Presidio a Careggi: protestano per 3 giorni Cobas, Usb, Usi e Cub

Il 19, 20 e 21 settembre i sindacati di base saranno sotto la direzione in un presidio permanente di protesta e rivendicazione


Nell’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi "Abbiamo assistito negli ultimi anni a ripetute violazioni di correttezza e buona fede nei rapporti con le rappresentanze dei lavoratori. Da tempo si assiste ad un degrado delle condizioni di lavoro nell’Azienda Ospedaliera Careggi e ad una erosione dei diritti e delle tutele tale da rendere sempre più urgente una reazione sindacale" scrivono in una nota Cobas, USI, CUB e USB che hanno indetto una iniziativa forte e visibile di opposizione e di "rilancio di un percorso rivendicativo che sappia invertire la tendenza ad una condizione sempre più stringente e oppressiva per riconquistare diritti e dignità dei lavoratori".

"L’Azienda - proseguono i sindacati - appoggiata anche se non sempre coerentemente dai sindacati concertativi confederali e autonomi, ha violato le disposizioni contrattuali, forzato le disposizioni legali, imposto delle riorganizzazioni con conseguenze negative per i lavoratori e per i cittadini/utenti, marginalizzando ogni serio confronto sindacale e puntando ad un discredito di ogni possibile opposizione. In questi ultimi anni abbiamo visto un degrado importante dei diritti e delle tutele dei lavoratori, la svalorizzazione delle professionalità sia mediche che infermieristiche, l’emulazione di modelli di produzione industriale impropri per un ospedale dove non si avvitano bulloni ma si assistono persone. Le riorganizzazioni hanno portato un peggioramento per i cittadini che si sono visti cancellare centinaia di posti letto e intere specialistiche (pneumologia, tossicologia, stroke units (ictus), reumatologia, gastroenterologia, psichiatria ecc.) ampliando solamente i servizi a pagamento (libera professione)".

Il 19, 20 e 21 settembre tre giorni di presidio nei quali "Coinvolgeremo i lavoratori in varie iniziative di informazione e di lotta ed approfondiremo i vari punti di rivendicazione collegandoli a quanto accade sul piano dell’opposizione sociale. Vogliamo costruire una iniziativa che sappia investire non solo l’Azienda ma anche l’assessorato regionale principale responsabile di una politica nefasta di progressiva demolizione del servizio sanitario pubblico e della sua progressiva privatizzazione".

Redazione Nove da Firenze