Reddito di inclusione: aumentano i beneficiari, in Toscana uno su due

Secondo il Barometro CRIF crescono le richieste di credito da parte delle famiglie


Aumentano le famiglie povere che potranno accedere al reddito d'inclusione in Toscana. Dal primo luglio potranno fare richiesta dell'assegno di 5 mila euro l'anno circa una famiglia povera su due. E' una stima dell'impatto che avranno le modifiche ai requisiti per il ReI, previste dalla legge di Bilancio. Sono stati cancellati infatti i vincoli per la richiesta legati alla condizione della famiglia (almeno un minore a carico, un figlio adulto disabile, una donna in stato di gravidanza e un over 55 disoccupato da almeno tre mesi), che limitavano l'accesso solo a un terzo delle famiglie toscane. Vengono dunque considerate soltanto le condizioni economiche del nucleo, come ad esempio un Isee inferiore a 6 mila euro l'anno. Sono circa 54 mila le famiglie toscane considerate povere, secondo i dati aggiornati al 2017 dalla Regione Toscana. I nuovi requisiti non permetteranno di raggiungerle tutte in maniera universale ma un primo importante passo è stato fatto. Altra novità importante introdotta dalla legge di bilancio riguarda le famiglie numerose, ovvero con un nucleo di 5 o più persone, per le quali la legge di bilancio aumenta del 10% il limite superiore del ReI, portandolo da 485 euro per 12 mensilità a 534 euro al mese. Ogni anno su 100 famiglie povere, 52 sono famiglie in cui nessun componente lavora e 39 in cui lavora una sola persone. “Esiste un evidente e forte nesso fra povertà e mancanza di lavoro – afferma Giacomo Martelli, presidente delle Acli toscane – per questo è fondamentale che, oltre alle misure di sostegno economico, vengano destinate anche delle risorse al percorso attivo del ReI, ovvero quello che si occupa dell'inserimento lavorativo e sociale delle persone. Questo importante elemento attivo della misura a sostegno del reddito rischia di essere l'anello debole del provvedimento. Occorre intervenire sulle cause della povertà, altrimenti questo aiuto si limiterà ad avere effetti nella misura in cui le risorse ci saranno”.

Per quanto riguarda la Toscana, dallo studio di CRIF emerge come nel 2017 il numero di richieste di nuovi mutui e surroghe abbia fatto segnare un calo del -14,4% rispetto al 2016, superiore al rallentamento medio registrato a livello nazionale che è risultato essere di -10,3%. Il calo è generalizzato, ma le province che hanno fatto segnare le variazioni più rilevanti in regione sono state Pistoia e Arezzo, rispettivamente con un -18,5% e -18,2%. Firenze ha registrato un -15,7%. Per quanto riguarda il numero di richieste di prestiti finalizzati all’acquisto di beni/servizi (quali auto e moto, arredo, elettronica ed elettrodomestici, ma anche viaggi, spese mediche, palestre ecc.), la Toscana ha fatto segnare nel 2017 una lieve flessione pari a -1,0% rispetto al 2016, sostanzialmente in linea con la variazione negativa di -0,8% rilevata a livello nazionale. Scendendo maggiormente nel dettaglio, Pistoia guida il ranking regionale con un aumento del +1,3%, seguita da Lucca (+0,2%)Firenze (+1,7%). Al contrario, Massa-Carrara e Arezzo sono state le province ad aver registrato la maggior contrazione, rispettivamente con -5,1% e –2,8%. Per quanto riguarda i prestiti personali, nell’anno appena concluso la Toscana ha fatto registrare un incremento nel numero di richieste rilevate, con un +2,4% rispetto al 2016, inferiore però all’incremento registrato a livello nazionale (+5,4%). In Regione, Siena è risultata la provincia con la crescita più consistente, con un +4,9%, seguita da Livorno(+4,8%) e Arezzo (+4,7%). All’estremo opposto della classifica regionale si è collocata Grosseto, che è l’unica provincia in flessione, con un -3,3% rispetto al 2016.

Redazione Nove da Firenze