Prato: le accuse contro Djula Ahmetovic

Secondo l'associazione Nazione Rom l'unico bene di Djula Ahmetovic è una pensione di invalidità


La Polizia Tributaria su proposta avanzata, quale misura di prevenzione patrimoniale, su conforme richiesta dei Pubblici Ministeri Antonio Sangermano e Lorenzo Gestri, coordinati dal Procuratore della Repubblica di Prato Giuseppe Nicolosi, ha disposto accertamenti su delle operazioni bancarie classificate come "sospette" dalla Banca d'Italia ed inviate al reparto pratese della Guardia di Finanza, dal Nucleo speciale Polizia Tributaria di Roma. Il Tribunale di Prato ha emesso un decreto di sequestro, finalizzato alla confisca dei beni appartenenti a Djula Ahmetovic, 71 anni, un'anziana Rom di origine bosniaca, da quaranta anni residente nella seconda città della Regione Toscana.

"Djula è innocente e lo proverà a Giudici e Pm -afferma in un documento l'Associazione Nazione Rom- La accuse contro l'anziana Romnì sono false: unico bene posseduto è una pensione di invalidità, pagata dall'INPS, ovvero la cifra mensile di 460 euro. Una somma annuale di quasi 5.520 euro, versati su un normalissimo libretto postale. In Italia, la soglia di povertà inizia quando i propri redditi sono inferiori alla cifra di 11.550 euro annui. La cifra complessiva sequestrata a Djula Ahmetovic è di circa 25.000 euro, denaro che l'anziana donna stava mettendo da parte, euro dopo euro, per aiutare la sua famiglia, fratelli e sorelle poverissimi rimasti in Bosnia e per pagare il proprio funerale, come molti anziani italiani fanno. Djula ha ricevuto un alloggio temporaneo dal Comune di Prato poco tempo fa, dopo decenni vissuti dentro una roulotte parcheggiata nei giardini pubblici di Viale Marconi. Gli alloggi temporanei sono riservati ai poveri: l'anziana donna non ha violato alcuna legge, è povera".

Redazione Nove da Firenze