Regione e piccoli comuni: non ci sono soldi per tutti

Dopo le province nuovi poteri, deleghe, stipendi e impegni per la Regione, ma cosa ne pensa chi amministra i piccoli comuni?


 "Negli ultimi cinque anni le competenze della Regione sono aumentate a seguito di leggi dello Stato. Noi stiamo semplicemente esercitando i poteri che ci sono stati attribuiti. Questo è il primo, fondamentale obbligo di chi ha una responsabilità politica" così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha replicato alle critiche di "centralismo" della Regione rispetto ai Comuni emerse durante l'assemblea regionale dell'Anci ed esposte dal Presidente Matteo Biffoni, Sindaco di Prato.

Rossi ha ricordato come a seguito della legge di decentramento, la cosiddetta ‘Del Rio', siano state attribuite alle Regioni le competenze delle Province in materia di formazione, agricoltura, caccia, pesca, assorbendo anche il personale (oltre 1.000 dipendenti) ad esse dedicato, di come siano diventate di competenza regionale la difesa del suolo, la viabilità regionale, e siano aumentate le responsabilità sull'ambiente, in quest'ultimo caso a seguito di una sentenza della Corte costituzionale. 

 Pierandrea Vanni vice Sindaco di Sorano e membro del direttivo Anci Toscana, commenta "Il presidente dell'Anci ha posto con pacatezza questioni vere e non si è svegliato una mattina e le ha tirate fuori. Sull'Ato unico per i rifiuti, per esempio, l'assessore Fratoni ha toccato con mano in più occasioni che cosa ne pensano i Comuni. Ho letto una sua dichiarazione nella quale chiede, rivolta ai Comuni, se l'attuale sistema funzioni. Rispondo: ma chi lo ha creato? La Regione o no? E comunque il rimedio che vene proposto, questa è la mia opinione, è peggiore del male".

Cosa intende il Presidente Anci quando parla di centralismo regionale? "Per la verità lo riconosce lo stesso presidente Rossi quando dice che la Regione riacquisendo poteri che aveva delegato e acquisendo quelli delle province è molto più forte di prima. Su questa base sta passando la scelta politica di centralizzare tutto e di più. Che questo porti ad efficienza e risparmi è da vedere. La tendenza ad allontanare i centri decisionali dai territori, che non riguarda certamente solo la Regione, per carità sempre in nome dell'efficienza e del risparmio, mi sembra destinata ad emarginare ancora di più le zone marginali e a non aiutare a risolvere i cattivi rapporti cittadini-potere".

Il Presidente Rossi rispondendo ha ricordato che la Regione dà ogni anno oltre 300 milioni di euro ai Comuni senza averne l'obbligo, cosa ne pensa? "Non dubito che la cifra sia quella, magari poteva essere ricordata con un pò di pacatezza. Al mio Comune, Sorano, da pochi anni, con una motivazione coerente con un provvedimento della giunta regionale ma che a mio avviso è stato applicato in modo burocratico, sono stati tolti i 25 mila euro l'anno previsti per i piccoli Comuni con situazioni di disagio sociale. Purtroppo il disagio c'è sempre. Ho visto che nel 2016 i beneficiari sono scesi ulteriormente a 50 e il finanziamento è stato dimezzato ed è pari a poco più di 13 mila euro. Posso dire che tagliare ai Comuni più piccoli e con chiarissime difficoltà non è stato proprio il massimo?"

Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? "Ripeto, il presidente di Anci ha posto, in un'ottica ampiamente condivisa, questioni reali. Non mi sembra che la prima risposta del presidente della giunta e degli assessori competenti possa far pensare, e sperare, in qualche riflessione vera sulla strada che si sta percorrendo. Ma se è vero che i Comuni hanno bisogno della Regione, e non solo per i famosi 300 milioni e oltre, è vero anche il contrario". 

Redazione Nove da Firenze