Presentato in Palazzo Vecchio il documento “Un vero ponte per Sollicciano”

Si avvicina il Consiglio comunale in carcere


Le carceri italiane tornano a essere sovraffollate più di quanto un fisiologico soprannumero di ristretti consentirebbe. Il carcere fiorentino di Sollicciano è uno tra gli istituti penitenziari italiani più difficili e di nuovo ospita molti più detenuti di quanti struttura e organizzazione possono reggere (30% in più al 30 settembre 2017). Nato nel 1983 nell’omonimo quartiere nella parte sud-ovest di Firenze è da allora in crisi permanente. Concepito con l’ambizione di incarnare il modello del carcere moderno già al momento dell’inaugurazione Sollicciano si palesò pieno di difetti strutturali, architettonici e sociali. Unica eccezione l’inutilizzato giardino degli incontri, voluto e ideato dall’architetto Michelucci, che al più è usato come spazio per rari convegni. Tutto a Sollicciano è sproporzionato.

Venerdì don Vincenzo Russo, cappellano del carcere di Sollicciano ed a Massimo Lensi dell'associazione per l'iniziativa radicale Andrea Tamburi i consiglieri del gruppo Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi, Donella Verdi e Giacomo Trombi hanno presentato il documento “Un vero ponte per Sollicciano”, sottoscritto anche dall'attore Paolo Hendel, in vista del Consiglio comunale straordinario che sarà convocato, presumibilmente entro la fine del 2017, all'interno dell'istituto penitenziario fiorentino.

“E' indispensabile, per chi vuole amministrare questa città, recuperare quel rapporto con il carcere che ospita ad oggi 684 persone, di cui oltre il 70% stranieri e in gran parte per reati minori legati a droghe o all'immigrazione, e per cui ci corre l'obbligo di garantire le migliori condizioni possibili” dichiarano Massimo Lensi e don Vincenzo Russo insieme al Capogruppo Tommaso Grassi. “Nello scorso mandato – aggiunge Tommaso Grassi – fu organizzato un Consiglio comunale a Sollicciano. Sette anni fa ci fu chiesto di dare delle risposte alle domande poste dai carcerati che portavano alla luce questioni che riguardavano i problemi quotidiani. Nella gran parte dei casi non sono state date risposte alle richieste poste e ai problemi irrisolti si sommano le nuove emergenze: dalla cucina pronta da anni ma mai messa in funzione, ai problemi delle infiltrazioni d'acqua dai tetti, un muro crollato, la situazione dei bagni e delle docce, la riqualificazione degli spazi di rieducazione come la chiesa ed il teatro, l'acquisto dei ventilatori per il caldo quando poi si sono accorti che l'impianto non regge un numero elevato di apparecchi”.
“Inoltre – aggiunge il capogruppo di Firenze riparte a sinistra insieme a Lensi e Russo – chiediamo continuità perché Sollicciano ha avuto cinque direttori in due anni e questo non ci ha permesso di avere un interlocutore per confrontarci e per fissare il Consiglio comunale straordinario. E' necessario che le istituzioni ci siano e che portino una risposta tempestiva alle questioni poste dai carcerati”.
“Chiediamo, infine, maggiore trasparenza: vorremmo sapere come si spendono i soldi per il carcere: dove vengono spese, a chi vengono dati, chiediamo anche di concepire in maniera nuova e diversa il concetto di carcere da parte delle istituzioni: Comune e Regione. Mettere mano all'aspetto della responsabilità civile – spiega il capogruppo di Firenze riparte a sinistra insieme a Lensi e Russo – e porsi il problema del sovraffollamento carcerario. Ci troviamo di fronte ad una richiesta di pseudo sicurezza. I reati non stanno aumentando ma si chiede maggiore sicurezza perché la sicurezza porta voti. Le carceri sono oggi piene di persone rinchiuse per reati legati alla tossicodipendenza o per reati legati allo status di clandestinità. In una società che si dichiara civile le istituzioni devono rispondere a dei percorsi di rieducazione. Come una scuola, come un ospedale, anche il carcere è parte integrante della nostra vita”.

Redazione Nove da Firenze