Shoah: divelta stele ad Arezzo, alla vigilia del giorno della memoria

Al meeting del Mandela Forum le storie dei campioni di calcio deportati


FOTOGRAFIE — FIRENZE– Un gesto vile e violento, sul quale la magistratura e forze dell'ordine stanno facendo chiarezza. Atto vandalico oggi ad Arezzo, dove è stata divelta una stele che ricorda la Shoah. Si sta allungando in molte parti del paese, sottolineano, una catena di eventi – dalle minacce alla sindaca di Empoli, allo sfregio a Milano contro una targa che ricorda un operaio deportato a Mauthausen, sino al fatto di Arezzo – che sembra volere rappresentare una studiata provocazione a pochi giorni dalla celebrazione della Giornata della Memoria.

E' ferma la condanna che il presidente e la vice presidente della Regione Toscana esprimono, a nome di tutta la giunta, perché non si è ormai di fronte solo a gesti anonimi e isolati, il rischio è ben più serio se si accetta che nel dibattito politico possano trovare spazio inaccettabili revisionismi o circolare parole come 'razza'. C'è una lavoro quotidiano da fare, affermano, fondato sulla conoscenza della realtà storica e sulla difesa della memoria di chi ha subito la violenza del nazifascismo. Un lavoro che la Regione Toscana tiene vivo con esperienze come il treno della Memoria e il Meeting annuale e con l'attività del suo Osservatorio sui nuovi fascismi.

L’atto vandalico compiuto ad Arezzo - dove è stata divelta una stele che ricorda la Shoah - è gravissimo per il presidente del Consiglio regionale, è una violenza contro la tragedia, la verità storica dei campi di sterminio; secondo il presidente dell’assemblea toscana è un segnale da non sottovalutare, uno sfregio che chiama le istituzioni a tenere alti i valori della democrazia e soprattutto a lavorare sulla memoria.

Proprio la Biblioteca comunale Città di Arezzo celebrerà la Giornata della Memoria con due appuntamenti. “Leggere … Per ricordare” è il primo appuntamento in programma giovedì 25 gennaio alle 17. Il secondo, “Leggere … Per non dimenticare” si terrà martedì 30 gennaio sempre alle 17. Entrambi gli incontri sono rivolti ai ragazzi tra gli 11 e i 14 anni. La sezione ragazzi, infatti, propone letture per affrontare il tema della memoria. Dopo le letture i ragazzi potranno proporre brevi brani tratti da libri che hanno letto, condividere con il gruppo e fare riflessioni.

Venerdì, il 26 gennaio, la Regione Toscana rivivrà il Giorno della Memoria con quasi ottomila ragazzi al Mandela Forum di Firenze. Accade dal 2006. Ma tante sono le iniziative in programma in tutta la Toscana: alcune ci sono già state ed altre seguiranno, fino a marzo. Con un filo rosso, quest'anno, che lega le deportazioni alle leggi antisemite del 1938 fino alle leggi razziali coloniali italiane del 1937. Tanti paesi hanno le loro storie (personali) di deportazione e di discriminazione. Alcune sono note da tempo, in altri casi sono riemerse dall'oblio solo dopo tantissimi anni. C'è chi, grande e bambino, ha patito l'esclusione delle leggi razziali e chi è stato deportato. E tra chi è finito nei campi c'erano gli ebrei ma anche gli antifascisti, chi aveva scelto dopo l'8 settembre di non arruolarsi nella Repubblica di Salò o semplicemente chi è stato rastrellato per strada, in modo casuale. Tra i deportati non sono mancati campioni del pallone. Ad Auschwitz e a Birkenau si giocava anche a pallone. Si racconta che un gol o una parata valevano un pezzo di pane o una patata. I nazisti si divertivano a vedere giocare campioni ridotti a scheletri, scommettevano, punivano, premiavano. E se Auschwitz è la memoria che tutti dovrebbero guardare in faccia una volta nella vita, da cui si torna diversi, assieme ai ragazzi delle scuole (oltre seimila la Regione ne ha portati dal 2001) lo dovrebbero visitare anche gli ultras degli stadi, in viaggio di istruzione e civiltà, a lezione tutti di umanità.

