Presidio a Firenze sul ponte Vespucci, dopo la morte di Idy

La comunità senegalese pronta ad una colletta per ripagare le fioriere rotte durante il corteo. Allontanato il sindaco di Firenze


Presidio sul ponte Amerigo Vespucci oggi alle 15. Sabato una manifestazione, sempre alle 15, organizzata dalla comunità senegalese fiorentina. Ad annunciare gli eventi il portavoce storico ed ex consigliere comunale Pape Diaw che spiega "È un momento delicato, dobbiamo usare la testa, non la forza. Facciamo come nel 2011 un grande corteo pacifico. Determinati ma con calma. Solo silenzio". 
All'arrivo del primo cittadino però, si alzano voci di protesta. Dario Nardella, invitato dalla comunità a partecipare è costretto ad allontanarsi contestato ed insultato "Vai via, razzista", questa la frase rivolta a Nardella da alcuni manifestanti che sarebbero legati ai centri sociali ed all'estrema sinistra. "Mi allontano - ha detto il sindaco - non voglio suscitare provocazioni, ma non possiamo accettare violenza e insulti. Abbiamo il dovere di difendere la democrazia e la convivenza civile. Capiamo la rabbia per la morte di un amico. Il nostro cordoglio per l'accaduto ma non possiamo accettare la violenza".

Non si placa intanto la polemica sui Social, su quel polverone virtuale e mediatico suscitato dalle immagini del sangue sparso sul ponte dedicato al navigatore che ha dato il nome al nuovo continente presto offuscate dal video "virale" delle fioriere antiterrorismo divelte con un colpo di mano durante il corteo che si è mosso per le strade del centro storico animato da senegalesi e italiani unitisi ai manifestanti.
 "Se qualche rappresentante del Comune può comunicarci a quanto ammonta il danno fatto alle fioriere e a eventuali cestini ammaccati, possiamo fare una colletta per rimediare al gravissimo delitto accaduto ieri, non quello successo la mattina, eh, ma quello durante il tragitto alla stazione.." a scriverlo su Facebook è Antonella che facendo seguito alle reazioni suscitate dai fatti accaduti nel capoluogo toscano dopo la sparatoria sposa l'invito di molti fiorentini a ripagare un danno materiale che sembra aver turbato particolarmente l'opinione pubblica.

Arci, Anpi e Cgil aderiscono al presidio "Siamo sconvolti, e Firenze tutta lo è, per la violenza insensata di un omicidio le cui motivazioni lasciano a dir poco attoniti e su cui ci si può solo stringere alla famiglia della vittima e alla comunità senegalese. Non dobbiamo restare in silenzio di fronte a questo omicidio, di fronte alla violenza e all’odio. Ci auguriamo che la solidarietà nei confronti della vittima e della sua famiglia sia la più ampia possibile, da parte di tutta la città che non deve perdere, soprattutto in questi momenti, la sua grande tradizione di città accogliente e aperta. E ci preme ricordare come quest’accoglienza che la caratterizza sia frutto anche di un rapporto stretto tra le Istituzioni e la Comunità senegalese, che ci ha aiutato a comprendere le dinamiche complesse dell’integrazione, rappresentando da sempre un punto di riferimento, non solo per i tanti cittadini senegalesi che vivono a Firenze e in Toscana, ma anche per tutte le associazioni e organizzazioni impegnate quotidianamente su questi temi. In queste ore tristi, è bene non cedere a provocazioni: il dolore, la rabbia, la richiesta di giustizia e lo sgomento di fronte a una simile tragedia, devono evolversi in un cammino solidale che ci faccia sentire tutti parte della stessa comunità. Per questo è importante che quanti più fiorentini possibile facciano sentire la loro vicinanza alla famiglia di Idy, ai suoi amici e familiari, e a tutta la comunità senegalese. Per loro è necessario manifestare pacificamente il nostro rifiuto di una società in cui maturano simili tragedie. Ed è importante farlo tanto più oggi, all’indomani di un voto che ci consegna un Paese in cui violenza, intolleranza e razzismo sembrano trovare una giustificazione. Non vogliamo che tragedie simili si ripetano, non vogliamo vivere in città in cui chiunque possa sentirsi legittimato a puntare un’arma contro qualcun altro e uccidere. Anche per questo crediamo sia doveroso fare una riflessione su un tema che si sta manifestando in tutta la sua grave drammaticità anche nel nostro Paese: ovvero quello della necessità di effettuare controlli serrati e seri, su quanti abbiano nella propria disponibilità un’arma. Augurandoci che in ricordo di Idy Diene tutta Firenze oggi scenda in strada per manifestare il proprio dolore".
La Fiom Cgil di Firenze esprime una "ferma condanna del gesto inaccettabile di questo pazzo, ed è vicina alla famiglia di Idy, come fummo vicini alla famiglia di Diop Mor e Samb Modou nel 2011, continuando a voler riaffermare l'anima accogliente e inclusiva che è sempre stata maggioritaria nella città di Firenze, come possono dimostrare anche i rapporti che la Fiom ha sempre intrattenuto con la comunità senegalese, come nel caso della recente vicenda dei lavoratori senegalesi licenziati dall'azienda metalmeccanica fiorentina Pulzeta, in particolare con la Presidente Diye Ndiaye ed il Console Eraldo Stefani. Nel riaffermare lo spirito d'accoglienza che ci anima, pur comprendendo la necessità di una risposta ferma contro l'odio, invitiamo tuttavia la comunità senegalese a mantenere la calma e a non rischiare di passare dalla parte del torto trasformando la rabbia in atti a loro volta aggressivi e brutali. Alla violenza deve rispondere una città intera con lo sdegno, il rigetto e la solidarietà, non con altra violenza". 

