Sciopero scolastico a Firenze: costi, privatizzazione e assunzioni

Scuole d'infanzia e nidi comunali si fermano per protestare contro il blocco delle assunzioni


Educatrici e maestre della scuola comunale in corteo, per ribadire il no alla volontà di continuare a privatizzare i servizi per l’infanzia.
Il blocco del turn over è stato derogato dall'ultimo decreto sugli Enti Locali consentendo la sostituzione del personale pensionabile, quindi "Assumere si può" lo slogan nel centro storico, ma "l’amministrazione continua a scegliere la strada della privatizzazione" e pertanto "Non ci fidiamo" scandiscono i partecipanti alla manifestazione.

Occorre ricordare che il tema è dibattuto, perché esiste una parte di popolazione, più o meno giovane, convinta che la privatizzazione segnerebbe una svolta nella professionalizzazione del personale assunto da società e cooperative impegnate nel fornire il servizio agli enti pubblici.
L'appalto del servizio ridurrebbe i costi, la gara al ribasso serve per questo, permettendo inoltre maggiore flessibilità grazie a personale predisposto all'interscambio ed alla turnazione.

Secondo la Cgil invece: "Appaltando i servizi, l'amministrazione comunale continua sulla strada del lavoro precario, con meno salario e tutele, creando anche un danno alla collettività perché i costi degli appalti sono superiori alla gestione diretta".

USB è contro le esternalizzazioni e si presenta al fianco dei manifestanti "Già 10 anni fa il sindaco Domenici inaugurava la nuova biblioteca delle Oblate e in quell'occasione il sindacato contestava la scelta dell'Amministrazione di esternalizzare i servizi bibliotecari, servizi che fino ad allora erano svolti da personale assunto direttamente dal Comune".

Anche la Uil Fpl ha aderito "perché non si può barattare la qualità del servizio in nome di scelte politiche sbagliate", spiegano Flavio Gambini, responsabile enti Locali della Uil Fpl Toscana, e Osvaldo Annunziata, segretario aziendale Uil Fpl del Comune di Firenze.
Ma veramente la qualità del servizio viene meno? Per Gambini e Annunziata "Oggi si può e si deve assumere personale all'interno delle scuole e dei nidi comunali. Se non lo si fa è per un preciso disegno politico volto ad agevolare l'ingresso dei privati e sostenere la logica dell'appalto al ribasso. Per difendere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche dei bambini e dei loro genitori che si aspettano un servizio di eccellenza da asili e scuole comunali".

Paola Galgani segretaria generale della Cgil fiorentina e Alessandro Giorgetti segretario generale Fp Cgil Firenze “Lo sciopero è stato proclamato in seguito alla decisione del Comune di Firenze di appaltare un altro asilo nido, il Grillo Parlante, ed esternalizzare le attività educative e di ampliamento dell'offerta educativa di ulteriori tre scuole dell'infanzia: Cadorna, Capponi e Andrea del Sarto. Tutto questo in controtendenza rispetto alle novità legislative che, a differenza degli anni precedenti, consentono la possibilità di assumere nuovo personale in sostituzione dei pensionamenti così da mantenere i servizi pubblici, ed individuano attraverso la Riforma del sistema integrato 0/6 anni un percorso di potenziamento con l'obiettivo di includere gli asilo nido nei servizi scolasticiRibadiamo la nostra contrarietà alla politica di Palazzo Vecchio che va nella prospettiva di assegnare un ruolo residuale al servizio educativo e scolastico pubblico, che invece potrebbe essere una grande opportunità di investimento a sostegno della crescita demografica, dell'occupazione dei genitori e della creazione di buoni posti di lavoro. Invece, appaltando i servizi, l'amministrazione comunale continua sulla strada del lavoro precario, con meno salario e tutele, creando anche un danno alla collettività perché i costi degli appalti sono superiori alla gestione diretta. Tutto questo senza curarsi neanche dei tanti precari delle graduatorie dei concorsi pubblici, che da anni lavorano per il Comune di Firenze con contratti a tempo determinato e che ancora una volta vedranno sfumare un posto di lavoro stabile. Senza un progetto vero di sostenibilità della scuola dell'infanzia da una parte, e riducendo sempre più la gestione pubblica del servizio 0/3 dall'altra, persegue nella politica a sostegno all'iniziativa privata indirizzando le risorse in quella direzione. Mentre servirebbe ampliare il servizio per rispondere alla domanda delle famiglie".

Antonio Lenoci