Rubrica — Editoria Toscana

Sabato 24 febbraio, ore 17, presentazione del libro "Ekaterina"

Alla BiblioteCaNova Isolotto alla presenza dell'autrice


Sabato 24 febbraio, ore 17 BiblioteCaNova Isolotto, in Via Chiusi 4/3, a Firenze, presentazione del romanzo "Ekaterina. Una schiava russa nella Firenze dei Medici" di Marialuisa Bianchi, a cura del Prof.Andrea Bagni e alla presenza dell'autrice. Letture a cura del gruppo "A voce alta", Associazione "Lib(e)ramente -Pollicino per la BilioteCaNova Isolotto".
Sono passati 7 anni e "A voce alta " festeggia l'anniversario del suo primo evento con il ritorno di Marialuisa Bianchi. Attraverso la figura di una giovanissima ragazza russa, giunta come schiava nella Firenze rinascimentale, Marialuisa Bianchi ci fa percorrere la città nel fulgore della sua epoca d’oro, comunicandoci, con gli occhi di lei, lo stupore per la bellezza e l’arte profuse a piene mani su palazzi, piazze e lungarni, ma mostrandoci anche il lato oscuro e violento dell’epoca. Un Rinascimento degli ultimi e ancor più delle ultime, le più deboli, le donne e in particolare le schiave.Il fenomeno delle giovani sottratte alle famiglie, o da esse vendute e usate nelle case dei ricchi e potenti quali serve, badanti, balie, oggetti sessuali per i padroni, era diffuso nel Quattrocento, non solo a Firenze. Tuttavia è un fenomeno poco conosciuto, quasi rimosso da una storiografia fino ad alcuni decenni fa prevalente maschile. Tanto più che le voci delle persone emarginate, quelle della maggior parte delle donne e certo delle schiave, sono svanite, non consegnate alla scrittura, per questo spesso è la narrativa a incaricarsi di far risuonare nelle nostre emozioni quelle vite depredate e cancellate che ci richiamano a situazioni purtroppo ancora drammaticamente attuali. Ekaterina, il bel libro di Marialuisa, ci offre il personaggio femminile di una ragazza venduta, vessata, violata, ma che conserva una inesauribile vitalità, che impara a scrivere, che è curiosa di tutto e soprattutto che continua fino all’ultimo a lottare per la sua libertà.Medievalista di formazione, l’autrice ha lavorato su una documentazione accuratissima, dando vita a un romanzo illuminante sui luoghi e costumi dell’epoca, fin nei più piccoli e gustosi particolari. La lingua e la precisione dei riferimenti restituiscono il colore, i sapori, l’atmosfera del tempo. Ci sentiamo dentro la Firenze quattrocentesca, descritta nelle sue abitazioni e strade, dalle più lussuose a quelle più oscure e torbide, brulicanti di commercianti minuti, gaglioffi, servette e prostitute. Nella seconda parte la scena si amplia fino alla val Tiberina e a Siena, in un crescendo di avventure.

Redazione Nove da Firenze