Rossi vs Renzi, scintille e querele: a rischio la legislatura?

Giani: "Non penso che siano questi i temi che possano portare alla fine della legislatura"


(DIRE) Firenze, 30 nov. - L'avvocatura della Regione Toscana presentera' la prossima settimana la querela nei confronti del segretario nazionale del Partito democratico, Matteo Renzi, in merito alle affermazioni riportate da alcuni quotidiani in base alle quali l'ex presidente del Consiglio avrebbe accusato il governatore della Toscana, Enrico Rossi, di essere stato lui a volere che fosse l'imprenditore algerino Issad Rebrab a rilevare le acciaierie ex Lucchini di Piombino. Le frasi risalgono a due giorni fa, quando Renzi a Donoratico e' stato contestato da alcuni operai delle acciaierie di Piombino, delusi per il mancato rispetto degli impegni da parte di Rebrab. Rossi ha risposto annunciando subito la propria intenzione di procedere con una querela, ricordando come la selezione dell'imprenditore sia avvenuta in una gara pubblica indetta dal ministero dello Sviluppo Economico. La conferma arriva da fonti della presidenza della Regione.

 "Sia Renzi che Rossi sono persone che, ognuno nella rispettiva direzione, si sono fortemente impegnate su Piombino. Quindi, tutti e due vanno considerati con rispetto. Non penso che siano questi i temi che possano portare alla fine della legislatura". Lo spiega il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, rispondendo a una domanda dei giornalisti, a margine della seduta solenne per la Festa della Toscana. Nelle ultime ore ci sono state scintille, sulla scelta di Issad Rebrab per l'acquisto delle acciaierie ex Lucchini di Piombino, fra il segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi, e il governatore della Toscana, Enrico Rossi. Al punto da far immaginare che questa circostanza possa rappresentare un casus belli in grado di provocare la rottura fra Rossi e il Partito Democratico, e la relativa conclusione anticipata della legislatura. "Sulla possibilita' di offrire uno sviluppo della siderurgia a Piombino si sono impegnati a fondo entrambi- stempera i toni della polemica Giani-. Renzi si puo' essere lasciato andare a una battuta". Il riferimento e' al disconoscimento da parte del segretario dei dem del proprio gradimento nei confronti di Rebrab. Una esternazione che, secondo Giani, corrisponderebbe al comune sentire degli operai, "i quali chiedono a Renzi di avere un rapporto con il gruppo indiano Jindal"

Il presidente dell'assemblea toscana richiama direttamente la strada imboccata nel 2014, quando con una gara pubblica il ministero dello Sviluppo Economico arrivo' a individuare Cevital come il soggetto al quale affidare l'ex Lucchini. "Sappiamo che in quel momento, probabilmente, Renzi avrebbe preferito che quello di Jindal fosse il canale da perseguire- aggiunge-. È un fatto risaputo e notorio". Ad ogni modo, puntualizza Giani, "dobbiamo dare atto a Rossi di un grandissimo impegno". Il rilancio dell'acciaio a Piombino, "poi non si e' concretizzato perche' l'imprenditore algerino ha girato un po' nel manico. Sulla buona fede di Rossi e sul proprio impegno nessuno puo' dire nulla".

Redazione Nove da Firenze