Scontri alla manifestazione per il No alle politiche del Governo Renzi

Alcuni poliziotti rimasti feriti in Piazza San Marco. Uil Toscana: “No ad atti di violenza, solidarietà a forze dell’ordine e cittadini”. Alternativa Libera: “Gestione ordine pubblico fallimentare, grave attacco alle libertà democratiche”


Più di 500 manifestanti ieri a Firenze si sono raccolti in piazza San Marco per esprimere dissenso al referendum nonostante il divieto imposto dalla Questura, che aveva cercato di impedire che un corteo di oppositori marciasse contro i rappresentanti del governo presenti all'evento della stazione Leopolda a sostegno della riforma costituzionale. Gli antagonisti avevano detto che non avrebbero accettato il divieto di manifestare imposto dalla Questura, che non sarebbero rimasti confinati in piazza San Marco, ma che avrebbero tentato di raggiungere la Leopolda, per disturbare Renzi e la chermesse del Partito Democratico. I manifestanti infatti hanno preso il controllo di piazza San Marco e il tentativo della polizia di impedirglielo ha provocato la loro risposta violenta. La reazione della polizia ha fermato il corteo verso la Leopolda, ma i danni a cose sono stati ingenti. Cariche, lacrimogeni, fermi sono state le scene offerte in pasto attraverso i mezzi di comunicazione a tutto il paese.

“Ancora una volta siamo costretti a registrare violenze inaccettabili controOperatori delle Forze dell’Ordine impegnati nei servizi di sicurezza. A Firenze diversi nostri colleghi sono stati massacrati di botte dai cosiddetti antagonisti, che altro non sono che delinquenti che scendono in piazza con l’obiettivo di fare del male a chi veste una divisa”. E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP - il Sindacato Indipendente di Polizia. “Episodi come quello di oggi non sono casuali, né episodici: c’è una precisa strategia di violenza contro le Forze dell’Ordine che viene condotta in maniera parallela all’attività politica e mediatica del Partito dell’Anti-Polizia. Ci sono politici e giornalisti che predicano l’odio alla luce del sole, e bande di delinquenti che lo mettono in pratica con il volto coperto da caschi e passamontagna e con la certezza di restare impuniti. Tutto ciò nel silenzio scandaloso di chi è sempre pronto a gridare allo scandalo quando si profila la pur minima possibilità di accusare un Agente di un errore nell’adempimento del dovere. Siamo solidali con i nostri colleghi rimasti feriti dai cosiddetti antagonisti, che predicano pace e tolleranza, ma nei fatti cercano soltanto il sangue di chi veste una divisa”.

"Il Questore di Firenze ha dimostrato oggi la sua inadeguatezza e ne deve trarre le conseguenze. Per 'salvaguardare' Piazza Duomo ed il quadrilatero turistico, tradizionalmente attraversati dal sempre dalle manifestazioni, ha scelto prima di non autorizzare alcun corteo e poi di caricare e di sparare lacrimogeni dentro un corteo pacifico. Finendo per disperdere e 'distribuire' i manifestanti in una zona amplissima della città, continuando a caricarli e moltiplicando così i momenti di tensione finendo per trasformare questo pomeriggio in un sabato pomeriggio di ordinaria follia. Altrettanto da irresponsabili le dichiarazioni rese da Renzi e Nardella a La Leopolda che hanno attaccano come 'ignobile' chi ha usato la violenza per manifestare il dissenso, nel tentativo di trasformare la propria incapacità in consenso. Non solo loro in Piazza San Marco non c'erano e non hanno visto i tanti cittadini che questo pomeriggio sono accorsi a manifestare indignati dal divieto di manifestazione imposto dal Questore ieri ma si sono guardati bene dal proporre una qualunque soluzione per garantire lo svolgimento del diritto democratico di manifestare un dissenso.E pensare che il Comune di Firenze aveva già predisposto le ordinanze per la mobilità relative ad un corteo che è stato poi vietato....Firenze non è ad uso proprietario di Renzi o di Nardella e del loro patetico tentativo di fare risalire il SI nei sondaggi.I fiorentini che si trovavano oggi in centro hanno visto molto bene quello che è successo ed anche chi si è assunto la responsabilità di spingere nella direzione di fare avvenire qualche scontro" commentano le esponenti di Sinistra Italiana Alessia Petraglia e Marisa Nicchi.

