Presepe di Santo Spirito, dalla Basilicata l'opera del maestro Artese

Tre mesi di lavoro a Grassano, all'ombra dei Sassi di Matera, poi l'assemblaggio in Santo Spirito a Firenze


Un gemellaggio artistico e mistico tra la Basilicata e la Toscana, tra Matera e Firenze, tra Grassano e Santo Spirito. L'opera del maestro Francesco Artese ha viaggiato nei secoli prima ancora che sull'Autostrada, nei 100 metri quadrati di allestimento è racchiusa la tradizione del tufo di Matera, la ricerca delle stoffe della vecchia Napoli, l'arte della terracotta.

Abbiamo incontrato il maestro Francesco Artese in queste ore all'opera in Santo Spirito con i suoi 100 metri quadrati di allestimento presepiale con una altezza massima di sei metri e 110 personaggi realizzati interamente in terracotta dal maestro Vincenzo Velardita, rivestiti dalle sorelle Nadia e Daniela Balestieri e maria Priore e dipinti 
da Rosa Ambrico.

 Francesco Artese è un pittore della Basilicata, amato dai propri concittadini e diventato ambasciatore del genio lucano nel mondo. "A Grassano dedico tre mesi l'anno alla realizzazione del presepe. Una passione che mi ha portato a visitare il mondo oltre ad esporre nei luoghi più sacri ed affascinanti del mondo. Dagli Stati Uniti a Betlemme o a Roma in Vaticano in occasione del Natale 2012, ed ancora Brasile e Finlandia". Ama curare ogni particolare "E' appena arrivato da Spoleto il maestro della fotografia ed assieme abbiamo elaborato le luci per il passaggio dal giorno alla notte". Ci saranno effetti speciali? "Ci sarà una nevicata. Spero ogni volta di trasmettere il massimo realismo alla mia opera affinché trasporti l'osservatore in uno spazio senza tempo, molto emozionale".
Sono affreschi quelli alle pareti delle grotte? "Esattamente. Ho pensato di riprodurre affreschi presenti nelle chiese lucane, sempre per dare grande veridicità al percorso, ma ho anche lasciato spazio ad omaggi e riferimenti".
C'è un po' di Firenze? "Ho inserito accanto alla natività un giovane Michelangelo che scolpisce il Cristo ed accanto uno dei Prigioni. La presenza di Michelangelo e della sua opera è duplice visto che il Gesù bambino ha le braccia aperte a raffigurare il calvario della croce. Si tratta di un messaggio cui tengo molto, è un bambino già uomo in cui fin dalla nascita è presente il sacrificio della morte".
Il Cardinale Betori è già passato ad ammirare l'allestimento? "Ancora no. Ma non vedo l'ora di incontrarlo durante l'inaugurazione che si terrà il 7 dicembre alle ore 17 in Santo Spirito. Aspetto tutti i fiorentini, sarà un grande spettacolo". 

La nascita di Gesù ambientata ai Sassi di Matera, con un lavoro scenografico che rievoca tradizioni e simboli universali di fede e convivenza tra i popoli.
"La Basilicata intera rivive nel Presepe di Francesco Artese, nei volti e nei gesti delle donne, degli uomini e dei bambini che animano la scena. 
Un momento di vita senza tempo, che sospende lo sguardo e il cuore tra realtà e immaginazione. Il turismo culturale è viatico formidabile di conoscenza al quale la Basilicata si affida con convinzione da tempo, stringendo accordi di collaborazione con città e regioni, iniziative rafforzate in vista del 2019, anno in cui sarà Matera la Capitale europea della Cultura chiamata a rappresentare l’Italia intera" spiegano Marcello Pittella Presidente della Regione Basilicata e Mariano Schiavone Direttore APT Basilicata.

Nella Basilica di Santo Spirito dal 1250 è presente la comunità agostiniana, "La Basilica brunelleschiana ha gli spazi giusti per ospitare un presepe sì grande e anche l’armonia giusta che si accosta molto con la bellezza del presepe. S. Agostino afferma: "È nato oggi per noi il Salvatore. È sorto pertanto oggi su tutto il mondo il vero sole. Dio si è fatto uomo perché l’uomo si facesse Dio. Perché il servo si cambiasse in padrone Dio prese la condizione di servo. Abitò sulla terra l’abitatore dei cieli perché l’uomo abitatore della terra potesse trovar dimora nei cieli. È nato per noi oggi il Salvatore". Questa è la nostra speranza: che nel periodo natalizio chi entra a Santo Spirito possa comprendere di più, attraverso questo presepe, la grandezza di Dio attraverso la sua piccolezza e anche la grandezza dell’uomo grazie proprio al dono dell’Incarnazione" ha detto Padre Giuseppe Pagano Priore del Convento di Santo Spirito di Firenze.

Antonio Lenoci