San Salvi tra storia e degrado, ma c'è un progetto culturale

Tante le parole spese sino ad oggi per ipotizzare la San Salvi del futuro, oggi in Palazzo Vecchio la presentazione di un progetto nuovo


Si tratta di una proposta potenzialmente fattibile, questo l'elemento nuovo che fa sorridere oggi il presidente della Commissione Urbanistica, Leonardo Bieber.
Da tempo attento alla situazione in cui versano le strutture ed il parco di San Salvi, Bieber non ha mai abbandonato l'idea di aprire gli ex tetti rossi verso la città di Firenze offrendo all'interno un servizio socio-culturale.
Una finalità non certo scontata per un bene di proprietà dell'Azienda Sanitaria che avrebbe tutto l'interesse di sfruttare, ridimensionare o mettere a reddito. Non è un caso se oggi l'ex Teatro funge da Magazzino.

L'incontro tenutosi stamani in Commissione consiliare potrebbe essere il primo passo verso una riqualificazione a lungo attesa: il progetto presentato da chi vive ogni giorno dentro le mura, come le Cooperative ed Associazioni che vi hanno sede, punta infatti ad un recupero funzionale degli spazi mantenendone la funzione pubblica e caratterizzandoli culturalmente.
A differenza delle ipotesi sollevate in passato, che hanno visto i residenti mettersi di traverso, non vi sarebbe più lo sfruttamento degli spazi per una funzione meramente residenziale con relativo parcheggio di pertinenza.  
Adesso si pensa al Teatro e ad un Museo che potrebbe accogliere il vecchio archivio manicomiale oltre agli innumerevoli testi prodotti in materia di sanità mentale.

Leonardo Bieber spiega a Nove da Firenze che "Il progetto, commissionato dalle realtà che vivono San Salvi, guarda al recupero specifico dell'area a Nord, quella del Teatro per intendersi e fino alla piazza centrale contornata dai camminamenti: prevede la realizzazione di una piazza con funzione mercatale direttamente collegata con un percorso pedonale a via del Mezzetta, la nuova Biblioteca Chiarugi di 2.500 mq, il restauro del cinema Teatro da 250 posti e il Museo della Tinaia, una cavea esterna per spettacoli all’aperto con caffetteria-ristorante e sala esposizioni ed un parcheggio per 250 posti auto. Guardare solo ad una parte dell'area, che poi risulta essere quella più degradata, rende questo progetto molto concreto e c'è anche una previsione di spesa che sarebbe di 10 milioni di EuroAd oggi esiste già un piano su San Salvi (2017-2020) e dobbiamo adesso capire se il progetto può trovare fattibilità urbanistica e sostenibilità economica e finanziaria da parte della Asl. Il bello e buono di questo progetto è sviluppare un recupero che non entra in contrasto e non tocca le strutture che oggi hanno una loro funzione. Potremmo veramente restituire alla città una delle aree più belle che presenta ad oggi innegabili difficoltà".

Secondo il presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi, che stamani ha partecipato alla seduta della commissione, “Si tratta di un progetto concreto, che se verrà realizzato contribuirà a risolvere i problemi che affliggono l’area. Il Quartiere e il Comune ci credono, quindi lavoriamo al fianco dell’ASL per realizzarlo”.

L'ex città manicomio, più volte in odore di dismissione, sopravvive all'ombra di un capoluogo toscano che sta cambiando ed è costretta a misurarsi con i segni del tempo; alcune aree e manufatti presentano precarie condizioni di manutenzione e non è escluso che a breve possano essere interessate da quei transennamenti che sarebbe bene scongiurare.

Anche Claudio Ascoli, leader dei Chille de la Balanza, l'Associazione teatrale che conserva la memoria storica del luogo attraverso le note Passeggiate notturne tra terrazzi, stanzoni e camminamenti sopraelevati, ha più volte sollecitato l'interessamento della ASL locale che detiene la proprietà dell'area, ma anche del Comune che sostiene le iniziative culturali svolte all'interno del parco.

Antonio Lenoci