Referendum: il PD in Piazza della Signoria per la chiusura della campagna elettorale

Grassi (Frs-SI): “Renzi chiede e Nardella risponde”. L’assessore Gianassi “Grassi valuti pure, ma perde tempo. Atti legittimi e chiari”. Per Forza Italia questa mattina il Senatore Renato Schifani. Luca Lotti a Borgo per il Sì. Ignazio Marino alla Casa del Popolo


“Abbiamo letto la comunicazione della Giunta di come ha disposto autonomamente le regole per la campagna elettorale dopo che ha fatto di tutto perché non si trovasse un accordo fra le varie forze politiche. Come immaginavamo l’intenzione del PD è quella di chiudere la campagna elettorale in piazza Signoria, la piazza simbolo del potere politico, ma a parte questi riti scaramantici che non serviranno certo a fargli vincere il referendum – spiegano la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Comune Silvia Noferi ed il consigliere del Movimento 5 Stelle al Quartiere 2 Angelo Spensierato – questo comportamento sottolinea ancora una volta l’arroganza di chi pensa di sorvolare sulle regole democratiche e stravolgerle unicamente a proprio vantaggio. Noi del Movimento 5 Stelle siamo convinti che non sia questo il modo di rapportarsi con le forze di opposizione in un paese democratico, dove le regole che valgono per tutti dovrebbero essere scelte tutti insieme, a cominciare, non a caso dalle riforme costituzionali. Evidentemente – concludono la capogruppo del Movimento 5 Stelle Silvia Noferi ed il consigliere del Movimento 5 Stelle al Quartiere 2 Angelo Spensierato – questa è la differenza insanabile fra il nostro modo di pensare e il loro, ne vedremo i risultati il prossimo 4 dicembre”.

Per ribadire il loro No al Referendum di dicembre il Senatore Renato Schifani e il coordinatore provinciale Paolo Giovanniniil insieme al consigliere comunale di Forza Italia Mario Razzanelli si sono dati appuntamento a Firenze oggi in Piazza Signoria. Così Renato Schifani sintetizza le ragioni del partito contro la riforma costituzionale voluta dal Presidente del Consiglio: “E’ antidemocratica e confusionaria”. “Da un lato – spiega l'ex Presidente del Senato – si produce un accentramento del potere in capo all’ esecutivo e si depotenzia il Parlamento; dall’altro a dispetto dei titoli non ci si guadagna certo in semplificazione, tutt’altro. E’ una riforma confusa nei passaggi decisivi. E la confusione genera sempre complicazione. Ad esempio non si chiarisce cosa succede in caso di disaccordo tra Camera e nuovo Senato. Il Senato avrà il compito di recepire le direttive europee, quindi sarà chiamato a decidere su temi sensibili come l’immigrazione, alimentazione e sicurezza. Temi delicati sui quali si rischia la paralisi con l’Europa in quanto potranno determinarsi in Senato maggioranze variabili e anomalie diverse dall’indirizzo di Governo che non può porre la questione di fiducia su quel ramo di Parlamento. Se entrasse in vigore questa riforma abbinata all’Italicum chi vince potrà fare a meno del dibattito parlamentare: per la democrazia un pericolo non indifferente. Una pessima riforma- conclude Schifani- che invano il Premier tenta di camuffare con affermazioni roboanti che tradiscono solo la paura di una netta sconfitta".

“Non riduce la spesa e aumenta la burocrazia” così il coordinatore provinciale di Forza Italia Paolo Giovannini che motiva: “un risparmio di democrazia non è mai un risparmio: eliminare lo stipendio dei senatori non taglia necessariamente i costi. Le trasferte e la diaria di sindaci e consiglieri regionali andranno in qualche modo rimborsate. Non si può ragionevolmente ipotizzare una camera composta da deputati regolarmente retribuiti con tanto di benefit e un’altra che si autofinanzia. Per non parlare dei costi indiretti del personale che dovrà sostituire il sindaco in sua assenza. Una vera riforma sarebbe stata l’abolizione delle Regioni a Statuto Speciale”.