Il Direttivo Uritaxi "Piena vicinanza alla famiglia di Idy Diene, vittima dell’infame ingiustificabile omicidio compiutosul ponte Vespucci. Come fiorentini prima, e come tassisti poi, siamo però indignati e preoccupati per come il corteo di vicinanza organizzato dai connazionali del signor Diene, ospiti della nostra città, si sia trasformato in uno scenario di violenza. Violenza, fra l’altro preannunciata al mattino, e dunque lasciata colpevolmente proliferare, portando la nostra comunità a trascorrere ore di terrore e di assedio. Alcuni nostri colleghi hanno visto danneggiate le proprie vetture e vissuto attimi di paura. La scorsa estate i tassisti fiorentini sono stati vittime di ben nove atti di aggressione sul lavoro, con feriti e il tragico risvolto del coma per il collega Gino Ghirelli. Comprendiamo bene lo stato di dolore di questi uomini e donne. Noi stessi, per richiamare l’attenzione della comunità fiorentina sui fatti di cui siamo stati vittime, abbiamo organizzato a suo tempo un corteo pacifico. Tuttavia, a nessuno è mai passato per la testa di arrecare danni alla nostra città. Di Firenze si deve avere profondo e cosciente rispetto perché non è un semplice assembramento di costruzioni, ma un progetto di cultura e bellezza grazie al quale il genere umano sei secoli fa uscì da un’epoca buia, mettendo filosofia, letteratura, arte e scienza al centro dello sviluppo umano. Ancora oggi, tutto il genere umano, uno ed unico, senza distinzioni di razza e colore - e tanto più noi fiorentini! - deve ringraziare quotidianamente gli uomini di quel tempo per ciò che ci hanno lasciato. Nell’augurarci che sia fatta giustizia al più presto verso chi ha tolto la vita a Idy Diene, chiediamo anche alle Istituzioni di perseguire a norma di legge chi si è reso responsabile degli atti di vandalismo che ieri hanno colpito la nostra città. Ci complimentiamo con quei concittadini che hanno sfidato la paura rischiando di compromettersi, invitando i manifestanti a non danneggiare Firenze".

E la voce della politica nelle ultime ore? Ci sono state alcune reazioni.

Il primo cittadino Dario Nardella, ricordando l'esito dell'interrogatorio all'omicida avvenuto davanti agli inquirenti, ha reso noto che Palazzo Vecchio si costituirà parte civile nel processo al cittadino fermato dopo l'omicidio.
Sara Funaro, assessore del Comune di Firenze "Idy Diene era un uomo saggio e con un cuore grande. Era accanto a Ndeye Rokhaya in ogni momento. Quando la incontravo c’era sempre Idy vicino, un passo indietro pronto a sostenerla. Lui aveva sempre un sorriso e uno sguardo dolce per tutti. Questo è il ricordo che porterò con me. Ieri ci siamo incontrati con la comunità senegalese, esprimendo il nostro dolore. Oggi pomeriggio saremo al presidio sul ponte Vespucci. Firenze è vicina al dolore della famiglia, della comunità senegalese e di Ndeye Rokhaya, che avrà bisogno di tutto il nostro sostegno".

"Il comportamento delle decine di senegalesi che ieri sera hanno devastato alcune vie del centro di Firenze, è da veri irresponsabili. Mi auguro che chiedano scusa e paghino i danni" chiede il coordinatore fiorentino di Forza Italia, Marco Stella, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana. "L'omicidio a sangue freddo di un senegalese sul ponte Vespucci ieri a Firenze - sottolinea Stella - non ha alcun movente razzista, come appurato dagli inquirenti, ma è stato causato da un raptus di follia di un uomo che ora ne risponderà davanti alla legge. Invece di informarsi, i senegalesi si sono sentiti in diritto di spaccare tutto quello che trovavano, hanno percorso via Calzaiuoli sfasciando le fioriere, poi se la sono presa con gli scooter in via Cerretani rovesciandoli e infine hanno devastato il cantiere della Tramvia in piazza Stazione. Questi fatti dimostrano che il cammino per un'integrazione è ancora in salita, e chiunque può vedere di chi è la responsabilità. In nessun Paese vengono consentite manifestazioni fuori dalle regole come quella di ieri".

“Siamo uniti con i cittadini di Firenze per esprimere sconcerto per la tragica ed assurda uccisione di Idy Diene, barbaramente ed immotivatamente assassinato questa mattina presso il ponte Vespucci” dichiarano il segretario provinciale della Lega Alessandro Scipioni ed il segretario cittadino Filippo La Grassa. “Ma ciò che è accaduto - proseguono - non autorizza nessuno a devastare e spargere il terrore per le strade di Firenze. Il tutto dopo che le forze di sicurezza avevano immediatamente arrestato e consegnato alla giustizia l'omicida. Il nostro Paese non può tollerare nessun atto di violenza e nessun atto sovversivo, che turba la serenità delle nostre città”. Conclude Federico Bussolin, Coordinatore toscano dei giovani leghisti: “Assurdo attribuire la responsabilità dell’accaduto a Matteo Salvini ed alla Lega per le politiche portate avanti, così come hanno dichiarato Marco Recati (PD) ed Alessio Biagioli (LEU) a Telegram, Tele-iride. In questo modo la sinistra strumentalizza una tragedia priva di motivazioni razziste, col solo risultato di offendere l’intelligenza dei fiorentini e dei nostri elettori. Il clima di odio e disagio sociale non lo crea di certo chi sottolinea le ingiustizie, ma anzi chi le crea a colpi di buonismo e con una politica dell’accoglienza che, risultati alla mano, ha fallito su tutti i fronti”.

Redazione Nove da Firenze