Nessuno è autorizzato a contravvenire le leggi e nessuno è autorizzato a usare violenza. Queste cose non sono accettabili e quindi esprimo una dura condanna verso una manifestazione, che come si può vedere dalle riprese, è stata di una forte violenza”. Così, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ai microfoni di Si può fare su Radio 24, sugli scontri a Firenze tra forze dell’ordine e gli antagonisti che hanno cercato di raggiungere la Leopolda con un corteo non autorizzato dalla questura per motivi di ordine pubblico. “Avrei concesso di andare sotto la Leopolda? Si può discutere delle decisioni della Questura, giuste o non giuste. In generale le manifestazioni di natura diversa è bene tenerle a distanza e questo lo capiscono tutti - continua il presidente Rossi -. Se c’è una richiesta di manifestazione in generale è giusto che si faccia svolgere, a Firenze una città che ha ospitato senza incidenti anche il Social Forum. E’ chiaro che una manifestazione che, come nelle richiesta iniziale, chiedeva di arrivare sotto la Leopolda significava creare una situazione di tensione e conflitto. Bisogna tenere conto anche dei cittadini che hanno diritto di muoversi liberamente”.

Sulla manifestazione e gli scontri a Firenze così Mario Razzanelli:  "Quanto successo oggi pomeriggio a Firenze é gravissimo. L' errore forse però è stato a monte quando si é deciso di vietare la manifestazione. Sarebbe utile perció conoscere i motivi che hanno portato la Questura a esprimersi in tal senso, tanto da blindare il perimetro della Leopolda, per non alimentare il sospetto che sia stato un ordine pregiudiziale, dunque politico. Una manifestazione del Si sarebbe stata ugualmente vietata?"

“Quanto successo oggi a Firenze non si può non condannare. La violenza non è mai la risposta, per questo esprimiamo massima solidarietà alle forze dell’ordine e a tutti i cittadini che hanno dovuto subire una guerriglia urbana indegna di un paese civile”. Queste le parole del segretario generale della Uil Toscana, Francesca Cantini, sugli scontri tra manifestanti e polizia durante il corteo che ha attraversato il centro della città. “Credo tuttavia - aggiunge Cantini - che sia stato un errore l’atteggiamento del premier Renzi che, vietando ogni manifestazione vicino alla Leopolda, ha di fatto alimentato la tensione. Ribadiamo con forza che la violenza è da condannare senza se e senza ma. Fermo restando che i cittadini si ascoltano, e tutti hanno il diritto di manifestare civilmente il dissenso. Soprattutto se si tratta di giovani, visto che il mondo che andiamo a progettare e a costruire sarà il loro mondo”

“Condanniamo ogni forma di violenza, ma la gestione dell'ordine pubblico fallimentare. Il ministro dell'Interno riferisca in Parlamento”. E' quanto chiedono i deputati Massimo Artini e Samuele Segoni che hanno presentato un'interrogazione sui quanto avvenuto a Firenze ieri pomeriggio. I due deputati insieme a Miriam Amato e agli altri consiglieri metropolitani di Alternativa Libera sottolineano: “E' necessario fare piena luce su quanto avvenuto durante il corteo ma anche sulle decisioni prese nelle ore precedenti quando alle persone è stato negato il diritto di manifestare”. “Gravi sono state le decisioni assunte e la successiva gestione dell'ordine pubblico, in un crescendo di tensione inspiegabile. In una città da sempre libera e democratica come Firenze non è stata autorizzata una manifestazione di protesta, in concomitanza di un evento di partito qual è la Leopolda. Si tratta di un grave precedente”.

COMITATO 21 MARZO

Redazione Nove da Firenze