La Giornata della Memoria - al Museo Novecento - prende le sembianze di Primo Levi e dei coniugi Mario Mafai e Antonietta Raphael. La doppia iniziativa, la prima voluta dal nuovo direttore artistico del Museo, Sergio Risaliti, rientra nel programma della Shoah dell'arte, organizzato da Ebraismo Culture Arti Drammatiche - che vede il museo partecipare alle commemorazioni per le vittime dell'Olocausto. La giornata comincia alle 11 del mattino, quando nell'altana si terrà la conferenza “Mario Mafai e Antonietta Raphael negli anni del regime”, organizzata dall'Associazione Mus.e e curata da Elisabetta Stumpo. L'incontro ripercorre la vita dei coniugi Mafai, colpiti nei modi più vari dagli abusi della dittatura, dalla demolizione della loro casa atelier di via Cavour a Roma, alla necessità di nascondersi con tutta la famiglia all’indomani dell’emanazione delle leggi razziali. Una conferenza incentrata sull'esperienza artistica della coppia durante la quale verrà eccezionalmente mostrata al pubblico l'opera Fantasia (1940) della serie FantasieAlle 15:30 appuntamento con lettura-installazioneIl viaggio”, che vedrà gli allievi del laboratorio teatrale La Stanza dell'Attore (tutti studenti del liceo Michelangelo) diretto dal regista teatrale Giovanni Micoli, seduti sotto il loggiato (dove si trova una targa che ricorda il complesso delle ex Leopoldine come luogo della memoria di Firenze) e impegnati ciascuno nella lettura di un capitolo di “Se questo è un uomo” di Primo Levi. Insieme a loro anche il direttore artistico del Museo Novecento, ideatore dell'iniziativa, Sergio Risaliti. Ognuno dei performer porterà applicata sul petto una stella di David, a memoria del simbolo con cui vennero “marchiati” gli ebrei nella Germania nazista.

Sabato prossimo, 27 gennaio, il Comune di Reggello in collaborazione con l’Istituto Comprensivo celebra “Il Giorno della Memoria” con un’iniziativa rivolta particolarmente alle nuove generazioni. L’appuntamento è nella Sala Consiliare alle 10 per un incontro aperto al pubblico dove saranno presentati egli elaborati dei ragazzi delle classi terze della Scuola Secondaria di Primo Grado M. Guerri. Titolo dei lavori degli studenti sarà “Shoah: un percorso tra persecuzioni, opere di uomini giusti e la storia di una famiglia di Reggello”. Alla giornata, omaggio alla memoria delle vittime della Shoah e di tutti i genocidi e gli stermini della storia, interverrà anche il gruppo musicale Saràbanda dell’Istituto Comprensivo di Reggello.

Il 25 gennaio al Teatro Verdi di Pisa matinèe per gli/le studenti medi ed universitari dello spettacolo il silenzio degli eroi semplici. la storia di Giorgio Nissim, Don Arturo Paoli, Gino Bartali e di altri protagonisti della resistenza civile in toscana. Testo, musica, regia di Piero Nissim Il 29 e 30 gennaio Andra Bucci, cittadina onoraria di Pisa e deportata e Vera Vigevani Jarach, Madres de Plaza de Mayo – Linea Fundadora e perseguitata dalle leggi razziali, saranno a Pisa per incontrare gli/le studenti delle scuole pisane. Durante tutta la settimana si terranno conferenze, spettacoli, concerti e dibattiti. All’Arsenale e al Nuovo verranno proiettati film tematici.

