Prostituzione a Firenze: arresto per i clienti complici

C'è chi si è subito interessato dei risvolti amministrativi rispetto alle contravvenzioni da poter impugnare e chi ha valutato positivamente le implicazioni penali


Grande eco ha avuto il provvedimento adottato dal sindaco del Comune di Firenze sul contrasto alla prostituzione.Obiettivo dell’ordinanza è il contrasto allo sfruttamento della prostituzione, "fenomeno presente in cittàcome conferma Palazzo Vecchio e viene confermato anche dagli interventi delle forze di polizia e della magistratura.
 Divieto di chiedere o accettare prestazioni sessuali a pagamento. Arresto fino a 3 mesi o una ammenda fino a 206 euro: sono i provvedimenti che potranno scattare a Firenze a carico dei ‘clienti’ delle prostitute in base a quanto prevede l’ordinanza firmata.
Agenti della Polizia Municipale sia in borghese che in divisa accerteranno se c’è stata una richiesta, un consenso o un accordo su una prestazione sessuale a pagamento. Non sono previste sanzioni per chi offre la prestazione, a meno che non ricorrano altre violazioni di legge.

L’atto è stato reso possibile dal decreto Minniti, convertito in legge lo scorso mese di aprile e che per la prima volta consente ai sindaci di emettere un’ordinanza contro coloro che ottengono prestazioni sessuali a pagamento. 

Ha detto il sindaco Nardella "La nostra società non può rimanere cieca di fronte a un fenomeno così vasto che distrugge la dignità di migliaia di donne ridotte a oggetto spesso in stato di schiavitù e che consente un vergognoso arricchimento della malavita organizzata. Spero che Firenze possa essere un buon esempio per tutto il Paese per una battaglia di civiltà prima ancora che di legalità”.

“L'ordinanza, firmata dal sindaco Nardella, che permetterà di sanzionare i clienti del mondo della prostituzione riguarda tutto il territorio comunale e, non sarebbe sbagliato, spingere i sindaci dei Comuni confinanti con Firenze a firmare un'ordinanza simile per evitare che le prostitute vadano negli altri Comuni. Non abbiamo paura che vengano posizionate in luoghi più appartati dove non c'è per loro sicurezza, perché siamo in grado di intercettarle anche noi” così la presidente della Commissione Pari opportunità Serena Perini interviene sull'ordinanza.
“Firenze è da sempre impegnata, anche con un cospicuo impegno economico, al sostegno di chi è sfruttato. Il Comune di Firenze – aggiunge la presidente Serena Perini – fa parte della Rete Satis per il recupero ed il reinserimento in società delle prostitute. Il modello nordico, che è anche quello scelto dall'Unione Europea per combattere la prostituzione e la criminalità e che prevede la punibilità del cliente, è un modello che funziona. Tanti paesi europei lo hanno adottato e trasformato in legge nazionale, l'ultima la Francia nel novembre 2016. Non è vero – replica la presidente Perini agli esponenti di Firenze riparte a sinistra – che la punibilità del cliente non è la strada giusta. Anzi, sono state le stesse Forze dell'Ordine di altri paesi a confermare la funzionalità della legge. Con questa ordinanza – conclude la presidente Perini – si brucia la domanda e, di conseguenza, si impedisce alle organizzazioni criminali di fare business con la prostituzione”.

“Contrastare il fenomeno della prostituzione dalla parte della domanda è la strada giusta per togliere queste donne dall'inferno. Bene quindi l'ordinanza del sindaco Nardella che appoggiamo convintamente” il commento di Rossella Bugiani, della Segreteria Cisl di Firenze e Prato, .

“Dobbiamo agire – continua Bugiani - contro coloro che si arricchiscono e vivono sulla pelle delle tantissime vittime che appartengono alle categorie più vulnerabili, in condizioni sociali ed economiche sfavorevoli: un business che in Italia frutta 90 milioni di euro al mese.”
“Il provvedimento del Comune di Firenze è un importante tassello per una battaglia giusta; non si può far finta di niente quando esseri umani vengono trattati come merce. Dobbiamo ribellarci a tutto questo; basta indifferenza, basta ipocrisia. I rapporti intimi si conquistano, non si acquistano.”

La Cisl, nel corso del suo ultimo congresso ha sottoscritto e lanciato la campagna dell'associazione Papa Giovanni XXIII ‘Fermiamo la domanda’. “Abbiamo ascoltato le testimonianze di donne vittime di sfruttamento sessuale, ridotte in schiavitù, ricattate, terrorizzate. Il cliente che va con una prostituta si rende complice di tutto questo, si rende complice di un crimine” conclude Bugiani.

Redazione Nove da Firenze