Ricerca e sviluppo: approvate le graduatorie dei bandi

Ma imperversano i licenziamenti anche nell'industria digitale. Vertenze a Italiaonline, Dada e Register.it. I sindacati indicono lo sciopero a Nexive il 19 marzo


FIRENZE- Approvate con decreto dirigenziale, e pubblicate sull'edizione del Burt di oggi, le graduatorie dei due bandi aperti dalla Regione per aiutare grandi, micro, piccole e medie imprese e liberi professionisti a realizzare progetti di R&S coerenti con le strategie regionali e nazionali di Industria 4.0. Si tratta di due bandi cofinanziati dal Programma operativo regionale (Por) del Fondo europeo di sviluppo regionale 2014-2020 che hanno complessivamente messo a disposizione oltre 79 milioni di euro. I progetti ammessi al finanziamento sono stati in tutto 122 (su un totale di 244 domande presentate). Entrambe i bandi hanno dato attuazione all'Asse prioritario 1 "rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione", Azione 1.1.5 "Sostegno all'avanzamento tecnologico delle imprese attraverso il finanziamento di linee pilota e azioni di validazione precoce dei prodotti e di dimostrazione su larga scala" del Por Fesr Toscana 2014-2020. Inoltre prevedevano anche una riserva per i progetti MEDTECH, pari a 3 mln di euro (1,2 sul bando 1 e 1,8 sul bando 2), costituita per metà risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale e per metà con risorse del Fondo sanitario. L'attività istruttoria è stata realizzata in collaborazione con Sviluppo Toscana soggetto incaricato della gestione, controllo e pagamento.

“La Regione Toscana deve attivarsi per evitare le centinaia di esuberi e di trasferimenti annunciati da Italiaonline, ex Seat Pagine Gialle. L’azienda presenta tutti dati positivi, non ha difficoltà economiche, siamo di fronte all’ennesimo caso di massimizzazione dei profitti perseguita sulla pelle di chi lavora”. Lo affermano i consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, che hanno presentato una mozione approvata all'unanimità dal Consiglio regionale. “La Regione - continuano i consiglieri spiegando il contenuto dell’atto approvato - deve far sentire la sua voce, facendo il possibile perché, a cominciare dal tavolo al Mise previsto per il 20 marzo, la proprietà torni sui suoi passi. Il piano di licenziamenti deve essere ritirato e devono essere mantenuti i posti di lavoro nelle attuali sedi regionali. Su un totale di circa 400 esuberi, quelli previsti tra Pisa e Firenze riguarderebbero 60 dipendenti. I lavoratori di Italiaonline si ritrovano a dover fare i conti per la seconda volta, nel giro di soli due anni, con un piano pesante di licenziamenti simile a quello presentato dopo la fusione con Seat Pagine Gialle e il conseguente ingresso in borsa, quando furono decise 700 casse integrazioni“. “La ristrutturazione in corso - continuano Fattori e Sarti - non risponde ad alcuna reale necessità produttiva ma a ragioni squisitamente speculative finanziarie. La sola ossessione ormai è quella degli andamenti in borsa, dei dividendi, dell’aumento del valore delle azioni sui mercati finanziari. Un caso molto simile a quello di DADA, sul quale il Consiglio regionale ha approvato un altro atto da noi presentato. In questi anni si susseguono licenziamenti e ristrutturazioni che nulla hanno a che vedere con l’economia reale e con i conti delle aziende ma solo con la massimizzazione del valore per gli azionisti. La politica deve trovare strade per impedire che la logica speculativa sui mercati finanziari distrugga tessuto produttivo e lavoro”. “La possibile scomparsa di una così importante attività produttiva operante nel settore tecnologico avrebbe un impatto negativo sull’intero tessuto produttivo locale e costringerebbe lo Stato, nell’immediato, ad attivare gli ammortizzatori sociali. Il dramma è che a pagare sarebbero ancora una volta i lavoratori -concludono i Fattori e Sarti - con la perdita del loro posto”. L'intero Consiglio, approvando la mozione di Sì-Toscana a Sinistra, esprime la propria solidarietà a tutti i lavoratori e alle lavoratrici di Italiaonline e impegna la giunta a contrastare con ogni mezzo e in tutte le sedi il piano di licenziamenti.