Per Mario Razzanelli: “Una costituzione deve essere il più possibile condivisa e nelle sue regole ci si deve riconoscere il popolo italiano. Non può essere approvata a colpi di maggioranza, ma deve essere il risultato di un lavoro comune. Non vedo poi- prosegue Razzanelli- come si possa immaginare che sindaci dei capoluoghi di Regione possano svolgere tre ruoli contemporaneamente e immaginare che lo facciano bene. Meglio sarebbe stato abolire del tutto il Senato oppure ridurre il numero sia dei deputati che dei senatori piuttosto che un compromesso che assomiglia molto alla finta riforma delle Province di cui ogni giorno di più si vedono gli effetti e le storture”. 

“Matteo Renzi ormai è abituato a voler chiudere tutte le campagne elettorali a Firenze, in Piazza Signoria, effettivamente a Palazzo Vecchio e ai fiorentini deve molto, avendo utilizzato la Città e il suo ruolo di sindaco per la sua carriera a Roma, ma rispetto al 2014 quando l'accordo tra i partiti permise una chiusura in regola quest'anno lo si sta facendo contro ogni regola e legge. Sul referendum il Presidente del Consiglio scommette così tanto da aver deciso che per riuscire ad avere un voto in più e così cambiare la Costituzione, è disposto fin da subito a cambiare le regole democratiche.
Il Pd e l'amministrazione ormai a Firenze - prosegue il capogruppo di Firenze Riparte a Sinistra-Sinistra Italiana Tommaso Grassi - somigliano molto al bambino che se perde a calcio porta via il pallone. Quindi se Renzi ha deciso di chiudere la campagna referendaria a Firenze: nonostante che sia mancato tra soggetti politici l'accordo per concedere le piazze, la Giunta del fido Nardella ha firmato ieri una delibera che concede la possibilità di usare Piazza Signoria negli ultimi 3 giorni di campagna elettorale. A chi? All'unico soggetto che finora ha dimostrato interesse, quel Pd di Renzi che può tutto governando la Città e che può aggirare ogni norma”. “Quello della Giunta è un provvedimento ad hoc, ritagliato per Renzi e per la sua chiusura in Piazza Signoria che non ha precedenti e che risulta, per noi, illegittimo e privo di basi giuridiche. Si parla di 'interesse pubblico' e di non voler discriminare la campagna elettorale quando sono gli stessi soggetti politici che non hanno trovato un accordo. Fa sorridere che chi dice a parole di volersi battere contro i privilegi della politica pensi a quanto sia discriminatorio non poter far usare le piazze per iniziative pubbliche solo durante le campagne elettorali, quando a chiederlo sono i propri leader nazionali, e non se ne accorga tutti i giorni quando associazioni e gruppi vorrebbero poter organizzare attività in centro storico dove è presente il divieto da parte dell’Amministrazione. Per questo valuteremo nelle prossime ore se denunciare gli uffici che hanno messo i pareri favorevoli e la Giunta per averla approvata, portando la vicenda davanti alle autorità competenti e persino se esistono gli estremi e sopratutto i tempi tecnici per ricorrere contro la delibera di fronte al TAR”. “Se qualcuno pensa di essere l'unico padrone della Città - conclude il capogruppo di Frs-SI Tommaso Grassi - di poter vincere utilizzando ogni mezzo, anche illegittimo, e che tutte e tutti la dovremo, in un modo o nell'altro, pensarla come chi comanda e assecondare il capo, sappia che in tanti non lo accetteranno mai”.

