Salute: ieri il compleanno del S.S. Annunziata

Nuovo chirurgo vascolare a Pistoia. Ospedale di Livorno: in Pediatria arrivano i DOGtori. I sindacati di categoria alla Regione: “Il tetto di spesa della Legge di stabilità sul personale non può essere una scusa; chiarire subito o stato di agitazione”. Nursind Toscana annuncia la mobilitazione degli infermieri. Piano sanitario e sociale integrato: approvata risoluzione del Pd. Sulla nomina Monica Calamai le interrogazioni di Quartini e Donzelli


Firenze – Presente ieri mattina al compleanno del Santa Maria Annunziata, conosciuto anche come Osma, l'assessore regionale al diritto alla salute che ha sottolineato che per l'ospedale di Ponte a Niccheri l'anniversario rappresenta un "tagliando" importante per la struttura che festeggia i suoi 50 anni di vita ma anche una nuova ripartenza con un piano di ammodernamento da 36 milioni di euro. L'ospedale, ha aggiunto l'assessore, non è punto di riferimento solo per l'area del Chianti ma per gran parte dell'area fiorentina e per l'intera area vasta in quanto esprime grandi eccellenze. La riforma sanitaria regionale, infatti, ha ribadito l'assessore, va nella direzione di costruire un sistema in cui ogni presidio abbia la sua vocazione specifica al servizio del territorio ma anche nell'ambito di una rete più vasta. Ai festeggiamenti per i 50 anni, quando il 24 marzo 1968, l'allora ministro alla sanità Luigi Mariotti e il Vescovo di Firenze muravano insieme la prima pietra, ha partecipato anche il direttore generale dell'Azienda AUSL Toscana Centro, insieme ai rappresentanti istituzionali dei Comuni del Chianti, della Val di Sieve e del Valdarno, del Comune di Firenze, oltre ad altri amministratori locali e consiglieri regionali. Per il direttore generale cinquant'anni sono un periodo ricchissimo di evoluzione tecnologica e organizzativa che Osma ha affrontato con coraggio. Ora, ha aggiunto, l'ospedale è in progress e grazie all'impegno di tutti i professionisti sta acquisendo e potenzierà ancora le sue specializzazioni per dare risposte al territorio ma anche ai cittadini nell'ambito di una rete ospedaliera più vasta quale è quella della ASL Toscana centro. A ripercorrere la storia e le origini del presidio, è intervenuto il primo direttore sanitario, il professor Sandro Boccadoro mentre l’attuale direttore sanitario dell’ospedale del Santa Maria Annunziata, Lucilla Di Renzo, ha illustrato il progetto di ristrutturazione e riqualificazione. Tra le autorità presenti anche il direttore sanitario della AUSL Toscana Centro, numerosi direttori dei dipartimenti e delle aree aziendali e il presidente Associazione Onlus Santa Maria Annunziata, Beniamino Deidda. Il sindaco del comune di Bagno a Ripoli ha ricordato che in questi cinquant'anni l'ospedale è cresciuto e si è evoluto insieme alla comunità fino a diventare un punto di riferimento di altissima qualità per la salute di tutta l'area metropolitana di Firenze e l'intera regione. Accanto ai talenti e alle professionalità d'eccellenza che ogni giorno accolgono centinaia di persone con competenza e umanità, l'Ospedale sta potenziando la sua struttura, rendendola più efficiente, moderna e all'avanguardia. Il sindaco è tornato poi sulla recente inaugurazione della nuova sala di emodinamica e a quella, da qui a breve, della nuova risonanza magnetica, sui lavori del nuovo Dea, del nuovo ingresso e dell'accessibilità che procedono a ritmo serrato. Interventi che, per il sindaco, sono un chiaro attestato di come sia l'Usl Toscana Centro che la Regione abbiano deciso di puntare con forza sul potenziamento di questo ospedale, tra i più importanti e qualificati dell'intera Toscana.

"Un ospedale proiettato nel futuro ha commentato il direttore sanitario del Santa Maria Annunziata, Lucilla Di Renzo - "Ricordo che l'ospedale ha ricevuto il riconoscimento di “Ospedale amico del Bambino” e dal 2013 anche due “bollini rosa” dall’Osservatorio Nazionale di Salute della Donna ed è Centro di riferimento regionale per il melanoma e sede del Melanoma and Skin Cancer Unit di area vasta. Il presidio ha una forte vocazione nella cura della patologia tumorale, con lo sviluppo sempre più strutturato delle attività di senologia e la realizzazione e della Breast Unit aziendale ed è sede del dipartimento oncologico aziendale. Nella struttura ospedaliera sono presenti attività a valenza aziendale come malattie infettive e radioterapia, ed è riferimento per altri ospedali aziendali dell’area fiorentina in caso di patologia nefrologica ed urologica ed è presente anche un importante servizio di broncologia ed endoscopia bronchiale".

