Rubrica — L'Avvocato Risponde

Separazione: possibile perdere la proprietà della casa coniugale?

Il parere gratuito dello Studio Legale dell'Avv. Roberto Visciola


Gentile Avvocato Visciola,

la ringrazio se mi risponderà nella sua rubrica legale sul sito Nove da Firenze. Ho pensato di rivolgermi a lei per un chiarimento circa una separazione giudiziale con addebito a mio carico.

Tenga conto che prima del matrimonio avevo acquistato una casa e ci abitavo da sola. Tale casa è poi divenuta abitazione familiare e vi è nato anche mio figlio, oggi minorenne.

Orbene, pur essendo proprietaria della casa in cui attualmente vivo con mio figlio, è vero che potrei perderne la proprietà in sede di separazione, divenendo proprietario l'ex marito?

Gentile Signora,

le sorti della proprietà non vengono mutate in caso di sentenza di separazione/divorzio, nemmeno con addebito.

La casa che era di sua proprietà rimarrà tale, anche nel caso in cui sia stata a lei addebitata la separazione o il divorzio.

Il problema, piuttosto, non sta nel diritto di proprietà, quanto nell'effettivo godimento di tale diritto, sul quale può concretamente incidere l'addebito della separazione, correlato alla presenza di un figlio minorenne.

Essendovi stato un addebito a suo carico, non è escluso che, in sede di separazione/divorzio, la casa familiare venga assegnata a suo marito: ciò si potrebbe verificare laddove il figlio minorenne venga a lui affidato. In tal caso, il diritto del minore al mantenimento dell'habitat domestico prevale sul suo diritto di godere appieno del diritto di proprietà.

Con la conseguenza che – per tale ipotesi – sebbene la proprietà dell'immobile rimanga immutata, permanendo sempre in capo a lei, non avrà più il godimento diretto dell'immobile, in quanto ne potranno godere suo marito ed il figlio a lui affidato.

L'assegnazione della casa familiare in sede di separazione/divorzio non significa assegnazione della proprietà, con mutamento della medesima: la proprietà rimane immutata, ma il godimento verrebbe precluso se il provvedimento va a vantaggio del coniuge non proprietario.

Tale eventuale provvedimento di assegnazione si verificherebbe non per premiare suo marito e/o incolpare lei, ma unicamente nell'interesse del figlio minorenne, in quanto l'interesse del figlio minorenne a continuare a vivere nella casa in cui è cresciuto risulta sempre l'interesse prevalente in ogni separazione.

Sul piano della proprietà pertanto può stare tranquilla. Ma laddove si verificassero le condizioni di cui sopra, potrebbe perderne il godimento diretto, finché dura l'affidamento del figlio minorenne a suo marito.

Cordialmente,

L'Avvocato Risponde — rubrica a cura di Roberto Visciola

Roberto Visciola

Roberto Visciola — Avvocato in Firenze, laureato col massimo dei voti e lode, socio fondatore dell'Unione nazionale avvocati per la mediazione, è autore di libri e pubblicazioni con importanti case editrici e riviste di settore, quali Cedam, Italia Oggi, Giustizia Civile, Gazzetta Notarile, Nuova Giuridica, Nuova Rassegna e Altalex. Svolge attività di consulenza e assistenza giudiziale e stragiudiziale principalmente nei settori del diritto amministrativo e civile, prediligendo i sistemi di ADR, quali mediazione e negoziazione assistita.

E-mail: robertovisciola@gmail.com