Santa Croce: dal prodotto locale al disagio tipico fiorentino

Si avvicina l'ennesima polemica sull'uso della storica piazza per realizzare un evento


Dopo la vicenda che ha visto piazza Santa Maria Novella 'occupata' dalle mercanzie francesi e gli obelischi appena restaurati coperti dal Moulin Rouge, si avvicina il mercato tedesco di piazza Santa Croce. Piacerà?
Questione estetica, opportunità logistica, tipologia di evento, oppure è colpa dei prodotti esposti? Certo di tipicamente fiorentino sembra esserci poco sia nella baguette che nel wurstel. 
La preoccupazione degli 'amministrati' sarebbe che l'incertezza di Palazzo Vecchio nel darsi una linea che cambia come il vento l'ombrello di Mary Poppins, possa alla lunga stancare e creare un forte disagio psicosociale.
L'evento teatrale sì, però.. l'evento musicale no, ma.. il mercatino forse.. Arriveremo alla riunione condominiale di piazza in piazza?

Su Santa Maria Novella il sindaco Dario Nardella ha parlato di "Errore degli Uffici", non un mea culpa dunque che sembra aver creato un po' di malcontento in Palazzo Vecchio dove i tecnici e burocrati finiscono sempre per incassare il colpo. La piazza non andava concessa. Punto.
Nello stesso giorno, presentando la prossima apertura del Chiostro Grande della ex Scuola Marescialli e Brigadieri ora trasferita a Castello il primo cittadino dichiarava, a domanda diretta: "Su Santa Croce la questione è diversa.. se i residenti e chi ha interesse diretto è d'accordo allora l'evento si può fare. Anche i frati di Santa Croce si sono detti favorevoli al mercato natalizio".
Una dichiarazione soffocata sul momento da una prospettiva più ampia, il recupero di migliaia di metri quadrati, ma che adesso risuona.

Qual è la regola da applicare allora? Se lo chiedono i residenti del centro storico ed i fiorentini che avevano compreso una svolta netta e dichiarata per il Made in Florence, Tuscany, Italy più o meno handmade, ma molto sostenibile. Ed a chiederselo è anche l'Associazione dei consumatori di Firenze.

Ad anticipare lo stropicciamento di occhi ed il pizzicorino al naso è Vincenzo Donvito, presidente di ADUC che dichiara: "Apprendiamo dai media che il mercatino tedesco di Natale si terrà anche quest'anno a piazza Santa Croce. Un bell'appuntamento commerciale, anche se, nelle edizioni precedenti, i prezzi erano tutt'altro che popolari. Ricordiamo che per vari motivi l'amministrazione di Palazzo Vecchio ci aveva detto che l'edizione del 2013 (tre anni fa) sarebbe stata l'ultima a svolgersi sacrificando la bellezza di piazza Santa Croce, che è bella, maestosa e accattivante proprio perché è vuota e fa risplendere in tutta la sua magnificenza l'omonima chiesa dove riposano le “urne de' forti”. Ma il 2013 non fu l'ultimo anno. Nel 2014 ci fu detto che quell'edizione sarebbe stata l'ultimissima. E poi c'e' stata l'ulteriore ultimissima (un deficit di vocabolario?) del 2015. Ora siamo nel 2016 e non sappiamo, dopo l'ultimissima dell'ultimissima, quale sara' l'aggettivo temporale che sarà utilizzato".

La posizione di Donvito non è quella del residente che vuole dormire o del commerciante che non vuole ostacoli alle vetrine o concorrenza in strada e domanda: "Possibile che non esista uno spazio autorevole in citta' per una manifestazione del genere, senza degradare la piazza con la statua di Dante Alighieri? Sembra di no. Ovviamente non ci crediamo e non ci interessa sapere perché questo mercatino è ancora in piazza Santa Croce. Sappiamo solo che non ci dovrebbe essere, non perché a noi non piace o perché magari qualche eminente autorità storica e artistica ce lo ha fatto rilevare; no, non ci dovrebbe essere perchè fin dal 2013, con deroga nel 2014 e poi nel 2015, l'amministrazione di piazza della Signoria si era impegnata in merito.
Questo ci fa imbestialire facendoci diventare irriverenti, mordendoci la lingua per evitare il turpiloquio, ma alimentando il nostro indignato cervello perché cittadini e contribuenti di questa città, oltre che amanti del bello e dell'arte, veniamo maltrattanti e presi per i fondelli. Qualcuno a Palazzo Vecchio sta giocando sporco. E non ci sarà poi da stupirsi se gli amministrati, appena possono, cercano di fregare l'amministrazione inaffidabile".

Antonio Lenoci