Scelta Vaccinale: iI 6 maggio manifestazione a Firenze

Ma 1.163 medici di famiglia invitano alla vaccinazione. L’assessore regionale alla Sanità Saccardi ha risposto in aula a due interrogazioni, di Fratelli d’Italia e Lega nord, sull’errore di Estar nell’ordine di medicinali. A Careggi primo prelievo multiorgano a cuore fermo in Italia


Firenze- A Firenze, il 6 maggio 2017 i comitati di cittadini scenderanno in piazza per ribadire ancora una volta il loro No all'obbligo vaccinale. Alle ore 15:00 ritrovo in Piazza S.Lorenzo; poi il corteo si sposterà verso piazza del Duomo. Contro i provvedimenti di esclusione dei bambini da nidi e materne e contro la radiazione dall'Ordine dei Medici di Treviso di Roberto Gava.

Un nuova appello alla vaccinazione questa volta da parte dei 1.163 Medici di Medicina Generale e della continuità assistenziale dell’Azienda USL Toscana centro che attraverso la totalità dei coordinatori delle Aggregazioni Funzionali Territoriali, AFT, scrivono una lettera agli operatori sanitari e ai cittadini per sottolineare l’importanza della pratica vaccinale. Nella lettera i medici esprimono, inoltre, parere favorevole circa la possibilità di rendere le vaccinazioni obbligatorie per l’iscrizione alle scuole materne e agli asili nido e chiedono alla Regione di valutare tale possibilità e opportunità anche per gli operatori sanitari.

Estar ha ordinato le confezioni di Sovaldi anziché ordinare le dosi. È stata aperta una trattativa con il fornitore, la Gilead, e i prodotti in eccedenza del farmaco per la cura dell’epatite C vengono resi senza alcun aggravio di spesa per il sistema sanitario. Questi in sintesi i punti salienti della risposta dell’assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi alle due interrogazioni: quella di Fratelli d’Italia in merito all’errore di Estar nell’ordine di medicinali e quella di Lega Nord, più generale sulla fornitura di medicinali alle Aziende sanitarie toscane. L’assessore ha spiegato che “da marzo 2017 Estar ha provveduto ad adottare una politica più prudenziale nell’approvigionamento di farmaci, passando da una modalità di gestione del prodotto ‘a scorta magazzino’ ad una gestione ‘a transito’, cioè di acquisto specifico sulla base di singole richieste legate ai piani terapeutici individuali”. “Nel caso specifico – ha aggiunto Saccardi – nella fase di passaggio ‘da gestione a scorta a gestione a transito’, per cause in fase di accertamento non sono state accordate sul sistema informativo le necessarie modifiche alle unità di misura delle richieste di ordine, determinando una difformità tra ordini al fornitore e fabbisogno effettivo”. Saccardi ha aggiunto: “Sono state ordinate confezioni invece di dosi”, “ci sono stati comportamenti difformi rispetto alle procedure” e “carenze nel controllo”. “Su questo – ha detto – sono in corso le opportune verifiche per l’avvio di eventuali contestazioni”.

Alla richiesta di Giovanni Donzelli (FdI), su come si intenda intervenire affinché non siano stati spesi inutilmente 7milioni di euro di risorse pubbliche, Saccardi ha precisato che “i prodotti in eccedenza rispetto ai fabbisogni vengono resi al fornitore senza alcun aggravio di spesa per il sistema sanitario”. L’assessore ha aggiunto che “è stato modificato il sistema di allerta su situazioni anomale” ed “è stata aperta una trattativa con il produttore per discutere i termini per la risoluzione del problema”. Donzelli ha domandato inoltre precisazioni su come si sia potuto verificare quest’errore e su quali provvedimenti voglia prendere la Regione nei confronti di chi ha commesso questo sbaglio.

Manuel Vescovi, capogruppo di Lega nord ha chiesto conferma che non ci siano costi aggiuntivi per il servizio sanitario.

Un invito a riflettere sulle funzioni di Estar, sulle gare per le forniture del sistema sanitario e sulla spesa farmaceutica toscana è arrivato, invece dal capogruppo di Forza Italia Stefano Mugnai, che aveva ricevuto risposta scritta ad un’interrogazione sulla stessa materia.

E’ stato eseguito nei giorni scorsi al Trauma center dell’ospedale fiorentino di Careggi il primo prelievo multi organo in Italia da donatore a cuore fermo. “La procedura – spiega il dottor Adriano Peris direttore delle cure intensive per il trauma e i supporti extracorporei – è particolarmente complessa perché permette il prelievo, non solo degli organi addominali grazie al sistema ECMO che mantiene l’ossigenazione dei tessuti in assenza di battito cardiaco, ma anche dei polmoni con una tecnica di perfusione a bassa temperatura che ne consente la conservazione in previsione del trapianto". “Il donatore, nonostante il tempestivo intervento del 118, del Pronto Soccorso e dell'ECMO team di Careggi è deceduto per arresto cardiaco, successivamente - prosegue Peris - il Coordinamento locale donazione e trapianti ha gestito le procedure di prelievo degli organi con l’intervento di equipe chirurgiche dei centri di Firenze, Pisa e Siena”. “È l’undicesimo caso in cui viene attivata la procedura di donazione a cuore fermo a Careggi dall’ottobre del 2016 – conclude Peris - il terzo nel 2017. Questi interventi grazie alla generosità dei donatori e dei loro familiari, sono una conferma dell’efficienza del programma nazionale di donazione a cuore fermo avviato da circa due anni dal Centro Nazionale Trapianti (CNT) e dall’Organizzazione Toscana Trapianti (OTT) con il supporto della Regione presso l'Azienda ospedaliero - universitaria di Careggi”.

Redazione Nove da Firenze