La Regione Toscana dovrà star a fianco di Rsu e sindacati nella vertenza Dada, i cui vertici hanno annunciato 30 licenziamenti su un totale di 90 dipendenti della sede di Firenze, per contrastare qualsiasi ipotesi di dismissione e impedire i licenziamenti minacciati. E' quanto prevede una mozione presentata da Sì-Toscana a Sinistra e approvata all'unanimità in Consiglio regionale. “Siamo accanto ai lavoratori, cui va tutto il sostegno del Consiglio regionale”, commentano Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra. “E’ stupefacente la disinvoltura con cui la proprietà ha spiegato ai lavoratori che alla base dei tagli al personale vi è l'obiettivo di aumentare i già lauti profitti”, spiegano i consiglieri Fattori e Sarti. “Una 'marginalità' del 12% è troppo bassa, ha detto la proprietà ai suoi dipendenti al tavolo odierno in Confindustria, motivando così il piano di licenziamenti. L’obiettivo - continuano i consiglieri - sarebbe di arrivare al 20% di marginalità, inseguendo la concorrenza internazionale. E pensare che il Gruppo Dada, nel primo semestre del 2017, ha ottenuto un ricavo consolidato pari a 35 milioni di Euro, in crescita del 7% sullo stesso periodo del 2016”. “Così com’è utile ricordare che fra le controllate di Dada vi è Register.it, società italiana accreditata dall'Icann cui è affidata la gestione tecnica del Domain Names System a livello mondiale”. “L’aumento dei margini di profitto è in gran parte funzionale ai giochi sui mercati finanziari. Assistiamo a ristrutturazioni - continuano Fattori e Sarti - che non rispondono ad alcuna reale necessità produttiva ma a ragioni speculativo finanziarie e a future manovre sui mercati. La sola ossessione ormai è quella degli andamenti in borsa, dei dividendi, dell’aumento del valore delle azioni. Un caso molto simile a quello di Italiaonline, sul quale il Consiglio regionale ha oggi approvato un altro atto da noi presentato. In questi anni si susseguono, infatti, licenziamenti e ristrutturazioni che nulla hanno a che vedere con l’economia reale e con i cattivi conti delle aziende ma solo con la massimizzazione del valore per gli azionisti. La politica deve trovare strade per impedire che la logica speculativa dei mercati finanziari distrugga tessuto produttivo e lavoro”. “Abbiamo imboccato una strada senza uscita - continuano Fattori e Sarti - siamo passati da un periodo in cui le aziende rivendicavano il diritto a delocalizzare e a licenziare per sopravvivere a questa nuova fase in cui esplicitamente ammettono che l'obiettivo è aumentare i profitti e il valore di borsa, senza guardare in faccia a nessuno. E’ ovvio che occorrono soluzioni strutturali e che non saranno i mercati a fornirle spontaneamente ma semmai una nuova capacità d’indirizzo e regolazione da parte della politica”.

Sostegno è stato espresso, in sede di dichiarazione di voto, dalla capogruppo Mdp/Art.1 Serena Spinelli che ha sottoscritto l’atto. “Questo è l’ennesimo episodio che deve far riflettere su come viene considerato il lavoro. È doveroso mettere in campo tutte le armi che la Regione può spendere” ha detto la consigliera.

Il testo è stato sottoscritto anche dalla consigliera Pd Elisabetta Meucci: “Il nostro interesse prioritario è la difesa del lavoro e in particolare di realtà aziendali così radicate e in crescita” ha spiegato.

