuori dal circuito produttivo, decine le filiali chiuse, profondo il cambiamento del rapporto col territorio anche per quel che riguarda le funzioni decisionali" sottolinea Cgil.

Il Presidente Enrico Rossi ha ascoltato le opinioni espresse dal sindacato sulle principali vertenze e si è messo a disposizione, insieme a tutta la Giunta, per coadiuvare e sostenere l’iniziativa del sindacato negli ambiti delle proprie responsabilità.
Il presidente scriverà formalmente al ministro dell'economia Pier Carlo Padoan per attivare un tavolo di confronto con Regione e organizzazioni sindacali sui cambiamenti in atto nel sistema bancario in Toscana, questo uno dei passaggi che sono stati decisi oggi.

"E' in atto – ha spiegato Rossi - una trasformazione radicale del sistema bancario in Toscana, con ripercussioni epocali sia per gli assetti finanziari e economici, sia per i livelli occupazionali. Davanti a questo tsunami che ha avuto il suo epicentro in Toscana e Veneto, abbiamo la necessità di seguire da vicino ed essere partecipi delle intenzioni del governo".

"I numeri – ha detto Rossi - di per sé evidenziano la portata del cambiamento in atto anche solo a livello occupazionale. Si prospettano scenari delicati per tanti lavoratori ed è interesse di tutti che questi percorsi di per sé traumatici, non siano troppo penalizzanti. A questo si aggiunge poi il bisogno di valutare il quadro che si sta aprendo per la nostra economia, in virtù dell'arrivo di gruppi bancari con direzioni esterne alla Toscana. E' necessario capire come intenderanno interloquire con il nostro tessuto economico, e quali saranno le ricadute sul terreno decisivo del credito. Sono interrogativi importanti di fronte ai quali, nel rispetto delle nostre competenze, vogliamo avere degli elementi di conoscenza in più".
In quest'ottica il presidente fisserà nell'agenda delle prossime settimane due incontri: il primo con i rappresentanti sindacali di Ubi banca (Nuova Banca Etruria) al fine di conoscere il parere dei lavoratori sul piano industriale che è stato recentemente presentato. Il secondo incontro, analogo, con i rappresentanti sindacali di Monte dei Paschi, dal momento in cui anche loro saranno a conoscenza del piano industriale che dovrebbe essergli consegnato a giorni.
"Voglio ascoltare per capire e accompagnare questo percorso di cambiamento. E chiederò ai veritici delle banche in questione di trasmettere periodicamente alla Regione i dati necessari a monitorare l'effetto sul territorio dei relativi piani industriali, con particolare riferimento al credito alle imprese. E' interesse dell'intera comunità regionale preservare il patrimonio di professionalità, di lavoro e di presenza sul territorio delle banche, e vegliare per un credito più efficiente, che sappia ricostituire quel necessario rapporto fiduciario con i cittadini. Un rapporto fortemente incrinato dalle vicende degli ultimi anni".

Secondo Daniele Quiriconi segretario generale della FISASC CGIL, “ci troviamo di fronte ad un tornante decisivo. Con la presentazione del piano industriale di MPS nei prossimi giorni avremo il quadro definitivo della riorganizzazione del sistema nella nostra regione. Mentre il sindacato è impegnato a tutti i livelli nei vari confronti aziendali finalizzati a contenere i costi sociali del processo , bene fa la regione, a monitorare, ascoltare e valutare le ricadute sul territorio, anche in relazione a quello che in un’area caratterizzata da piccola e piccolissima impresa, può significare in termini di sostegno a economia e famiglie.
Sarebbe stato opportuno, che analoga sensibilità, politica ed istituzionale, avesse mostrato il Governo e in modo particolare il Ministro dell’Economia che in tutti questi anni, non ha trovato il modo di convocare un incontro formale con le organizzazioni Sindacali.”

Redazione Nove da Firenze