Scuola troppo cara, meglio risparmiare: istruzione sottovalutata?

Nella lista della spesa ci sarebbero voci più care che in passato: sottovalutiamo le spese scolastiche?


 Le famiglie avrebbero a disposizione tutti gli strumenti per poter risparmiare anche rivolgendosi alle cartolibrerie tradizionali. I librai e cartolibrai di Confcommercio non ci stanno e si ribellano al taglio allarmistico e parziale di alcuni servizi comparsi sui media, a pochi giorni dall'avvio del nuovo anno scolastico.
Ma le voci da spuntare sulla lista della spesa sarebbero aumentate di valore, questa la sottolineatura critica che accompagna la scolarizzazione di nuova generazione. All'astuccio con le matite colorate si sono sostituiti i touch screen sempre più ampi e le memorie sempre più capienti.

Ha ancora senso fare la fila in strada per aggiudicarsi un voluminoso libro da trascinare in un trolley? 
Come tradizione si parla in queste ore delle lunghe file davanti ai negozi di libri usati, quelli che hanno retto al contraccolpo della crisi ma ancor prima al fenomeno - più volte segnalato ma solo a settembre - delle 'nuove edizioni' che hanno messo in crisi il passaggio dei testi tra studenti.
Si parla anche dei costi nuovi di copertina e dei prezzi applicati su zaini, quaderni e cancelleria così come sui prodotti da laboratorio tecnico ed artistico.

"Ogni anno è la stessa storia - esclama il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni - Si trasmette l'idea sbagliata non tanto che studiare sia un lusso, il che quando non si parla di scuola dell'obbligo può essere purtroppo vero per una fascia di popolazione, ma piuttosto che i soldi spesi dalle famiglie per l'istruzione dei figli siano tout court sprecati. Con il risultato che per qualcuno, in effetti, vale più spendere centinaia di euro per uno smartphone nuovo piuttosto che per la scuola. Invece le spese per la formazione dovrebbero essere considerate necessarie come quelle per gli alimenti o per la salute". Solo una questione di priorità?

Già ma la scuola di oggi, può esimersi dall'innovazione tecnologica? Quanto è importante che i ragazzi siano connessi attraverso dispositivi di ultima generazione e quanto che abbiano a casa come a scuola una connettività illimitata?
Se per l'edificio scolastico una WiFi Free può essere un valore aggiunto fornito dall'istituzione pubblica, per quanto riguarda l'uso personale ed i compiti a casa deve provvedere la famiglia.
Basta un quaderno per preparare i professionisti del futuro? Allora servono soldi.

Confcommercio apre la ferita dell'ignoranza. "Questo è purtroppo il male di cui soffre il nostro Paese - prosegue Marinoni - ci si lamenta dei soldi spesi per la formazione, a scuola come nelle imprese, e non si pensa invece a quanto ci costa tutti i giorni l'ignoranza in termini di inefficienza e ritardi nello sviluppo, a livello economico come politico e sociale". Il progresso costa.

"E' legittimo per le famiglie cercare di ottimizzare le spese e risparmiare. E lo possono fare anche rivolgendosi alle piccole imprese della distribuzione libraria tradizionale, dove il rapporto di fiducia fra cliente e negoziante è da sempre la migliore garanzia di risparmio. Basta pensare ai pagamenti dilazionati dei libri di testo, senza alcun onere in più. Per quanto riguarda poi la cancelleria e tutto il corredo scolastico, il mercato offre tante opportunità di spesa, scegliendo fra brand noti, ovviamente più costosi, e quelli di prezzo più contenuto. L'importante per gli esercenti è garantire sempre una qualità minima e necessaria nella selezione dei prodotti in vendita" conclude il direttore regionale di Confcommercio.

Ma è veramente così? C'è ancora chi si affida al venditore di vicinato? I piccoli imprenditori riescono a 'strappare' occasioni paragonabili alla grande distribuzione?
Le nuove generazioni possono accontentarsi di una "qualità minima" ovvero di una standardizzazione dei prodotti pensati per la scuola?
E le tendenze, la moda, la funzionalità, la competitività tra ragazzi oltre all'immancabile rischio di apparire "diversi" in un contesto sociale in cui tutto è scusabile per ingenuità manifesta?
A chi spetta educare gli studenti ad una spesa consapevole per affrontare i propri studi fin dalla tenera età?

Antonio Lenoci