"La società Register.it-DADA ha aperto la procedura di messa in mobilità di 30 dipendenti su un totale di 100, senza alcuna ragione se non quella di rendere l'azienda più appetibile sul mercato e per fare maggiori profitti sulla pelle di chi lavora." - affermano la Consigliera comunale Donella Verdi insieme ai Consiglieri comunali Tommaso Grassi e Giacomo Trombi, del gruppo Firenze riparte a sinistra "Ad un question time presentato in aula dalla Consigliera Donella Verdi, l’assessore Gianassi riferisce di aver sentito i sindacati e fissato un incontro per il pomeriggio del 14 marzo, dopo l’incontro dei sindacati con l’azienda, sentirà anche la Regione Toscana per sentire se la dimensione della criticità fosse regionale con l'impegno di "relazionare sull'evoluzione della crisi e su ciò che l'Amministrazione comunale potrà fare." "La dirigenza ha venduto l’azienda a speculatori internazionali e in nome della riorganizzazione e della razionalizzazione e la prima cosa che fa taglia il personale. Un atto, questo, assolutamente ingiustificato perché Register.it-DADA è un’azienda in salute, che non attraversa nessuna crisi e con i conti economici in crescita."

"Solidarietà ai lavoratori di Dada, che hanno iniziato una mobilitazione per difendere i posti di lavoro". Lo ha detto Miriam Amato, consigliera di Potere al Popolo, che ha aggiunto: "E' importante capire l'ingiustizia di quanto stanno subendo: Dada è stata acquistata da un gruppo finanziario multinazionale, che ha deciso di tagliare un terzo del personale, qui a Firenze, senza ragione alcuna, ma l'azienda non è in crisi, anzi, va a gonfie vele, e per ragioni di ingegneria finanziaria preferisce tagliare. Perchè il mercato finanziario funziona così: se dimostri che sei in grado di "flessibilizzare" i costi, rendendo l'organizzazione del lavoro meno "rigida", le azioni si vendono meglio e i dividendi salgono, tutto sulla pelle dei lavoratori", conclude Amato.

Lunedì 19 marzo 2018 sarà sciopero per l’intera giornata per i lavoratori di Nexive di Firenze. L’azienda infatti nei giorni scorsi ha fatto recapitare il 31 gennaio scorso 9 lettere di licenziamento senza alcun confronto con i sindacati e senza che ci sia una reale necessità, considerato che recentemente ci sono state delle dimissioni volontarie che hanno ridotto l’organico.

“Siamo stupiti e rammaricati per il comportamento di Nexive - spiega il Segretario Generale della Uilposte Toscana Renzo Nardi - Abbiamo più volte proposto all’azienda soluzioni alternative per evitare il licenziamento. Nonostante gli sforzi dei sindacati, a cui si sono uniti quelli della Regione Toscana, Nexive si è dimostrata del tutto sorda alle nostre richieste. Per questo ci troviamo costretti a indire uno sciopero per la giornata del 19 marzo: non possiamo tollerare una prevaricazione dei diritti dei lavoratori di questa portata”.

“L’azienda non è in crisi – dice Sandro Vigiani, segretario Slp-Cisl Firenze Prato - e ci sono state recentemente delle uscite per dimissioni volontarie che hanno ridotto l’organico, tanto che oggi più che di esuberi dovremmo parlare di carenze di personale. Questi licenziamenti sono davvero incomprensibili. ”Invece Nexive, il 31 gennaio scorso, ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per nove lavoratori e vani sono stati finora i tentativi sindacali di modificare la decisione: “in tutti gli incontri - spiega Vigiani – ci siamo trovati di fronte un’azienda che non ha ascoltato minimamente le proposte che abbiamo avanzato, insistendo sui 9 licenziamenti. È iniziato anche il percorso in Regione, che si è concluso il 9 Marzo scorso con un verbale di mancato accordo. Una chiusura totale da parte dell’azienda, grave quanto immotivata. Per questo abbiamo deciso di avviare un percorso di protesta che inizia con lo sciopero di lunedì prossimo"

Redazione Nove da Firenze