Pierfrancesco Frosini è il nuovo direttore della chirurgia vascolare degli ospedali San Jacopo e S.S Cosma e Damiano. Pistoiese di nascita e residente a Serravalle, il chirurgo ritorna nella sua città dopo aver maturato un’esperienza notevole nell’area fiorentina dove ha svolto oltre 6000 interventi di cui oltre 3700 come primo operatore, abbracciando tutte le tipologie di chirurgia vascolare maggiore e minore. Frosini si è specializzato in chirurgia vascolare con i professori Domenico Bertini e Carlo Pratesi e, dopo aver svolto alcune esperienze di medicina generale, è diventato dirigente medico ospedaliero di chirurgia vascolare svolgendo per un anno l’attività nell’ospedale pistoiese. Successivamente va al San Giovanni di Dio di Firenze dove vi rimane per diciassette anni sotto la guida prima del dottor Mario Cecchi e in seguito del dottor Stefano Michelagnoli, ora direttore del dipartimento chirurgico dell’Azienda USL Tc, di cui è stato vicedirettore. In questi primi tre mesi di attività Frosini, insieme ai chirurghi vascolari i dottori Alfredo Sabato, Giovanni Arcangeli e Giovanni Pascale, ha sostenuto pienamente l’interscambio con le équipe dei professionisti degli altri ospedali dell’Azienda, promosso da Michelagnoli, rafforzando anche il rapporto di collaborazione con altre discipline in particolare con la cardiologia interventistica (diretta dal dottor Marco Comeglio) per quanto riguarda il trattamento delle arteriopatie periferiche, con la diabetologia (diretta dal dottor Roberto Anichini) per la cura del piede diabetico e con la nefrologia (diretta dal dottor Alessandro Capitanini) per la preparazione degli accessi vascolari nei pazienti in trattamento dialitico; procedura che prima veniva effettuata in altri centri ospedalieri.

Diana e Kobe, due splendidi cagnoloni della scuola cinofila Human Dog, hanno cominciato questo pomeriggio il loro servizio di pet therapy rivolto ai piccoli degenti nel reparto di Pediatria dell’ospedale di Livorno. Il progetto è reso possibile grazie alla sponsorizzazione della Farmacia Farneti, di Regalgioca, di Atommyco e Ita20.

"Sanità Toscana elogiata e in vetta alle classifiche nazionali dei benchmark qualitativi. Una bella immagine, che per gli operatori del servizio sanitario pubblico si scontra però con un peggioramento progressivo delle condizioni di lavoro -si legge in un documento di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl- E’ pur vero che la Legge di Stabilità 2018 conferma il tetto di spesa per il personale del Servizio Sanitario Nazionale nel limite della spesa del 2004 meno l’1,3%, ma è inaccettabile che la Regione scarichi questa situazione, ancora una volta, sul personale del comparto che peraltro già oggi lavora in condizioni di grande difficoltà mentre, anche nella nostra regione, fioccano le consulenze ed esplode la spesa per il lavoro interinale.Così non si va da nessuna parte. Aumenta il rischio clinico nei reparti e il personale è esasperato. A questo si aggiunga che la spesa farmaceutica, lungi dall’essere diminuita, appare sempre più fuori controllo.Intanto si chiamano a livello aziendale i sindacati e si paventano pre-dissesti. Noi vorremmo sapere piuttosto, con esattezza e con numeri certificati, di quanto è cresciuta la spesa a vantaggio delle case farmaceutiche. E’ possibile che da anni si continui a far crescere queste voci di spesa mentre il personale, con un blocco degli stipendi da 8 anni, debba ancora una volta essere chiamato a pagare il conto ?Noi vorremmo sapere con esattezza come si spendono le risorse per il personale. Pretendiamo che si investa per assumere dove ce n’è bisogno, ovvero sugli operatori che, in prima linea, garantiscono il funzionamento dei servizi ai cittadini, cominciando dal mantenere gli impegni sulla stabilizzazione del personale precario che, in questi anni, ha dato un contributo importantissimo al sistema sanitario toscano. Questo ed altro noi vorremmo sapere dalla giunta regionale e dall’assessore competente.In assenza di una rapida riapertura del tavolo e risposta su questi temi ci vedremo costretti, nostro malgrado, ad aprire lo stato di agitazione ed una mobilitazione forte su un tema così delicato e che da troppo tempo continua ad essere sottovalutato".

