Se il Comune salva le Edicole: dischi in vinile e altra carne da macello

 Il Comune di Firenze ha deciso di aiutare il settore in crisi concedendo servizi ai cittadini e sconti fiscali


La notizia ha aperto un dibattito a Firenze, soprattutto in rete dove le edicole sembrano relegate nella nicchia degli amarcord. La contemporaneità avrebbe effettuato una selezione in parte irreversibile causando chiusure aziendali più o meno importanti, esempi calzanti sono quelli delle attività estinte sotto la bandiera del progresso tecnologico. 
E' giusto aiutare una categoria secondo il modello proposto dall'amministrazione fiorentina?

Non dispiacerebbe l'idea di dare in concessione servizi anagrafici, decentrando quel servizio che negli anni ha subito una rimodulazione a fisarmonica, prima accentrata, poi decentrata, poi razionalizzata.
 Certificazioni anagrafiche cartacee utili quanto desuete e combattute, specie da parte di una politica che negli ultimi tempi ha sottolineato a più riprese la necessità di alleggerire la burocrazia creando un termine entrato nell'immaginario collettivo come la medicina universale la "semplificazione". Per raggiungerla sono nati prima il Chip elettronico con lettore di schede per PC, poi il Pin unico dei servizi unitamente a corsi di formazione per anziani affinché potessero anche i non millennials collegarsi alla rete ed usufruire dei servizi digitali che "risparmiano la carta ed aiutano l'ambiente".
A quanto pare solo un miraggio, se la concessione di rilasciare certificazioni in carta bollata diventa una ciambella di salvataggio per una intera categoria.

Pietro Moretti, vicepresidente Aduc, interviene sull'argomento: "Non dubitiamo che il settore sia in crisi: da una parte sempre meno persone acquistano giornali cartacei; la timida liberalizzazione che concede la vendita dei giornali anche ad altri esercizi commerciali come i supermarket; infine c'è Internet, che ha rivoluzionato - nel bene e nel male - il modo di informarsi e fare informazione.
Ma è davvero opportuno utilizzare soldi pubblici per salvare gli edicolanti? Non è proprio un settore strategico per la collettività, come magari potrebbero esserlo farmacie o trasporti pubblici".

Aduc punta il dito su una scelta che appare impari ed anacronistica non lesinando in sarcasmo: "Ci si chiede su quale base si decide di salvare le edicole dalla modernità e non anche i negozi di dischi che, con l'avvento di Internet e delle nuove tecnologie, sono ormai sull'orlo dell'estinzione. Concediamo loro i servizi alla strada? E se la dieta vegetariana continuerà ad essere sempre più popolare, perché non dare ai macellai la qualifica di ufficiali di stato civile? Comprendiamo l'urlo di disperazione degli edicolanti, ai quali facciamo i nostri migliori auguri. Ma un'Amministrazione comunale dovrebbe aiutare le persone e le famiglie in difficoltà, magari sostenendole nella formazione e nella ricerca di una nuova occupazione; di certo, non dovrebbe utilizzare soldi pubblici per tenere arbitrariamente in vita questa o quella corporazione che le nuove tecnologie e i consumatori stanno bocciando".

Firenze tenta una operazione anacronistica che rischia di non essere compresa dalla maggioranza della popolazione?

Redazione Nove da Firenze