Sequestrato villino a Prato: l'autorimessa era stata adibita a confezione

Blitz interforze in una stamperia di via Toscana


Nell'ambito di un controllo Interforze, la Polizia Municipale ha posto sotto sequestro penale sia l'autorimessa che il sottotetto di un villino a Cafaggio. L'immobile era già stato qualche anno fa oggetto di indagini giudiziarie perché il proprietario era -si presume- coinvolto in traffici illeciti. Da allora il villino è stato venduto a persone di nazionalità cinese. Dal controllo eseguito nei giorni scorsi dalla Squadra Interforze è emerso che l'immobile a piano terra era utilizzato come laboratorio, così come l'autorimessa dove sono state trovate macchine cucitrici, materiale per confezionare capi di abbigliamento e capi da cucire. Tra l'altro è stato accertato che il portone dell'autorimessa veniva utilizzato come ingresso principale per la ditta, il cui accesso fronte strada era sbarrato dall'interno con postazioni lavoro. E' scattato il sequestro dell'autorimessa utilizzata impropriamente e anche di tutti i macchinari, circa 30, in quanto azionati in locali privi dei requisiti di agibilità. Gli operai che stavano lavorando al momento del controllo, visto l'arrivo degli agenti attraverso due telecamere posizionate sia sulla parte frontale del fabbricato che su quella posteriore, erano saliti tutti nell'abitazione collegata al laboratorio, lasciando tutte le macchine accese e calde con tanto materiale in lavorazione sulle postazioni lavoro. Il sottotetto della casa è risultato adibito impropriamente a dormitorio per i lavoranti. In soffitta, nascosta dietro un materasso, gli agenti della Municipale hanno trovato una donna di nazionalità cinese risultata poi priva di documenti eaccompagnata in Questura per le procedure espulsive. Il sottotetto è stato posto sotto sequestro. Gli Ispettori del lavoro hanno accertato la presenza di lavoratori al nero e comminato maxi sanzione al titolare della ditta.

Sale a tre il numero di ditte che negli ultimi due mesi sono state controllate e sequestrate da parte della Polizia Municipale e da ARPAT nell’ambito dei controlli interforze. In tutti i casi si è trattato di stamperie a conduzione cinese prive delle prescritte autorizzazioni ambientali o che lavoravano in difformità da quanto dichiarato. Durante l’accertamento effettuato negli scorsi giorni in un capannone di via Toscana, è stato riscontrato un fortissimo odore di diluente e solvente che impregnava tutti gli ambienti: ben 40 contenitori di tali sostanze sono state infatti rinvenuti in alcuni locali, più altrettanti nei pressi delle postazioni di lavoro. Alcuni coloranti per il processo di stampa digitale e serigrafica, nonché alcuni prodotti chimici ausiliari, riportavano etichettatura in lingua cinese. La ditta non ha dato alcuna dimostrazione di come venissero smaltiti i propri rifiuti, classificabili anche come pericolosi, limitandosi a riferire di appoggiare gli stessi all’esterno del portone principale di accesso per il successivo ritiro da parte di soggetti non identificati. Il grosso quantitativo di prodotti chimici non era stato dichiarato nella domanda di autorizzazione, così come nulla era stato riferito circa le soluzioni acquose derivanti dal lavaggio dei quadri da stampa che invece di essere correttamente smaltiti come rifiuti finivano, con tutta probabilità, per essere immessi nel pozzetto delle acque meteoriche e da lì proseguire per la pubblica fognatura. Trovati al lavoro anche tre operai clandestini che sono stati pertanto fotosegnalati da parte della Polizia Municipale: l’ispettorato del lavoro ha provveduto ad effettuare la sospensione dell’attività imprenditoriale e a denunciare il titolare per l’impiego di manodopera clandestina. Numerose violazioni alla normativa antincendio e sicurezza dei luoghi di lavoro sono state riscontrate anche da parte dei Vigili del Fuoco e del personale della ASL intervenuto. Per quanto sopra sono stati apposti i sigilli alla ditta ed il titolare cinese, Z.Z. di 27 anni, è stato deferito all’autorità giudiziaria per mancata gestione dei rifiuti e per inosservanza alle prescrizioni contenute negli atti autorizzativi. Emesse sanzioni amministrative anche per la mancanza del registro di carico e scarico dei rifiuti.

Redazione Nove da Firenze