“Dopo 10 anni di stallo il contratto nazionale del comparto sanità resta in lista d’attesa, ostaggio del braccio di ferro tra Regioni e Governo. Siamo al limite: andiamo verso la mobilitazione del personale”. A preannunciare lo sciopero è Giampaolo Giannoni, responsabile del sindacato autonomo degli infermieri Nursind per la Toscana. “Negli scorsi giorni – sottolinea Giannoni - sono stati fatti importanti passi avanti per il rinnovo del contratto nazionale della funzione pubblica, ma sul fronte sanità il blocco resta: il Governo chiede a Regioni ed Enti locali di finanziare gli aumenti contrattuali con i propri bilanci, tutt’altro che rosei. La stessa Regione Toscana ha chiesto alle Asl di rientrare sulla spesa farmaceutica, sottraendo risorse fondamentali per l’adeguamento di stipendi e indennità”. “Eppure – accusa il responsabile Nursind Toscana – sotto il profilo delle responsabilità professionale gli infermieri sono stati equiparati ai medici, con la legge 24/2017 e il relativo obbligo a proprie spese di copertura assicurativa e la legge di riordino delle professioni sanitarie cd. Ddl Lorenzin. Per contro la legge di bilancio 2018 non ha provveduto a finanziare la retribuzione individuale di anzianità, come avvenuto invece per la dirigenza medica e resta irrisolta la questione dell’ex indennità infermieristica”. “L’impianto contrattuale proposto – prosegue Giannoni – non valorizza in nessun modo la professione dell’infermiere, su cui continua a pesare l’aumento delle cronicità, dei pazienti non autosufficienti, l’apertura dei servizi sanitari nelle 24 ore e il taglio continuo delle dotazioni organiche. In questa situazione diventa sempre più difficile garantire i livelli assistenziali”. “Riusciamo a malapena a garantire il turnover, lavorando sempre in condizioni di emergenza e senza poter veder decollare nuovi servizi come le cure intermedie. A fronte di ciò abbiamo anzi ricevuto l’inaccettabile richiesta di derogare alla normativa europea sull’orario di lavoro per sospendere i riposi obbligatori. In queste condizioni – conclude Giampaolo Giannoni – diventa difficile anche pensare di tornare al tavolo delle trattative”.

E’ stata approvata con voto favorevole a maggioranza una proposta di risoluzione, presentata dal gruppo Pd, collegata all’informativa della Giunta relativa al documento preliminare del Piano sanitario e sociale integrato regionale 2018-2020. La risoluzione condivide il contenuto dell’informativa con riferimento agli obiettivi previsti e agli interventi intrapresi, per lo sviluppo e il potenziamento dei servizi sanitari e socio-sanitari. Inoltre, impegna la Giunta ad operare scelte strategiche che permettano massima efficienza nell’impiego delle risorse, anche con riferimento all’assistenza farmaceutica; a valorizzare e implementare le reti cliniche regionali; a ridurre i tempi di attesa; a sostenere l’attività di prevenzione; a rafforzare in maniera omogenea l’accesso ai servizi, con particolare attenzione alle aree fragili; a mantenere alta l’attenzione sulle politiche per la disabilità; a portare avanti la formazione dei professionisti del sistema sanitario; a sostenere attivamente la genitorialità. Durante il dibattito sull’informativa, il consigliere Paolo Sarti ha affermato che si devono fare i conti con le criticità perché evidentemente qualcosa nella riforma sanitaria non ha funzionato, dato che ci sono lunghe liste di attesa e che ormai gli ospedali toscani rischiano di trasformarsi in enormi pronto soccorso perché non ci sono i servizi territoriali. Monica Pecori ha sottolineato che esistono ancora barriere tra ambiente e salute, e se non si risolve un problema non si risolve l’altro, e che si parla di fare rete quando ci sono ancora dischetti che non si interfacciano tra un ospedale e l’altro e zone, come l’Elba, che rimangono isolate con un po’ di maltempo. Stefano Scaramelli ha detto che esistono molti elementi positivi e che alcuni possono essere migliorati, nonostante il livello del servizio sanitario in Toscana sia alto. Si deve puntare ad annullare la diseguaglianza, sociale e di territorio, nell’accesso alle cure, mentre la parola prevenzione deve diventare uno dei cardini del piano. Secondo Andrea Quartini i toni autocelebrativi usati nell’informativa non corrispondono alla realtà, che è fatta di ticket fra i più cari d’Italia, di carenza di posti letto, di incapacità di gestione territoriale dell’assistenza, di zone disagiate, di pronto soccorso intasati, di carenza di personale medico e infermieristico. Serena Spinelli ha ribadito che è necessario parlare di salute, intesa come condizione di benessere psicofisico e sociale e non solo di sanità e di sociale. La persona deve stare al centro e tutti i percorsi di assistenza le devono ruotare intorno. Per Stefano Mugnai la sfida è fare un piano che dia indicazioni effettivamente realizzabili, altrimenti si tratta di un esercizio sterile; di tutto c’è bisogno fuori che di un altro libro di sogni. Paolo Bambagioni ha detto che in questa fase il Consiglio può dare il meglio di sé nel lavoro sul nuovo piano, che bisogna guardare il sistema dall’esterno per rendersi conto che, nonostante le pecche, funziona bene e che il governo deve fare di più per sostenere le famiglie, che sono una chiave di volta anche per l’organizzazione del sociale. L’assessore regionale alla Sanità, nella replica, ha ribadito che l’obiettivo è fare un documento che legge la realtà, dice quello che c’è da fare e prova a farlo e che non c’è alcuna celebrazione. Certo ci sono cose da migliorare, certo bisogna investire di più sulla sanità territoriale. Per l’assessore inoltre si deve lavorare sui tempi dell’accesso ai servizi, visto le criticità delle liste di attesa, mentre la scelta di graduare i ticket per fasce di reddito è stata una scelta di equità.

