Rubrica — Agroalimentare

Siccità e temperature record riducono le produzioni agroalimentari

Confagricoltura: “Un’annata da dimenticare, il caldo ha ucciso le api e danneggiato le fioriture”. Federcoopesca: “Meno pesce e danni alle reti, a rischio numerose attività”


Firenze, 21 agosto 2017Temperature roventi e siccità hanno fatto sprofondare del 50% la produzione di miele toscano. A parlare della situazione estremamente critica del settore è la Confagricoltura con Gianluca Ghini, che fa parte anche dell’associazione toscana apicoltori:

“E’ stata un’annata devastante per il miele toscano – commenta Ghini - la stagione estiva ha danneggiato enormemente il settore dell’apicoltura perché il grande caldo che ha fatto innalzare le temperature anche sopra i 40 gradi e il periodo prolungato di siccità hanno ucciso una gran parte delle api, ma il clima rovente ha influito negativamente anche sulle fioriture. Le api rimaste non hanno trovato sufficiente nutrimento, la quantità di nettare e polline è stata nettamente inferiore a quella degli altri anni”. Nelle zone del Casentino e della Valdichiana, nel Senese e nel Grossetano, nelle zone di Pistoia e Lucca dove è concentrata la produzione di miele toscano si parla di un dimezzamento del prodotto arrivato sul mercato a prezzi più alti degli anni scorsi: “Speriamo adesso che sia riconosciuto lo stato di calamità per tutto il settore agricolo e che un sostegno sia riconosciuto anche per gli apicoltori”, conclude Ghini.

“Come se non bastasse la siccità che ha ridotto l'apporto dei fiumi al mare causando una carenza di pesce, abbiamo registrato un incremento degli attacchi dei cetacei, ormai sempre più presenti nelle nostre coste, alle reti dei pescatori con danni ingenti agli attrezzi da pesca. Una rete da pesca costa circa 10 mila euro e può durare fino a 6 anni. Se al pescatore viene distrutta la rete dopo un solo anno, è evidente che questo condiziona irrimediabilmente la stagione, il futuro stesso del lavoratore e dell'azienda.” E' quanto dichiarato da Massimo Guerrieri, presidente di Federcoopesca – Confcooperative Toscana.

“La siccità determina perdite in agricoltura e determina cambiamenti climatici e fisici nella qualità delle acque. La fauna ittica si adatta a questi cambiamenti e il pescatore si deve adattare a sua volta a questo meccanismo. E' inoltre necessaria una modifica del Regolamento comunitario della pesca FEAMP perché la Regione Toscana e il Ministero dell'agricoltura attivino la misura prevista per i danni prodotti dai cetacei che possa prevedere il rimborso per l'acquisto di nuove attrezzature con previa documentazione dei danni subiti.

Ad oggi – conclude Guerrieri - l'unica misura ammissibile è l'installazione di dissuasori acustici che però non sono assolutamente sufficienti ma anzi indicano al delfino dove si trovano le reti con effetti paradossali e controproducenti.”

Redazione Nove da Firenze