Referendum: attenzione alla tessera elettorale

L’oggetto riguarda la durata delle trivellazioni effettuate entro le 12 miglia marine (circa 20 chilometri)


Il prossimo 17 aprile si terrà unreferendum popolare. Si tratta di un referendum abrogativo, e cioè di uno dei pochi strumenti di democrazia diretta che la Costituzione italiana prevede per richiedere la cancellazione, in tutto o in parte, di una legge dello Stato. Il referendum vuole abrogare la norma introdotta con l’ultima legge di Stabilità che consente ai soggetti concessonari di cercare ed estrarre petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa, anche oltre la scadenza della concessione, rendendo, di fatto, senza termine le licenze già rilasciate.

In occasione delle consultazioni referendarie di domenica 17 aprile, l'Ufficio Elettorale ricorda che sarà necessario mostrare al seggio un documento di identificazione (rilasciato dalla Pubblica Amministrazione e munito di fotografia) e la tessera elettorale. A questo proposito l'Uffico Elettorale invita gli elettori ad accertarsi per tempo di esserne e in caso contrario a richiederne tempestivamente il duplicato. Inoltre chi possiede una tessera rilasciata nel 2001 potrebbe aver esaurito i 18 spazi previsti per il timbro che attesta l'avvenuta votazione. Si stanno infatti già presentando all'Ufficio Elettorale di viale Guidoni 174 diversi elettori per riconsegnare la tessera esaurita e acquisirne una nuova. Si invitano pertanto elettrici ed elettori ad una verifica della propria tessera e, in caso di esaurimento degli spazi, a richiederne il rinnovo presso l'Ufficio elettorale e gli sportelli anagrafici. L'indicazione degli uffici che erogano il servizio e gli orari di apertura si trovano nella pagina Referendum 2016 della Rete Civica del Comune.

Il Comitato fiorentino “NoTriv”, costituitosi giovedì 3 marzo, vede impegnate tante associazioni – Arci Firenze, Legambiente Firenze, Greenpeace, Perunaltracittà, Unacittàincomune, Comitato oasi wwf area fiorentina, Cub toscana, Anpi Firenze, NotunnelTav, Libera Firenze, Possibile, Lav Toscana, Alternativa libera, Comitato costruzione della sinistra Q4, Comitato XI agosto, Comitato 'Piero Calamandrei', Un'altra Sesto è possibile, Usb toscana – e tanti privati cittadini.

L'Associazione per l'iniziativa radicale fiorentina "Andrea Tamburi" invita i propri iscritti a recarsi alle urne e a votare sì, evitando così che le società petrolifere possano richiedere in futuro la concessione per estrarre in mare entro le 12 miglia e obbligando le stesse a cessare le concessioni secondo la scadenza naturale originariamente rilasciata. Pur constatando i limiti politici di questa iniziativa referendaria, l'Associazione sottolinea come gli obiettivi rientrino a pieno titolo nella battaglia in corso del Partito Radicale sul diritto alla conoscenza e sulla necessità per i cittadini di conoscere l'azione dei Governi.I radicali, infine, rilevano con preoccupazione la totale assenza di comunicazione (istituzionale e non) riguardo il prossimo appuntamento referendario. Anche l’Assemblea per la Piana Contro le Nocività invita tutti i cittadini ad andare a votare Sì al referendum sulle trivelle.

“Sentiamo il bisogno di reagire di fronte a questo silenzio assordante delle istituzioni e dei media, servizio pubblico in primis, sul referendum del 17 aprile contro le trivellazioni nei nostri mari. Si tratta di una scelta energetica obsoleta, che continua a puntare su fonti non rinnovabili quali il petrolio e il gas, nociva per l’ambiente e per il clima oltre che assolutamente insufficiente per risolvere la nostra dipendenza dall’estero. Vale la pena rischiare disastri ambientali come quello avvenuto in Messico nel 2010, che all'interno di un bacino chiuso come il Mediterraneo vedrebbe effetti moltiplicati al cubo? Pensiamo sia sensato procurare innegabili danni all’ecosistema marino, mettere in crisi attività economiche come la pesca e il turismo, solo per supplire, come ammette lo stesso Governo, a 7-8 settimane di consumi nazionali di petrolio e 6 mesi di gas?", affermano i consiglieri Fattori e Sarti di Sì Toscana a Sinistra. “Sinceramente non si capisce a chi giovi questa scelta, dato che l’attività delle grandi compagnie petrolifere, che si avvalgono di franchigie e royalties tra le più basse al mondo, non procura al Governo nessun aumento significativo degli introiti fiscali, e dato che non ci sono vere ricadute occupazionali. Insomma, è solo un favore alle lobbies del petrolio e del gas ”. “Il Governo, inoltre, ha deciso di dichiarare guerra al referendum non accorpando il voto referendario alle elezioni amministrative, scelta che comporterà lo sperpero di 300 milioni di denaro pubblico. Siamo anche in attesa dell'esito di un ricorso pendente alla Corte Costituzionale per l’ammissione di altri due quesiti sulle trivellazioni. Se venissero accolti e il governo perseverasse nella sua strategia di boicottaggio, gli italiani dovrebbero essere chiamati alle urne ben quattro volte in un anno, considerando anche il referendumcostituzionale. Non è certo il metodo giusto per favorire informazione e partecipazione. Contro i progetti di trivellazione e contro il boicottaggio, stanno prendendo posizione diversi Presidenti di regione delle più svariate appartenenze politiche, dal PD alla Lega a Forza Italia. Perché in Toscana tutto tace? Ricordiamo tutti le tuonate contro le trivellazioni del presidente Rossi di qualche anno fa, di fronte ai progetti dell’allora Ministro Passera. Adesso il presidente, dopo l'accordo con Renzi, resta muto”. “Abbiamo presentato in Consiglio una mozione che impegna la Giunta ad attivare tutti i canali possibili per informare adeguatamente la cittadinanza sull’imminente appuntamento referendario. Chiediamo anche alla giunta di attivarsi nei confronti del Governo per ottenere un "election day" e di pronunciarsi contro nuove trivellazioni nei mari del nostro Paese, per preservare l'ecosistema e per fare seriamente la nostra parte nella lotta al cambiamento climatico, anche attraverso il potenziamento delle energie rinnovabili. Se lo stesso investimento fosse impiegato in questa direzione, avremmo una resa cento volte maggiore sia in termini di produzione energetica che di ricaduta occupazionale.”

Redazione Nove da Firenze