La selezione pubblica messa in atto per la scelta del direttore del settore Diritti di cittadinanza e coesione sociale della Regione Toscana è in ossequio a una consolidata prassi e risponde a criteri di trasparenza, ma non è vincolante. Il presidente della Regione può decidere liberamente e scegliere anche al di fuori della rosa delle candidature presentate. È l’assessora regionale alla salute a rispondere in Aula a due interrogazioni presentate, una da Andrea Quartini e l’altra da Giovanni Donzelli, sull’annuncio anticipato della nomina di Monica Calamai alla direzione regionale di quel settore. L’assessora cita il testo unico sull’organizzazione del personale: i direttori delle Direzioni di Giunta possono essere scelti oltre che tra i dirigenti regionali anche tra soggetti esterni, purché dotati di professionalità adeguata e purché abbiano svolto incarichi dirigenziali per almeno cinque anni in enti o aziende pubblici o privati. Il presidente ha piena facoltà di scegliere liberamente e non è tenuto a dare motivazione nel merito della sua decisione. Ogni considerazione manifestata legittimamente in itinere, anche pubblicamente, ha proseguito l’assessora, non è in alcun modo vincolante, né inficia la validità del procedimento. È lo stesso presidente della Regione a concludere la procedura, nominando il candidato più idoneo. Per il consigliere Andrea Quartini, che si è dichiarato assolutamente insoddisfatto, la risposta in Aula rende evidente un arrampicarsi sugli specchi. Il consigliere ha fatto riferimento all’avviso pubblico e alla domanda neppure presentata dalla Calamai. Ogni principio di trasparenza è saltato, ha affermato il consigliere, che ha definito inaccettabile tale modo di gestire la cosa pubblica e ha chiesto un gesto di umiltà al presidente della Regione, con il ritiro dell’attuale avviso e la pubblicazione di uno nuovo. Anche il consigliere Donzelli ha espresso in aula tutta l’insoddisfazione per una risposta che ha riguardato solo il primo dei tre quesiti posti con la sua interrogazione. In attesa di sapere se quanto fatto dalla Giunta in questo caso sia legale, ha sostenuto Donzelli, sicuramente si può già definire indecoroso, perché ha fatto perdere del tempo a coloro che hanno presentato la domanda. Meglio sarebbe stato, ha proseguito il consigliere, dire la verità, ammettere che l’informazione è scappata di mano e scusarsi. Invece si è scelto di sostenere una posizione poco rispettosa dei cittadini toscani. Poi, restano aperte le questioni poste dalle altre due domande, ha aggiunto Donzelli: sull’opportunità della scelta di nominare la Calamai, da escludere, secondo il consigliere, in considerazione della sua condotta come direttore generale dell’Unità ospedaliera di Careggi, in particolare nel caso Carini, e sulla persistenza della fiducia del presidente della Regione nei confronti del suo assessore alla sanità.

Redazione Nove da Firenze