Saccardi: "Sui servizi accessori la sanità integrativa in sinergia con il Servizio regionale"

Stamani l' Assessore della Regione Toscana al convegno "Nuovo Welfare il pilastro mutualistico”


“La sanità integrativa deve svilupparsi grazie a un privato di qualità che si interfaccia alle strutture pubbliche, pilastro insostituibile -ha detto Stefania Saccardi, Assessore della Regione Toscana al convegno "Nuovo Welfare il pilastro mutualistico” organizzato stamani da Confcooperative Toscana al Fuligno a Firenze- I sistemi procedurali e informatici devono potersi integrare per funzionare davvero in sinergia a soluzione delle concrete esigenze degli utenti”.

“In questa direzione la Regione potrebbe incentivare il ricorso alla sanità integrativa con sgravi fiscali, tipo abbattimento dell’Irap?” si è domandata retoricamente Stefania Saccardi “Se ne può parlare, ma per parte mia la risposta è no. Al momento non ci sono risorse per incentivare il privato. E anche se le avessi non le destinerei come leva fiscale. Piuttosto intendiamo lavorare per facilitare l’accesso a risorse della UE, quali l’accesso al Fondo sociale europeo. Ma il grande apporto il settore pubblico lo può fornire facendo accedere gli aderenti alle mutue private alle strutture pubbliche esistenti”.

Dunque venendo in concreto al tema delle liste di attesa “Se un esame del sangue può costare in una struttura pubblica toscana sino a 120,00 euro e in una privata anche 90,00, se anche a parità di prezzo i tempi di attesa nel privato si azzerano -ha spiegato l’Assessore regionale alla Sanità- è evidente che già oggi una fascia di popolazione, quella che può permetterselo, è di fatto uscita dai sistemi pubblici. Trovare una sinergia su questi temi sarebbe sicuramente vantaggioso si per il pubblico che per il privato”.

Altro esempio quello del costo per i ricoveri. “Un posto letto occupato a Careggi ci costa 700,00 euro al giorno. E’ chiaro che se l’accesso integrato alla diagnostica privata può accorciare i tempi di ricovero, questa è una riduzione dei costi per il bilancio pubblico. I tempi sono maturi per partire con la sperimentazione su specifici ambiti, come gli Extra Lea (le prestazioni che il Servizio sanitario regionale non è tenuto a garantire) l’assitenza domiciliare, i ricoveri di sollievo, la non autosufficienza”.

“Ovvio che così non ho alcuna intenzione di costruire due sanità, una per ricchi e una per poveri -ha rassicurato l’esponente del PD toscano- ma sui servizi accessori, come i ricoveri in camera singola, si può lavorare, pur nel rispetto delle liste di attesa, ad esempio tornando ad offrire apposite strutture, con il recupero edile di padiglioni attualmente non utilizzati. Come la sanità integrativa potrebbe concorrere a rafforzare il mondo della prevenzione. So che c’è un tavolo nazionale su questi temi, ma la Toscana potrebbe fare da apri-pista”.

Il convegno di stamani era promosso da Confcooperative per approfondire il tema di previdenza e sanità integrativa, in sussidiarietà tra welfare pubblico, Mutue e assicurazioni. Con uno sguardo sul panorama internazionale alle coperture assicurative e mutualistiche. Il progetto mutualistico di Confcooperative al servizio dei territori, a esempio attraverso Cooperazione Salute e l’esperienza legata alle BCC si volge alle prospettive del welfare aziendale nel rapporto con i lavoratori.

Temi strategici per il Paese ma anche per un’organizzazione come Confcooperative che ha avviato dal 2014 un progetto mutualistico nazionale con la creazione della Mutua ‘Cooperazione Salute’ - ha dichiarato Claudia Fiaschi, Presidente di Confcooperative Toscana -. Siamo infatti convinti - ha continuato Fiaschi - che sia precisa responsabilità di un’Associazione di rappresentanza cooperativa moderna mettere in campo tutti i propri strumenti per contribuire ad innovare il welfare integrando il sistema sanitario pubblico e sviluppando un sistema di welfare aziendale che crei risposte concrete ai crescenti bisogni delle comunità e dei lavoratori in materia di assistenza sanitaria integrativa e conciliazione vita/lavoro.”

In Toscana ci sono 33.000 persone in ambito Confcooperative che si affidano a coperture mutualistiche (15.000 con copertura volontaria e 8000 obbligatoria delle BCC e 9000 con copertura contrattuale delle cooperative sociali e di lavoro).

Anche il sistema del Credito Cooperativo - ha affermato Matteo Spanò, Presidente della Federazione Toscana BCC -, d’intesa con Confcooperative, è in prima linea con le proprie Mutue e con il Comipa, per sviluppare un pilastro di welfare cooperativo, sul versante delle coperture volontarie, integrativo del SSR in grado di finalizzare al meglio le risorse già impiegate nella spesa privata.

”Nel pomeriggio l’incontro prosegue con tavoli tematici su prestazioni del pilastro mutualistico, politiche pubbliche per lo sviluppo e promozione del pilastro di welfare mutualistico regionale.

Nicola Novelli