“Gli attacchi dei consiglieri Noferi e Grassi sono privi di fondamento”. È questa la replica dell’assessore Federico Gianassi alla dichiarazioni dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Silvia Noveri e di Firenze Riparte a Sinistra-Sinistra Italiana Tommaso Grassi in merito al nuovo disciplinare per l’utilizzo di aree pubbliche per le manifestazioni elettorali. “Il disciplinare fissa regole che valgono per tutti e che regolamentano l’utilizzo delle piazze per le iniziative in vista della chiusura della campagna referendaria, compresa piazza Signoria – continua l’assessore Gianassi –. Non si può certo dire che a Firenze vengono osteggiate le iniziative delle forze politiche schierate per il No al referendum, come testimoniano quella promossa da Salvini in piazza Santa Croce e le altre che ci sono state e ci saranno anche per il No". Nello specifico degli attacchi del consigliere di Firenze Riparte a Sinistra-Sinistra Italiana, l’assessore Gianassi ribadisce: “Grassi valuti pure, ma perde tempo. Gli atti sono legittimi e chiari”.

Ignazio Marino -già sindaco di Roma- martedì 22 novembre (ore 16,45) alla Casa del popolo “Il PROGRESSO” in Via Vittorio Emanuele 135 parlerà del suo libro "Un marziano a Roma" e delle ragioni del suo NO nel referendum costituzionale del 4 dicembre.

Mobilitazione del partito democratico e dei vari comitati per promuovere il Sì alla riforma costituzionale: nell’Empolese Valdelsa: lunedì 21 novembre, il senatore Vannino Chiti sarà a Gambassi Terme alle 18.00, presso la casa del popolo di via Roma, insieme a lui la senatrice Laura Cantini e il coordinatore del pd gambassino Gianni Cortina. Chiti alle 21.00 sarà poi al circolo arci Puppino a Castelfiorentino sempre con Cantini, a coordinare l’incontro sarà Monica Salvadori, segretario Pd Castelfiorentino.

Martedì 22 novembre alle 21.15 a Certaldo, presso la polisportiva –mensa, incontro per il Sì con il presidente della Regione Toscana Enrico Rossie l’onorevole Dario Parrini, segretario Pd Toscana. Sempre martedì alle 21.30 al teatro del Popolo di Montaione Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale della Toscana, insieme al sindaco Paolo Pomponi e al segretario territoriale Enrico Sostegni, interverrà a un’iniziativa per spiegare le ragioni del Sì.

Giovedì 24 novembre alle 21.30 al teatro del Popolo di Castelfiorentino ospite il ministro delle infrastrutture e trasporti Graziano Del Rio, che sarà intervistato da Paolo Ermini, direttore Corriere Fiorentino. Sempre il 24 Luciano Violante sarà alle 21.00 al circolo arci di Ponzano a Empoli, con lui Luigi Nigi.

Venerdì 25 il senatore Claudio Martini sarà a Empoli e alle 21.30 arriverà Sergio Staino, direttore de L’Unità (luogo da definire). 

“Sì, cambia l’Italia” è l’incontro che si terrà a Borgo San Lorenzo, sabato 26 novembre alle 11,30 al Teatro Giotto, organizzato dai comitati “Basta un Sì” del Mugello. Intervistato dal giornalista di Tele Iride Andrea Vignolini, l’on. Lotti illustrerà le ragioni del Sì smascherando anche le bufale del No. Sottolineano gli organizzatori: “Alreferendumcostituzionale del 4 dicembre, possiamocambiare e migliorare l’Italia:possiamo superare il bicameralismo paritario, avere leggi in tempi più rapidi, ridurre i costi della politica, avere una maggiore partecipazione dei cittadini, chiarire e razionalizzare le competenze tra Stato e Regioni, aumentare larappresentanza degli Enti Locali in Parlamento e in Europa. Lo possiamo fare votando Sì. E’ un’occasione che non possiamo, non dobbiamo sprecare, perché non è detto che si ripresenti così presto. Da anni, decenni, tutti chiedono di riformare il nostro Paese. Ora ci siamo, lo possiamo fare concretamente. E non possiamo più rimandare”.

Redazione Nove da Firenze