“La mobilitazione delle scuole toscane per non dimenticare la barbarie fascista e nazista contro le persone di religione ebraica mi riempe di orgoglio. Siamo in prima fila da tanti anni e grazie alle istituzioni (Regioni, Comuni e province) e a insegnanti, studenti e famiglie abbiamo in un certo senso trovato un modo per non far disperdere nel tempo il ricordo del male che fu fatto a tanti nostri concittadini. Del resto non possiamo dimenticare che proprio in Toscana, a Villa del Gombo, nella tenuta di San Rossore 80 anni fa il re Vittorio Emanuele III firmò la prima delle varie leggi razziste scritte dal regime fascista del governo Mussolini.” E' quanto dichiarato da Gabriele Toccafondi, sottosegretario all'istruzione e esponente di Civica Popolare in occasione del Giorno della Memoria del 27 gennaio. Fu col Regio decreto n. 1381 - Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri che infatti prese avvio la persecuzione nei confronti degli ebrei che portò, poi, alla deportazione e allo sterminio di migliaia di persone. Non dimenticare quindi non solo è doveroso ma anche salutare perché, ancora oggi c'è chi non esita a parlare di razza e a porre distinzioni biologiche fra essere umani proprio come facevano i fascisti e i nazisti. La memoria è una pianta che va innaffiata continuamente e i viaggi che le istituzioni toscane e le scuole organizzano nei campi di sterminio rappresentano una linfa vitale per non far coprire dall'oblio (o peggio ancora dalle teorie negazioniste) gli orrori del nostro passato. Però il tempo scorre inesorabile e oramai dei pochi sopravvissuti a quel genocidio ne rimangono sempre meno. Ci sono ancora poche persone come Liliana Segre neo-senatrice a vita (anche in questo caso il Presidente Mattarella ci ha fornito uno splendido esempio di lungimiranza) che possono raccontare quello che hanno visto fare ai propri familiari e farci capire ciò che hanno subito sulla propria pelle. Per questo – conclude Toccafondi - bisogna iniziare a costruire nuovi testimoni a cui i giovani di allora possano passare la staffetta e far diventare quella memoria un patrimonio totalmente condiviso. In questo senso ritengo che sarebbe una scelta giusta far diventare le visite ai campi di concentramento e gli incontri con i sopravvissuti un momento didattico obbligatorio da inserire nei programmi scolastici (e quindi da finanziare adeguatamente) di chi è all'ultimo anno delle scuole secondarie superiori. Dobbiamo trovare il modo, cioè, di allungare e non far fermare mai quel treno della memoria.”

Siena celebra il Giorno della Memoria con un grande evento che mette insieme arte e denuncia, memoria e attualità, attraverso le opere di Charles Szymkowicz, pittore belga, figlio di ebrei polacchi sfuggiti alle persecuzioni dell’Olocausto. Le celebrazioni del 27 gennaio saranno infatti incentrate intorno all’inaugurazione della mostra “Mémoire du passé/Mémoire du futur” con cui la città presenta il percorso pittorico, lungo più di un cinquantennio, dell’artista belga Charles Szymkowicz che farà parte del Consiglio Comunale Straordinario e di momenti di riflessione che coinvolgeranno le scuole. L’esposizione, curata da Enrico Crispolti, professore emerito dell’Università senese, è organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Siena con il sostegno dell'Ambasciata del Belgio e di Didier Reynders, Vice-Premier Ministre et Ministre des Affaires étrangères de Belgique, e si inserisce nella seconda edizione della Rassegna “Siena Città Aperta” sostenuta dal Comune di Siena, Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Università degli Studi di Siena e con il coordinamento organizzativo di Vernice Progetti Culturali. La mostra si caratterizza attraverso un percorso espositivo diviso in 11 sezioni, per complessive 134 opere, tra dipinti e disegni, realizzati negli ultimi decenni, nel caratteristico linguaggio pittorico figurativo neoespressionista fortemente materico-iconico e assai personale dell’artista belga. Szymkowicz, riconosciuto fra i maggiori pittori neoespressionisti operanti in Europa fra la fine del XX secolo e gli inizi del XXI, lavora su una dimensione di memoria che dal familiare si estende al collettivo anche attraverso l’evocazione sia di ritratti di personaggi sia storici che contemporanei eticamente rappresentativi, sia di situazioni di tragedia sociale che hanno attraversato il secolo scorso, e che siano monito del passato ma anche avvertenza per il futuro.

A Pistoia giovedì 25 gennaio due eventi a ingresso libero che fanno parte del programma di appuntamenti di “Giorno della Memoria. Senza Memoria non esistiamo”. Alle 17 al Caffè Valiani, in via Cavour è prevista la conferenza della storica Sara Valentina Di Palma, dal titolo “Genocidio e identità, appuntamenti di sopravvivenza”Alle 21.30, al cinema Globo, sarà invece proiettato il film “Gli invisibili” del regista tedesco Claus Räfle. L´opera è ambientata a Berlino nel 1943 e racconta la storia vera di un gruppo di ebrei che riesce a diventare “invisibile” agli occhi degli ufficiali nazisti.Il programma di “Giorno della Memoria. Senza memoria non esistiamo” è iniziato lunedì 22 gennaio e si concluderà il 15 febbraio.

Redazione Nove da Firenze